Ieri il confronto tra i candidati sindaco sull’Urbanistica

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Politica, Elezioni Amministrative 2017
23 maggio 2017

Ieri il confronto tra i candidati sindaco sull’Urbanistica

Abbaticchio, Ciminiello, Rossiello e Sannicandro hanno parlato di sviluppo urbano e territorio con le associazioni di architetti, ingegneri e geometri

Grande serata di confronto quella dello scorso 22 maggio, nella suggestiva location della Sala degli Specchi, in cui i quattro candidati Sindaco hanno risposto alle sollecitazioni di Modesto Losito, rappresentante dell’Associazione Ingegneri, Antonio Stellacci, rappresentante dell’Associazione Architetti, e Emanuele Morea, presidente dell’Associazione Geometri, sul tema “Per uno sviluppo sostenibile della città di Bitonto”. Michele Abbaticchio, Dino Ciminiello, Carmela Rossiello e Lillino Sannicandro hanno dialogato a più riprese sulla situazione dell’urbanistica a Bitonto, proponendo soluzioni e mettendo sul tavolo le varie problematiche di cui la prossima Amministrazione a Palazzo Gentile dovrà occuparsi.

Abbaticchio ha voluto ripercorrere quanto fatto negli ultimi cinque anni sulla gestione del patrimonio immobiliare di Bitonto, che ha visto una riqualificazione, grazie ad avvisi pubblici, di un totale di 12 beni pubblici, tra cui 9 solo nella zona 167, per cui le cooperative hanno vinto i bandi per la gestione, insieme ai tre impianti sportivi (oltre alla Piscina Comunale e al Centro Polifunzionale “Rossiello” già aggiudicati, lo Stadio “Città degli Ulivi” non ha ancora avuto finanziamenti). Inoltre sono da conteggiare anche i tre beni confiscati alla criminalità e il Piano di alienazione degli immobili, con cui si è cercato di far “adottare” delle strutture in situazioni problematiche. 

Tuttavia il primo cittadino uscente ha spiegato che “non abbiamo ancora concluso. Ci sono alcuni immobili che sono stati esclusi dai bandi, sono di piccola entità e oggi sono utilizzati come depositi. Bisogna chiudere il ciclo che abbiamo aperto ed è quello che proponiamo nel programma”. In particolare, Abbaticchio ha ricordato la recente approvazione del Documento Programmatico Preliminare, frutto del lavoro di un anno da parte dell’Urban Center, l’avvio dello studio tecnico dell’APPEA, il già calendarizzato PUG, che a suo dire sarà pronto tra due anni, e lo studio per il PUGS. A questi strumenti sono da aggiungere i finanziamenti ottenuti in materia di sviluppo sostenibile, che prevedono, tra gli obiettivi, taxi ecologici, colonnine per la ricarica delle autovetture elettriche e il ciclovia tra Bitonto e Altamura.  

Sul tema della partecipazione, il Sindaco uscente ha commentato che “credevamo e crediamo per la partecipazione nello strumento dello Urban Center, che è stato gestito da ragazzi, selezionati con avviso pubblico. È stato un enorme lavoro dell’assessore Parisi, che ha creato un luogo fisico, che prima era assente. Sarebbe opportuno allora un vademecum di proposte concrete in cui si dica cos’altro c’è da fare. Ma respingo al mittente l’accusa della mancata attuazione degli strumenti di partecipazione da parte di questa amministrazione”.

Dino Ciminiello ha invece raccolto i dissensi dei professionisti bitontini che non si sono sentiti coinvolti e che “non hanno avuto questo riscontro positivo proposto da Abbaticchio”. La proposta del candidato M5S, nell’ottica dell’aggiornamento delle norme in tema edilizio, è quella della non cementificazione e della riqualificazione urbana. Queste sono le due direttrici lungo cui deve evolversi lo sviluppo dell’agricoltura e dell’edilizia sostenibile, temi a cuore del movimento pentastellato, all’insegna della lotta all’abusivismo e nella logica della premialità e del risarcimento. Ciminiello ha puntato il dito contro la partecipazione dell’Urban Center, che non sarebbe stata “scientifica, diretta all’attenzione di fasce sociali importanti, perché non esiste solo l’invito su Facebook, si deve andare a cercare la gente, nei luoghi, come l’osservatorio e le consulte, in cui la partecipazione dei cittadini è autentica”. Ciminiello ha inoltre commentato come manchino diversi componenti nell’urbanistica bitontina, come la Commissione paesaggistica, assente dal 2015, e un oculato uso dei fondi pubblici, “sperperati nell’urbanistica”. Il grillino ha inoltre malamente giudicato l’affidamento diretto delle opere pubbliche, la mancanza della partecipazione dei professionisti in un osservatorio preposto, previsto invece dal suo programma.

Carmela Rossiello, non esperta del campo, ha invece ricordato la necessità per il Sindaco di “avvalersi di professionalità tecniche”, di fronte alla situazione attuale dell’urbanistica cittadina, “ingessata dalle norme e dalla burocrazia”. La visione della candidata forzista è quella di “non cancellare il passato, solo perché dell’opposizione, ma rivederlo nella propria concezione politica”. Per questo, la candidata ha sottolineato la necessità di inserire nel PUG gli interventi realmente realizzabili, in una logica completamente nuova della mobilità, che va completamente riprogrammata ascoltando i residenti. Altro must della Rossiello è la Zona Artigianale, di cui “bisogna innanzitutto implementare la produzione economica, aiutando le imprese che vogliono investire con le nuove tecnologie, perché si ricrei la possibilità per tutti di lavoro”, non lasciando nell’incuria quanto già fatto, come il Centro Tecnologico a rischio di vandalismo. Anche lei ha sottolineato la necessità di una maggiore partecipazione attraverso i comitati di quartiere e di un migliorato decoro urbano, oggi caratterizzato dall’incuria e da “rotonde da brivido”. 

Da ultimo, Emanuele Sannicandro, anche lui disposto “a mettersi a studiare per adeguarmi alle nuove regole”, ha parlato di un’urbanistica nel segno della sostenibilità e della salvaguardia dei cittadini e dei luoghi. “Una città urbanisticamente bella, ma invivibile per altro, non serve a niente”, a commentato il candidato di centrosinistra. La visione promossa è quella di uno sviluppo d’insieme della città, che tocca la riqualificazione, lo sviluppo ecosostenibile, l’aggiornamento dei funzionari  degli uffici. “L’Urban Center è importante”, ha aggiunto Sannicandro, “ma gli va dato il giusto significato, per una partecipazione reale. L’intenzione della politica deve essere quello dello sforzo continuo, della denuncia delle assenze, dell’invito continuo delle realtà cittadine”. In questa linea, Sannicandro propone il coinvolgimento della città, nella realizzazione di “idee di qualità”, che vede anche la creazione di un ufficio di coordinamento dei lavori pubblici e di un servizio di controllo degli stessi, passando per l’implementazione degli uffici, il controllo dell’inquinamento acustico e dell’aria, insieme al censimento dell’agibilità e della sicurezza delle strutture pubbliche. Inoltre l’impegno di Sannicandro è quello di “dire esplicitamente cosa di può fare e cosa no, argomentando il perché qualcosa non è realizzabile”. Allo stesso modo il controllo programmato, ogni sei mesi circa, e il maggior coinvolgimento dei consiglieri e dei cittadini, con la proposta anche della diretta del Consiglio, sono le priorità individuate per l’immediato futuro.