Campagna elettorale: dove sono i big?

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Politica, Esperia, Elezioni Amministrative 2017
29 maggio 2017

Campagna elettorale: dove sono i big?

I retroscena sui rumorosi silenzi di Emiliano, Decaro, Procacci & Co.

È una campagna elettorale anomala quella che si avvia alla decade decisiva. A fare rumore – per chi voglia coglierlo – sono le assenze, più che le voci presenti. Della strana penuria di contenuti abbiamo già scritto – e la latitanza sostanziale dei programmi elettorali a dieci giorni dal voto non ne è che una conferma. A mancare, però sembrano essere anche i “volti noti”.

Se tradizionalmente le campagne elettorali nostrane si sono svolte con comizi in piazza, in cui le singole liste o i candidati facevano a gare per ostentare il patrocinio del politico più importante, non così per le Amministrative 2017. Si possono contare sulle dita di due mani i vip politici forestieri scesi in campo fisicamente finora per offrire sostegno ai contendenti: gli Onorevoli Cariello, Bernini, Cominardi e De Lorenzis, il Senatore Ciampolillo e l’europarlamentare D’Amato per i Cinque Stelle; il coordinatore regionale di Forza Italia, l’On. Luigi Vitali, per Carmela Rossiello; l’assessore regionale Sebastiano Leo per “La Puglia in più” (Abbaticchio); l’On. Patriarca e il Senatore Cociancich – entrambi del PD – per “Città Democratica” (Abbaticchio); per Sannicandro: il Sindaco di Trani Bottaro e l’europarlamentare dem Cozzolino (vicenda a parte la venuta degli On. Battafarano, Damiano e Ventricelli, che Sannicandro ha affiancato per la mozione Orlando in occasione delle primarie nazionali).

In ogni caso, tutti nomi noti perlopiù agli addetti ai lavori, non propriamente “di effetto”. L’unico nome di peso per il calibro nazionale è stato quello di Alessandro Di Battista, uno degli uomini del “Direttorio” nazionale del Movimento 5 Stelle, che lo scorso 1 Maggio ha riempito Piazza Cavour in favore del candidato sindaco Ciminiello. In seconda battuta, il sottosegretario Massimo Cassano (“Alternativa Popolare”), oggi in città per rappresentare la componente di destra della coalizione Abbaticchio (“Riformisti, Cattolici, Popolari”) e Gianfranco Rotondi, per Rivoluzione Cristiana a sostegno della Rossiello.

Se l’assenza di parlamentari noti della scena nazionale è in fondo spiegabile, in parte, all’interno delle più ampie dinamiche di una legge elettorale che ha allontanato gli eletti dal radicamento territoriale, le assenze che invece si fanno più sentire, e per le quali non è facile trovare giustificazione, sono quelle dei politici noti locali, metropolitani e regionali. Dove sono, e come si collocano, in questa campagna elettorale, i Decaro, gli Emiliano, i Procacci? Tutti uomini del Partito Democratico – e non è un caso. Le loro assenze sembrano tradire in effetti un forte imbarazzo da parte della classe dirigente metropolitana e regionale dem nei confronti delle elezioni bitontine. 

Da una parte, essi sanno bene che se dovessero “scendere in campo” non potrebbero che farlo, per ovvie ragioni di “scuderia”, in favore di Sannicandro, sulla carta il candidato sindaco del Partito Democratico di Bitonto. Dall’altra, però, riconoscono l’opportunità di non danneggiare un candidato, Abbaticchio, che per tutti loro in questi anni si è dimostrato una valida – e all’occorrenza elettoralmente profittevole – sponda a Bitonto. Lo sa bene Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente ANCI, renziano della prima ora, che ad Abbaticchio si è legato a tal punto da volerlo suo vice alla guida della Città Metropolitana. Lo sa Michele Emiliano, Governatore e titolare della minoranza meridionalista del PD, che ad Abbaticchio ha “concesso” addirittura l’endorsement del suo vice, Antonio Nunziante, titolare di una quota considerevole del cartello elettorale “Progetto Comune – Viviamo la Città”. Lo sanno Giovanni Procacci –  il “Senatore” bitontino per antonomasia, nonché braccio destro di Emiliano – e Marco Lacarra, coordinatore regionale dem, testimoni oculari del tavolo invernale di trattative al quale Lillino Sannicandro – all’epoca nella squadra di Abbaticchio – fu tra i più convinti oppositori nei confronti della diplomazia intavolata dal PD barese.

Le assenze di questi giorni sembrano portare al pettine tutti questi nodi. La scelta dei pezzi grossi della classe dirigente regionale di non compromettersi con l’ambigua e scivolosa situazione cittadina rischia di allontanare Bitonto – paradossalmente, più di quanto ciò non sia avvenuto cinque anni fa con la vittoria di un outsider – dalle direttrici di scorrimento della politica nazionale. 

In aggiunta, che la casamatta della politica bitontina risulti sguarnita di sponsor di livello significa anche che è lasciata carta bianca a chiunque voglia provare a “metterci il cappello”. È l’impressione che si potrebbe trarre, ad esempio, a proposito dell’On. Alberto Losacco – rappresentato a Bitonto dal già intiniano e oggi abbaticchiano Pino Maiorano – da mesi molto attivo sulla stampa per dire la propria sulle vicende nostrane; o anche a proposito dell’On. Dario Ginefra, autore qualche giorno fa di un post su Facebook contro il Sindaco uscente.

Si direbbe che, nel dubbio riguardo alla legge elettorale che condurrà al rinnovo del Parlamento, il feudo elettorale bitontino faccia già gola a molti. E l’esito delle votazioni dell’11 Giugno non promette di saper porre rimedio a questa vacatio di presidio politico.