Primarie dem. Emiliano sbanca a Bitonto trainato dalla lista 'Emiliano per l'Italia'

di La Redazione
Politica
01 maggio 2017

Primarie dem. Emiliano sbanca a Bitonto trainato dalla lista 'Emiliano per l'Italia'

Intini raccoglie 746 preferenze. Impedito il voto ad alcuni consiglieri pro-Abbaticchio

Grazie a tre liste e due candidati importanti per l’Assemblea Nazionale, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, conquista Bitonto, staccando nettamente Matteo Renzi e Andrea Orlando

Nel dettaglio, a Bitonto e frazioni hanno votato quasi duemila cittadini, consegnando 1147 al Presidente della Regione, che non ha avuto problemi a doppiare i 446 voti ottenuti dal segretario uscente (ma vincitore a livello nazionale) e soprattutto i 269 del guardasigilli del governo Gentiloni.

Al netto del risultato finale, che rispecchia il macrodato pugliese, le primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico celebrate ieri in città rappresentano un dato importante da analizzare per capire lo stato di salute dei Dem alla vigilia delle Amministrative.

Per questo grande attenzione meritano i candidati bitontini all’Assemblea: Silvano Intini, in lista con “Emiliano per l’Italia” si è imposto con 746, seguito da Angela Abbatantuono e Michele Vaccaro che hanno fatto propri i voti rispettivamente di Renzi e Orlando, quindi Franco Natilla, candidato nell’altra lista a sostegno del Governatore, “Noi per Emiliano”, che ha raccolto 259 preferenze. 

Non è un mistero che i due candidati nelle liste pro Emiliano hanno combattuto per contendersi i meriti dell’importante risultato segnato dal Presidente della Regione in città. Di più: a detta di molti la candidatura di Intini sarebbe stata dettata dall’esigenza di segnare un distacco forte tra il sostegno generale che Emiliano riscuote a Bitonto (soprattutto tra i movimenti e le liste civiche vicine a Michele Abbaticchio) e quello più particolare del partito, rappresentato questa volta da Natilla. 

Le 746 preferenze di Intini costituiranno un grosso bagaglio in vista della prossima campagna elettorale, che potranno mettere in seria difficoltà un partito che, se si esclude la componente renziana (che attinge anch’essa dal civismo), in queste primarie ha potuto contare su poco meno di mille voti provenienti dall’interno. 

Prova ne sono state le evidenti tensioni registrate ai seggi - dove comunque non ci sono state altro tipo di irregolarità - quando i consiglieri comunali Giovanni Ciccarone e Pippo D’Acciò hanno provato a votare, non riuscendoci. I delegati per le operazioni di voto hanno invocato l’articolo 2 dello statuto dem che permette di votare solo a chi si riconosce nella proposta politica del Partito e lo sostiene alle elezioni. Per molti una forzatura, considerato che i due consiglieri comunali se a livello locale fanno parte di una coalizione avversa al PD, a livello nazionale sostengono il partito. “Perchè venire a votare per le primarie PD quando non si è d’accordo con la nostra proposta locale?” hanno però continuato a chiedersi i dem e i rappresentanti della coalizione allargata. 

“Mi pare chiaro però che i dati dimostrino la necessità di una inversione di tendenza a Bitonto per il PD locale. Il PD deve tornare ad essere il partito di tutti, senza che alcuno accampi diritti di proprietà esclusiva. Deve tornare ad essere la casa di tutti. In quest’ottica non è immaginabile che, magari anche rispettando alla lettera le norme, gente nuova o che guarda indubbiamente il PD nazionale venga allontanata dai seggi di primarie nazionali” è stato invece il commento di Domenico Pinto, che ha riconosciuto come “le vicende locali abbiano fortemente influenzato come al solito i dati definitivi”.