Sinistra Italiana: 'Istruzione e servizi minimi per la comunità rom'

di La Redazione
Politica, Elezioni Amministrative 2017
12 maggio 2017
Photo Credits: Lisa Fioriello

Sinistra Italiana: 'Istruzione e servizi minimi per la comunità rom'

Per la sezione locale importante il sostegno. 'O non servirà a nulla indignarsi davanti al prossimo evento delittuoso'

Un cartello, affisso da ignoti per le strade cittadine e che accusa “gli zingari” di lasciare rifiuti per strada, rappresenta l’occasione per riaccendere il dibattito sulla questione rom. Lo ha fatto la sezione locale di Sinistra Italiana che, biasimando il contenuto dello stampato, ha inoltrato una lunga nota ai quotidiani, sostenendo l’importanza del sostegno alla comunità gitana. 

“Il ministro dell’economia italiano Padoan che in questi giorni fa gli onori di casa, a Bari per il G7 finanziario, è bravo a criticare gli altri. È a suo agio quando insieme a tutto il governo punta il dito contro le presunte violazioni dei diritti umani di alcuni paesi o a criticare il Trump di turno perché nella società americana ci sono molte diseguaglianze. É meno bravo quando è qualcun altro a puntare il dito sul suo vergognoso problema interno: le condizioni di trattamento degli oltre 40000 rom non stanziali nel nostro paese - inizia il comunicato - In base a tutti gli indicatori sociali, dal reddito alla speranza di vita, dall’alfabetizzazione alla salute, i rom stanno peggio di qualunque altro gruppo etnico in Italia. Non sono solo poveri ma anche perseguitati”.

“L’Italia, come ogni paese UE ha uno strumento per cambiare le cose: l’istruzione - spiegano da Sinistra Italiana - Molti bambini rom in Italia non vanno a scuola o ci vanno saltuariamente. Considerato che di solito le famiglie rom sono numerose, migliorare l’istruzione è una questione da risolvere subito nell’interesse dello stesso nostro Paese, oltre che una questione di principio. Non sarà facile. Un bambino che non ha mai usato i servizi igienici o non ha mai visto un libro viene facilmente emarginato. Molti genitori rom sono obbligati a pensare che i propri figli servano per guadagnare, non per imparare. I libri costano, e i bambini a scuola bisogna portarceli. Ma l’esperienza in Romania suggerisce che si può fare”.

 

L’istruzione delle nuove generazioni - a Bitonto garantita grazie al lavoro della cooperativa Eughenìa e ad un progetto avviato presso la scuola di via Abbaticchio - deve essere accompagnata da azioni politiche solidali: “Un primo passo è spazzare via la discriminazione che sopravvive nelle nostre città. Buoni alimentari, sussidi per scarpe e uniformi e assegni per l’infanzia condizionati alla frequenza scolastica: tutto aiuta. Misure simili costano poco”.

“E non meno importante è individuare delle aree dove i rom possano stazionare con servizi minimi garantiti: acqua, luce, servizi igienici, accessibilità scuolabus” continuano.

“Ogni città compreso il nostro Comune dovrebbe avere il coraggio di garantirli senza vergognarsi a seconda delle convenienze elettorali. O non servirà a nulla indignarci davanti al prossimo evento delittuoso dove poveri zingarelli ci rimetteranno la vita, salvo poi girare la testa da un'altra parte quando li troviamo agli angoli delle strade o elargendo qualche spicciolo pensando di aver fatto il nostro dovere di buoni cristiani - concludono da Sinistra Italiana - Più dei soldi servono inventiva ed una reale volontà di integrare i nostri fratelli meno fortunati”.