Il Consiglio approva l'ultimo bilancio e il piano triennale delle opere

Filippo Lovascio, Savino Carbone
di Filippo Lovascio, Savino Carbone
Politica
29 aprile 2017

Il Consiglio approva l'ultimo bilancio e il piano triennale delle opere

Seduta fiume che chiude 'idealmente' il quinquennio dell'assise

Con una seduta fiume (e a tratti non poco nervosa), nella giornata di ieri il Consiglio Comunale ha licenziato il Piano Triennale dei Lavori Pubblici e il bilancio di previsione, chiudendo idealmente il quinquennio a un mese delle elezioni.

Due atti strategici da approvare, un ping pong tra le opposizioni (ridotte a Mundo, Damascelli e Ricci) e il neo assessore Giordano (in evidente difficoltà, soprattutto durante la discussione del bilancio), tanti tecnicismi. Questo la sintesi di un’assise cominciata in mattinata con la discussione del Piano, su cui ha relazionato direttamente il sindaco Abbaticchio.

Il documento, che prevede una disponibilità finanziaria di 9 e 10 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018, è una sintesi molto chiara degli interventi programmati per il trienni. Dai project financing per l’ossario e il loculi dei cimiteri e il canile comunale da realizzare in un’area confiscata alla criminalità, sino agli interventi pesanti per la riqualificazione dell’area di Lama Balice, Piazza Caduti del Terrorismo e lungolama, passando per le periferie, interessati dai fondi CIPE sbloccati dal Patto per la Città Metropolitana di Bari (qui tutti i dettagli del progetto). Ma anche la manutenzione stradale ordinaria e gli interventi di riqualificazione delle strutture scolastiche che fanno capo al Comune. 

La discussione sul Piano, che ha registrato un lungo intervento della struttura, presente con Luigi Puzziferri, è stata portata avanti quasi esclusivamente dal socialista Franco Mundo e dal capogruppo FI Domenico Damascelli. Quest’ultimo ha lamentato l’assenza di concretezza “in un documento pieno di cose che non verranno realizzate”, nonché una serie di interventi a suo dire “completamente dimenticati da parte dell’Amministrazione”, come la questione di un pozzo artesiano tra Palombaio e Bitonto, per cui la precedente Giunta stanziò delle risorse, finite però nel dimenticatoio. 

I toni sono diventati accesi quando il forzista ha parlato di presunti “favoritismi” riguardo la manutenzione stradale. Abbaticchio ha minacciato il consigliere di querela, scatenando la reazione di Mundo. Tra i due è scoppiato un acceso confronto verbale, spentosi solo dopo l’intervento diretto di numerosi consiglieri. 

Decisamente più lunga e catatonica, la parte relativa al bilancio di previsione, occupata per buona parte dall’assessore Francesco Giordano impegnato nella lettura integrale del provvedimento, richiesta da Mundo. Sempre il capogruppo PSI è stato protagonista di un lungo intervento (che ha toccato diversi punti: dalla tutela dei lavoratori, sino ai proventi dagli appalti per la gestione del verde), in cui non ha mancato di sottolineare le difficoltà del delegato comunale, a Palazzo Gentile da poco meno di due mesi, “ma che comunque si è preso una responsabilità politica importante, che deve onorare informandosi sulle situazioni ereditate”

Il consigliere è tornato anche sulla questione PUG (dopo il Consiglio Comunale in cui è stato adottato il Documento Programmatico Preliminare), discutendo con l’assessore Parisi sulle risorse da stanziare per i futuri lavori di redazione. Il titolare della delega ha spiegato che entro Giugno si potrà avere una stima dei costi e quindi mettere a bilancio delle risorse. 

E dopo il lungo intervento di Damascelli che ha descritto una Bitonto allo sbando - “sulle opere pubbliche viviamo una stagione di totale lassismo, persino i giardini centrali vivono momento di degrado e non si fa niente per recuperarli” e la provocazione “bisogna investire anche in settori che non hanno ritorni elettorali” - l’assise ha approvato il documento.

Tra il Piano e il Bilancio, spazio alla nota di aggiornamento del DUP, che ha permesso a Mundo di chiedere novità riguardo SANB e ASV, considerato il recente commissariamento dell’ARO. A rispondere è stato direttamente il segretario Salvatore Bonasia, che ha confermato le linee indicate già durante la precedente approvazione del Documento, che prevede l’alienazione delle quote dell’Azienda.