L'eco di 'Miseria e Nobiltà'

di La Redazione
Cultura e Spettacoli, Sostengono BitontoTV
09 maggio 2017

L'eco di 'Miseria e Nobiltà'

Le reazioni del pubblico alla commedia messa in scena da Amici per la Crepapelle

Più di duemila anni di storia non ne hanno cambiato il senso. La commedia è sempre la commedia, un genere intramontabile. Il comico deve suscitare ironia, deve consentire pure un poco di riflessione beffarda sulle dinamiche sociali, ed è così che pare riuscita la missione di Miseria e Nobiltà, portata in scena dall’Associazione Culturale Amici per la Crepapelle lo scorso mese, in un adattamento in vernacolo bitontino.

Non sono bastati i quattro sold out ricevuti all’Auditorium De Gennaro a fermarne l’eco, che è si è prolungato fino ad oggi, numerosissimi infatti i commenti ricevuti dal pubblico: “nonostante la commedia sia un’opera più volte messa in scena, la vostra è parsa originale. Non solo perché avete saputo reinterpretare alcune scene in dialetto bitontino, ma soprattutto perché avete fatto di miseria e nobiltà un tempo di riflessione comica all’altezza di attori professionisti. Una visione che consiglierei a tutti per tre ore di puro divertimento” .

L’opera più famosa di Edoardo Scarpetta, con i suoi equivoci farseschi suscita sempre ilarità in un’eterna lotta che vede protagonista l’uomo con le sue morigeratezze e le sue corruzioni. L’azione teatrale trasposta dalla compagnia di Carlo Pice deve metterne in luce i diversi aspetti, e così un altro commento del pubblico ne evidenzia la funzione sociale: “avvicinarsi ad un capolavoro simile, richiede notevoli abilità artistiche e coraggio. Voi, con semplicità, entusiasmo e bravura, siete riusciti a suscitare emozioni e a riconsegnare il sorriso a tanti, pur trattando un tema delicato, quello di un mondo di miserie e di disperate speranze.”

Notevoli anche gli apprezzamenti sul piano dell’adattamento linguistico, come afferma un altro spettatore “la rivisitazione vernacolare non è stata mera traduzione linguistica, bensì una trasposizione totale degli aspetti culturali locali, calata nella peculiarità bitontina”.