Presentato l’ultimo lavoro di Giuseppe Cannito su mons. Aurelio Marena, pastore e padre di Bitonto

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli, Feste Patronali 2017
25 maggio 2017

Presentato l’ultimo lavoro di Giuseppe Cannito su mons. Aurelio Marena, pastore e padre di Bitonto

L’ultimo vescovo di Bitonto-Ruvo è stato ricordato dalle testimonianze dei relatori durante la presentazione del volume nel Santuario SS. Medici

Lo scorso 23 maggio, nella suggestiva location del Santuario dei SS. Medici di Bitonto, il ricordo e la gratitudine verso mons. Aurelio Marena, una delle figure della Chiesa bitontina più importanti per la nostra città, sono emerse durante la presentazione del libro “Il carisma del vescovo mons. Aurelio Marena (1950-1978) nella Basilica Pontificia dei Santi Medici Cosma e Damiano. Note storiche pastorali della Curia Vescovile di Bitonto”, l’ultimo lavoro del professore bitontino Giuseppe Cannito.

Alla presentazione numerose sono state le testimonianze dell’operato e del carisma pastorale dell’ultimo vescovo di Bitonto-Ruvo, di chi l’ha conosciuto personalmente e di chi, invece, è riuscito a conoscere indirettamente la forza spirituale di Marena, illuminato dall’impostazione nuova di fare evangelizzazione del Concio Vaticano II.

Moderatore dell’incontro, don Michele Lacetera, cancelliere vescovile, ha illustrato tutta la parabola pastorale del vescovo bitontino, i cui resti sono stati traslati nel 1987 nel Santuario dei SS. Medici, proprio trent’anni fa. Don Lacetera ha rappresentato anche mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, e mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio, impegnati a Roma nell’elezione della nuova direzione della CEI.

Dopo i saluti del Sindaco uscente, Michele Abbaticchio, che ha ricordato la statura storica del vescovo dalle origini napoletane, la parola è passata al rettore del Santuario, don Vito Piccinonna, che ha ricordato come la direttrice della missione pastorale che Marena vedeva nel Santuario, grazie a lui edificato, era quella di “mettere al centro la carità, esperienza inderogabile del cristiano, primaria testimonianza e naturale missione della Chiesa”, nello sforzo di “riattualizzare l’esperienza di questi giganti della fede che sono i Santi Cosma e Damiano”.

Anche mons. Alberto D’Urso, vicario episcopale territoriale e presidente della Fondazione antiusura “San Nicola e Santi Medici", ha voluto ripercorrere la presenza di mons. Marena attraverso le parole dei Sindaci bitontini dell’epoca, come Lacetera, che lo ha insignito della cittadinanza onoraria, e Ranieiri, mentre “con rammarico la città saluta il suo vescovo”. “Ha saputo dare per questo Santuario due grandi modelli, efficaci per la persona umana, che sono i Santi Medici”, ha commentato mons. D’Urso, che ha definito mons. Marena come “persona che dialogava e sapeva dialogare, padre e pastore, ma anche servo di questa comunità”.

Importante è stato anche l’apporto artistico che mons. Marena ha saputo dare al Santuario, come ha ricordato il professor Nicola Pice, presidente del Comitato Feste Patronali e già sindaco di Bitonto. “Anche le opere d’arte che sono qui parlano di Marena”, ha commentato Pice, che ha illustrato l’attenzione del vescovo per la tradizione, cosicché “la tradizione diventa storia, che si fa arte, come nel mosaico dell’apparizione dell’Immacolata, in cui è fedelmente ricostruita la vicenda narrataci dal testimone oculare del soldato spagnolo”. La stessa attenzione è stata profusa anche nelle 21 vetrate policrome, che decorano la parte alta del Santuario, volute e fatte realizzare da Marena, che “ne ha indicato le figure, dallo stile classico e dalla finezza del disegno”. Un progetto passato anche per le mani esperte di Domenico Muzio, presidente emerito dell'Acai (Associazione cristiana artigiani italiani) di Bitonto, allora solo un ragazzo che ha raccontato l’inizio di una grande amicizia con il vescovo bitontino.