Ieri l'assemblea pubblica indetta da Colibrì sul caso Fer. Live

di La Redazione
Cronaca
30 giugno 2017

Ieri l'assemblea pubblica indetta da Colibrì sul caso Fer. Live

L'associazione ha sollevato le criticità del progetto: 'Vigiliamo'

Un comitato per studiare e programmare tutte le eventuali azioni di contrasto. È l’idea venuta fuori dalla pubblica assemblea convocata ieri dall’associazione “Colibrì” in piazza Moro per discutere del progetto Fer. Live, riguardante la cosiddetta discarica di materiali ferrosi da realizzare in contrada Colaianni. 

Un incontro divenuto necessario all’indomani della notizia, apparsa sugli organi di stampa locale, della proroga della validità della V.I.A. rilasciata nel 2011 dall’allora Provincia di Bari alla società. Durante l’evento è stata raccontata la storia amministrativa del progetto di discarica, con gli interventi di Francesco Caldarola, presidente dell’Associazione, e dell’ex consigliere comunale Franco Mundo, da sempre attento alla questione.  

Dopo il parere positivo per la V.I.A. del 2011, la Provincia di Bari nel 2013 negò l’Autorizzazione Integrata Ambientale, sulla scorta di un grande movimento di opinione (contrario al progetto) e del “no” di Palazzo Gentile, arrivato con un parere dell’ex dirigente Vincenzo Turturro.

Fer. Live presentò ricorso al Tar, chiedendo, tra le altre cose, la sospensiva della determinazione con cui si bloccava l’A.I.A.. Ad Agosto, la società rinunciò alla sospensiva in attesa che il Tribunale esaminasse le carte. Il Tar si espresse solo a giugno 2016, definendo il ricorso “in parte inammissibile e in parte infondato”.

La partita però è stata riaperta dalla Città Metropolitana e, a detta dell’Associazione, occorre farsi trovare pronti. Anche perchè, come si è evinto dall’analisi fatta da Mundo, il progetto presenterebbe numerosi punti oscuri - sollevati già dal WWF -: la presenza di un pozzo artesiano nei pressi del sito interessato, codici CER che non sono legati esclusivamente a materiali ferrosi, e alcune contraddizioni. “Perchè si vuole realizzare un progetto di discarica legata ai processi industriali in un area agricola - si è chiesto l’ex capogruppo PSI - credo che nella concessione delle autorizzazioni le carte siano state o lette male o non lette affatto”. 

“C’è il pericolo dell’inquinamento delle falde e, più in generale, quello di una destabilizzazione dell’ambiente - ha ricordato poi Caldarola - Bitonto storicamente ha già dato sul versante discariche. Nè possiamo fare discorsi legati all’occupazione e ai benefici economici: non possono essere barattati con il diritto alla salute”. 

Alla serata hanno partecipato i referenti di numerosi gruppi politici, tra cui gli ex candidati sindaco Ciminiello (con tutto il gruppo M5S e l’onorevole Cariello), Rossiello e Sannicandro, l’ex vicesindaco Rosa Calò e il consigliere regionale Domenico Damascelli. A loro, coadiuvati dall’associazione, il compito di rimanere vigili sulla vicenda.