Sannicandro: 'Torniamo alla politica dell'ascolto'

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Elezioni Amministrative 2017
19 maggio 2017

Sannicandro: 'Torniamo alla politica dell'ascolto'

BitontoTV ha intervistato il candidato sindaco del centrosinistra targato PD, PSI, Insieme per la Città, Governare il Futuro, Laboratorio e SI

È Emanuele Sannicandro il candidato del centrosinistra dem. Ex capoarea di una multinazionale farmaceutica, attuale Presidente del C.I.V. dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari. Già consigliere regionale dal 2000 al 2005 e presidente della Commissione Regionale per la Legalità, vice di quella sugli sprechi in sanità, componente in Commissione Sanità, rappresentante del Consiglio Regionale nella Consulta Regionale del Volontariato.

Dopo una candidatura alle primarie del centrosinistra che ha gettato scalpore in tutta l’area progressista - arrivata dopo un clamoroso strappo con la coalizione che sostiene Michele Abbaticchio -, Sannicandro si presenta a queste consultazioni sostenuto da Partito Democratico, Insieme per la Città, Partito Socialista Italiano, Laboratorio, Governare il Futuro e Sinistra Italiana

BitontoTV ha incontrato il candidato sindaco per chiudere il ciclo di interviste programmate in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo 11 Giugno. 

 

Sannicandro, perchè dopo una lunga carriera politica ha deciso di partecipare alle primarie e quindi di candidarsi a sindaco?

La politica è l’arte del possibile ed è l’attività più nobile che esista. Credo che si un impegno che tutti dovrebbero sentire, perchè significa occuparsi della propria città e dei propri territori. Questo è il motivo per cui continuo a fare politica.

Per quanto riguarda le primarie ho più volte spiegato le motivazioni che mi hanno spinto a partecipare: nei mesi scorsi ho preso atto di un’idea della politica che è radicalmente opposta rispetto a quella del mio gruppo e al centrosinistra che mi sostiene.

 

Che distanza c’è tra Abbaticchio e Sannicandro?

Quando in una coalizione l’idea è partire tutti assieme e poi su alcune tematiche si registra disattenzione e alla fine le forze politiche sono costrette a prendere atto di quello che un solo uomo decide, c’è qualcosa che non va.

È accaduto proprio questo con - in ordine - Palmieri, il PSI e Sel-Insieme per la Città. Costretti a subire scelte in materia di lavori pubblici e urbanistica, ad esempio. Certo, all’inizio ha prevalso il senso di responsabilità e tutti i gruppi politici hanno messo da parte la propria autonomia. Ma poi abbiamo detto basta. Siamo contro un’idea politica eliocentrica.

 

In cosa la vostra coalizione sarà differente?

Dobbiamo ritornare alla politica. Avere il coraggio e la capacità di mettere in campo politiche dell’ascolto, far ripartire i sistemi di partecipazione come le consulte, interagire con artigiani, commercianti, ordini professionali e associazioni. Avere il coraggio di comunicare ai cittadini quali saranno le decisioni prese in Municipio, con l’ausilio di strumenti di comunicazione cartacea e non (non esistono solo i social).

 

Quali sono i capisaldi del vostro programma?

Vogliamo dare attenzione ai servizi sociali, all’inclusione sociale, ai disabili, all’emergenza case, all’agricoltura, e al commercio, che deve essere inclusivo per tutta la città. Mi rifiuto di parlare di periferie, la città è una.

 

C’è un punto di raccordo tra queste aree di intervento?

Certamente la sicurezza. È evidente che non si può andare avanti così. È un diritto avere la percezione della presenza delle forze dell’ordine e poter vivere la città con serenità. Bisognerebbe puntare sui vigili urbani, valorizzare le risorse del comando e implementarle, costruire sedi decentrate (anche nelle frazioni).

Serve di più, nonostante il lavoro egregio svolto dalle forze dell’ordine. Credo che si possa fare di più: partecipare alle riunioni del comitato provinciale dell’ordine pubblico è encomiabile, ma non possiamo fermarci qui; bisogna mobilitare la città e farsi sentire tutti assieme.

 

Sempre politica dell’ascolto, dunque.

Ho fatto l’assessore ai Servizi Sociali per due anni, dal 1996 al 1998. L’approccio che ho avuto in passato e avrò sicuramente assieme alla mia coalizione sarà incentrato sul coinvolgimento e sull’ascolto. Individuiamo le priorità, raccogliamo consigli dalle realtà sociali e dal terzo settore. Poi facciamo sintesi. Eviteremo così anche di concedere privilegi.

 

A cosa si riferisce?

Non siamo moralisti, ma sentiamo il bisogno di rendere tutto pubblico e trasparente. Bisogna mettere tutti nelle condizioni di presentare progetti e riconoscere il sistema della meritocrazia.

Inoltre ogni sei mesi l’amministrazione Sannicandro farà una verifica sugli obiettivi che si sarà posta e rendiconterà alla città, spiegando lo stato dell’arte e tutte le ragioni che ci consentiranno (o meno) di realizzare determinati interventi.

Combattiamo la disaffezione con la massima trasparenza.

 

A proposito di disaffezione, come valuta l’incognita Cinque Stelle?

Se i cittadini riterranno che sulle questioni di cui prima sia stato fatto poco avranno tre opzioni: il centrosinistra, il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle. Tutte meritano rispetto. Mi rifiuto di pensare che ci sarà un voto di protesta fine a se stesso, confido nel fatto che tutti voteranno in maniera consapevole.

 

In caso di vittoria, quali saranno gli ingredienti della squadra di governo?

C’è bisogno di competenze, ma non dobbiamo immaginare di coinvolgere a tutti i costi i professionisti. Se pensiamo che l’assessore debba sostituirsi agli uffici non ne usciamo. 

Punteremo sempre sul coinvolgimento, che costa tempo e passione. In quest’ottica saranno i partiti a fare da cassa di risonanza. 

 

Che giudizio dà sulla sua campagna elettorale?

Voglio vincere, ma non a qualunque costo. Stiamo affrontando una campagna elettorale difficile, cercando di essere corretti e rispettosi delle norme - c’è qualcuno che partecipa alle inaugurazioni, quando sarebbe opportuno che non lo faccia.

In definitiva posso dire che con grande determinazione vogliamo vincere grazie ai cittadini.

 

Alla fine crede che il centrosinistra cittadino potrebbe essere riunito dopo le elezioni?

L’unificazione è stata voluta da tanti, ma per mille motivazioni, scelte e responsabilità non è stato possibile realizzarla. Oggi ci troviamo in questo situazione. Io sono il candidato sindaco del centrosinistra. Saranno gli altri movimento che hanno accettato di comporre una coalizione elettorale a decidere cosa fare.