Archeologia e innovazione: al Museo 'De Palo-Ungaro' una virtual box per 'toccare' i reperti esposti

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli, Video
20 luglio 2017
Photo Credits: Thesis SRL

È stata realizzata da Thesis nell'ambito del progetto SAC. Il video

“Quando la conoscenza è approfondita viene assicurata la tutela e la comunicazione della storia”. Nicola Pice, presidente della Fondazione “De Palo-Ungaro” che gestisce l’omonimo museo archeologico cittadino, commenta così l’apertura della Virtual Box all’interno della struttura. Si tratta di un contenitore virtuale che consente al visitatore di avvicinarsi e “toccare” digitale alcune delle opere esposte, permettendo una fruizione diretta del catalogo di resti della civiltà peuceta. 

Grazie ad un visore e a dei guanti si potrà “toccare” da vicino un cratere a mascheroni apulo a figure rosse (Pittore di Baltimora) del 330-310 a. C., una pelike in stile Gnathia della seconda metà del IV a. C., un'altra apula a figure rosse (Pittore di Montpellier) del secondo quarto del IV a. C., un piatto da pesce apulo a figure rosse (Pittore di Karlsruhe) datato 330-320 a. C., un’anfora apula a figure rosse (officina del Pittore della Patera) del 330 a. C., una olla daunia a decorazione geometrica della prima metà del IV a. C. e tre crateri, uno a campana apulo a figure rosse (Gruppo del Pittore di Digione) del secondo quarto del IV a. C., uno a campana protolucano a figure rosse (Pittore di Amykos) della fine del V a. C. e uno a mascheroni apulo a figure rosse (Pittore della Patera) del 330-320 a. C..

La Virtual Box è stata finanziata all’interno della progettualità SAC, che ha permesso di realizzare una camera virtuale simile dedicata ai dinosauri all’interno del Torrione Angioino. “La Virtual Box si propone come una vera e propria bacheca virtuale nella quale il visitatore può visionare da vicino alcuni dei reperti più importanti del museo, tutti perfettamente ricostruiti in 3D - ha spiegato Domenico Guaccero di Thesis Srl, coideatore del progetto Virtual Box, assieme a Giuseppe Cornacchia - Può manipolarli grazi ai sensori che rilevano la posizione delle sue mani, apprezzandone tutti i minimi dettagli, e può ricevere tutta una serie di approfondimenti (testi, video immagini) a corredo dell’esperienza”.

BitontoTV ha fatto visita al museo per provare da vicino la box virtuale, intervistando il professor Nicola Pice e il sindaco Michele Abbaticchio.