La via Francigena al centro del festival Viator tra Bitonto e Ruvo

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
20 aprile 2017

La via Francigena al centro del festival Viator tra Bitonto e Ruvo

Ieri la conferenza 'Cammino e pellegrinaggio spirituale'. Presentato il progetto 'Strabone' per valorizzare la via che passa per Bitonto con la digitalizzazione delle stationes

Nella serata dello scorso 19 aprile, al Torrione angioino, il tema tanto caro della via Francigena, che da secoli tocca la Puglia e la nostra città, è tornato al centro della terza edizione di Viator, una sei giorni di iniziative culturali, conferenze e passeggiate nella storia delle bellezze del nostro territorio, attraverso i comuni di Bitonto e Ruvo di Puglia. Il festival, organizzato dall’omonima associazione e coadiuvato dalle amministrazioni di Bitonto e Ruvo di Puglia, dall’Università di Bari “Aldo Moro” e dall’associazione culturale “Porta d’Oriente” e “Cenacolo dei Poeti”, ha visto la sua inaugurazione ieri, con la conferenza dal titolo “Cammino e pellegrinaggio spirituale”, con un ricco gruppo di ospiti che sono intervenuti.

L’idea di Viator è quella di riproporre all’opinione pubblica uno dei momenti storici e territoriali più pregnanti di Bitonto e non solo, quello della via Francigena, uno degli itinerari che in passato i pellegrini utilizzavano come vie per raggiungere luoghi di culto e compiere anche chilometrici pellegrinaggi. Oggi, insieme al lato religioso, “si vuole premiare anche chi sa camminare a passo lento”, ha spiegato Michele Lobaccaro, uno degli ideatori del festival insieme a Giovannangelo De Gennaro, per chi sa rinunciare alla vita frenetica del mondo contemporaneo per tornare alla lentezza che per secoli ha contraddistinto il vivere umano.

In apertura, dopo i saluti di Cettina Fazio Bonina, presidente dell’associazione “Porta d’Oriente”, di Custode Silvio Fioriello, docente dell’Università “Aldo Moro”, di Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto, di Monica Filograno, assessore alla cultura di Ruvo, diverse sono state le relazioni che si sono susseguite durante la kermesse. Se il dott. Enrico Pierangeli, neurologo e neurochirurgo, ha sottolineato nella stretta relazione tra il nostro corpo e la nostra mente come la funzione del pellegrinaggio sia quella di “liberarsi dai macigni della vita, riacquistare l’essenzialità del pellegrino, porsi nell’atteggiamento di cambiamento e dunque di perdono”, il dott. Alfonso Casale, sociologo, ha voluto ripercorrere le tappe della storia della via Francigena, dalle sue estreme origini, sino ai giorni nostri, confrontandola anche con il più famoso Cammino di Compostela. “Alla rivalutazione dei percorsi culturali europei la Spagna è stata la prima e oggi si vedono i suoi risultati”, ha commentato Casale, “mentre noi ci siamo arrivati dopo 30 anni”.

Non è mancato un aggiornamento della situazione prettamente burocratica della via Francigena da parte di Aldo Patruno, direttore del dipartimento del turismo, dell’economia della cultura e della valorizzazione del territorio della Regione Puglia, che ha ricordato come siano stati finalmente raggiunti i primi obiettivi, cioè dare un riconoscimento a livello europeo alla parte meridionale, da Roma fino a Brindisi, dell’antica strada e la creazione di un’intesa tra le istituzioni regionali, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio e Molise, con l’entrata di queste nell’associazione europea della via Francigena. Manca l’ultimo passo, quello che “impegna le regioni a valorizzare questo patrimonio, costruendo infrastrutture che riabilitino questa antica via”.

Dopo l’intervento della psicologa e psicoterapeuta Domenica Girasoli, che ha discusso dell’aspetto sociologico e psicologico del perdono, uno dei motivi che invoglia al pellegrinaggio, come “complesso fenomeno affettivo che prende tutta la persona”, che diventa la capacità di “saper slegare i nodi negativi delle colpe per atti ricevuti e compiuti”, per evitare la logica della vendetta e della “colpa nevrotica”, è stata la volta del dott. Umberto Ruggiero, che insieme all’associazione “Cenacolo dei Poeti” ha creato il progetto “Strabone”, che tende a valorizzare il percorso della via Francigena passante per Bitonto attraverso un’attenta digitalizzazione di tutte le informazioni delle stationes della via Traiana, che consentirà a tutti, anche stranieri, di conoscere la storia del nostro territorio. 

Il festival continuerà con un ricco numero di eventi fino a domenica 23 aprile, ultimo giorno in cui sarà presentata la mostra fotografica “Vostok100k” di Lorenzo Scaraggi.