Sannicandro e la coalizione sulla questione Tari: 'Una furbata elettorale'

di La Redazione
Politica, Elezioni Amministrative 2017
03 aprile 2017

Sannicandro e la coalizione sulla questione Tari: 'Una furbata elettorale'

Il candidato sindaco attacca l'operato di Michele Abbaticchio e la proposta di modificare la norma basandola sui numeri di conferimento

Dopo la bagarre scoppiata in aula e sui social network, anche il candidato sindaco Lillino Sannicandro, e la coalizione a suo supporto, commentano la vicenda relativa alla scontistica Tari, scoppiata durante lo scorso Consiglio Comunale. 

La norma che prevede lo sconto del 20% sulla parte variabile della tari per chi supera il 50% della raccolta differenziata già esiste nel regolamento comunale, in quanto era stata introdotta su proposta dell’assessore Michele Daucelli esattamente un anno fa (aprile 2016), ed è ancora in vigore - scrivono dalla coalizione che raggruppa Governare il futuro, Insieme per la città, Laboratorio, Partito Democratico, Partito Socialista, Sinistra Italiana - Purtroppo tale previsione, finalizzata ad incoraggiare i cittadini ad una raccolta differenziata vera (il cui sconto per la casse comunali si compensa con il vantaggio in termini di peso totale conferito), è rimasta regola morta, in quanto l’amministrazione comunale (dal sindaco, all’assessore all’ambiente, a quello alla partecipazione) e l’Asv non sono stati capaci di attuarla”. 

“Infatti, l’azienda servizi vari, per esplicita ammissione dell’assessore al ramo fatta in consiglio comunale, nel colpevole disinteresse e mancanza di controllo della Giunta, non è stata in grado di tracciare i dati necessari per concedere lo sconto. Il risultato - si legge - è che ad oggi chi ha superato il 50% della raccolta differenziata non può ottenere il premio”.

A detta di Sannicandro & Co., però, la maggioranza “invece di scusarsi per tale palese inettitudine […] ha pensato bene di inventarsi una furbata pre-elettorale, proponendo di modificare la norma e legare lo sconto non più al requisito oggettivo della quantità di rifiuto differenziata dal cittadino (certificando così la sua incapacità anche per il futuro di attuare il regolamento consiliare), ma a quello del tutto ambiguo del numero ‘minimo’ di conferimenti”. Per i partiti e i movimenti “tale proposta si presta tuttavia a facili abusi, in quanto premia semplicemente quante volte si fa la differenziata (e quindi in ipotesi anche il conferimento di una sola bottiglia di plastica) invece che il vantaggio in termini di quantità conferita per la collettività, con un serio rischio di danno erariale”. Per questo “l’opposizione, giustamente e responsabilmente, non si è prestata a questo gioco, che avrebbe premiato i cittadini furbi e non quelli onesti, a discapito delle casse comunali”.

Nella nota c’è spazio per una stoccata che riprende il j’accuse di Sannicandro espresso nelle ultime settimane: “Il Sindaco, con le sue truppe, che fino a ieri faceva sfoggio di prepotenza, con cacciate, minacce e richiesta di scuse personali anche ai propri alleati, oggi che non ha più i numeri chiede agli stessi ex alleati e a tutta l’opposizione di cooperare e collaborare inventando un presunto superiore interesse pubblico che da un lato è inesistente per quanto appena detto (la proposta sarebbe stata soltanto dannosa), mentre dall’altro dovrebbe sovrintendere tutta l’azione amministrativa (prima di ieri stranamente mai improntata a tali valori, ma soltanto a quelli del <decido io>)”.