Al Torrione Angioino in mostra il viaggio in foto di Vostok e Lorenzo Scaraggi

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli
28 aprile 2017
Photo Credits: Lorenzo Scaraggi

Al Torrione Angioino in mostra il viaggio in foto di Vostok e Lorenzo Scaraggi

L'esposizione è inserita nel programma di Viator. L'autore: 'Il reportage mi ha permesso di esprimere la condizione di viaggiatore solitario'

Nell’antichità il termine latino vĭātŏr, tradotto in italiano come viaggiatore e viandante, identificava più precisamente il ruolo di chi percorreva vie e sentieri con un obiettivo in particolare. L’homo viator era, infatti, il messaggero pubblico, ovvero cursore, che aveva il compito di percorrere un cammino tracciato sul territorio per portare ordini e corrispondenze. Dunque, un viaggiatore abile nel trasmettere un messaggio. Una premessa doverosa al fine di comprendere lo spirito che anima il Festival Viator, giunto ormai alla sua terza edizione, ideato dai musicisti Giovannangelo De Gennaro, dell'ensemble Calixtinus ed esperto camminatore, e Michele Lobaccaro, autore e leader dei Radiodervish. 

L’evento, finanziato dai comuni di Ruvo e Bitonto, ha previsto una serie di incontri finalizzati ad immergersi nel mondo dei pellegrinaggi compiuti lungo gli antichi itinerari medievali e che oggi divengono il simbolo di una dimensione intimistica del moderno viaggiatore. Dunque, chi se non colui che, dopo aver raggiunto a piedi Itaca, si è avventurato a bordo di un camper dell’82 per iniziare un giro d’Europa alla scoperta degli scenari più affascianti del nostro continente, avrebbe rappresentato al meglio quest’idea di viaggiatore. Il festival non poteva che chiudersi, infatti, con la mostra fotografica di Lorenzo Scaraggi “Vostok100k, viaggio lungo i confini d'Europa” che ha fatto tappa proprio a Bitonto, città natale del giornalista e reporter pugliese. Un vero ‘cacciatore’ di storie che lo scorso giugno è partito da Bari con un unico compagno d’avventura, il Vostok 100k, un camper che, avendo raggiunto ormai i trentacinque anni, non supera i settanta chilometri orari. 

Ma questo non pare rappresenti un problema per Lorenzo che, grazie ad una ben riuscita campagna di crowdfunding, è riuscito ad avverare il suo sogno iniziando a girare il mondo percorrendo il periplo d’Europa. Il suo principale obiettivo? Viaggiare lentamente attraversando, nell’arco di quattro mesi, ventitrè stati partendo dal versante occidentale e risalendo i confini europei fino all’Estonia per poi scendere costeggiando la Russia. Volendo citare qualche numero che ha caratterizzato il viaggio del Vostok, ventimila chilometri percorsi in ben centodieci giorni seguendo la sola e fedele guida delle mappe cartacee. 

E come un moderno viator, Lorenzo aveva il compito di trasmettere dei messaggi a chi lo ha seguito da lontano attendendo il suo ritorno in ‘patria’. I messaggi non erano altro che storie di confine raccontate dal reporter bitontino attraverso più canali a partire dai social network, dai video per La Repubblica fino agli scatti esposti al Torrione Angioino di Bitonto. La mostra, inauguratasi lo scorso 23 aprile e visitabile fino al 1 maggio, conduce il visitatore in un viaggio immaginario che ripercorre le tappe nei suggestivi scenari europei del Vostok. 

Un reportage fotografico che si fa metafora di una ricerca intimistica dell’avventuriero, il quale, attraverso l’obiettivo, ha immortalato simbolici paesaggi. Espressioni della sua condizione di serena solitudine, ci si imbatte in cieli azzurri, talvolta popolati da una sola e superstite nuvola bianca, in campi di grano in cui appare un’unica balla di fieno, o ancora un solitario nuotatore nelle cristalline acque del Portogallo. “Attraverso le fotografie scattate durante il giro d'Europa con il Vostok ho voluto immortalare gli orizzonti che mi circondavano. Fra tutti i canali di cui mi sono avvalso per raccontare la mia avventura, questo reportage è certamente quello che maggiormente mi ha permesso di esprimere la mia condizione di viaggiatore solitario. Ogni immagine è espressione di una dimensione interiore, più intima, di uno stato d'animo di quiete suscitato dai suggestivi scenari in cui mi ritrovavo immerso” ha spiegato Scaraggi ai nostri taccuini. 

Vi sono infatti fotografie portatrici di messaggi universali, immagini in cui Lorenzo ha fissato in un istante storie che meritano di essere raccontate. È questo il caso dello scatto che ritrae una nave vichinga costruita da un giovane ex tossicodipendente in soli quattro anni con strumenti medioevali grazie ad un programma di governo. Dimostrazione di quanto ogni immagine, nella sua immobilità, sia capace di trasportarci in una sorta di “backstage” che si nasconde dietro lo spettacolo di un tramonto, una scogliera, un mare dalle mille sfumature.