Sannicandro ritorna da vincitore: sarà lui lo sfidante di Abbaticchio

Savino Carbone, Filippo Lovascio
di Savino Carbone, Filippo Lovascio
Politica, Elezioni Amministrative 2017
06 marzo 2017

Sannicandro ritorna da vincitore: sarà lui lo sfidante di Abbaticchio

Il candidato di Insieme per la Città vince le primarie dopo un testa a testa con Toscano. Tensioni tra i due candidati

Veni, vidi vici. La notte appena passata ha incoronato l’ex consigliere regionale Emanuele Sannicandro candidato sindaco della coalizione di centrosinistra guidata dal Partito Democratico. Sarà dunque lui a concorrere contro il primo cittadino Michele Abbaticchio nelle consultazioni Amministrative che si terranno in primavera. 

Una vera e propria rivincita, contro i pronostici dei rumors che davano Pietro Battipede - sostenuto da una grossa fetta dello stato maggiore dem - come il più favorito. Ma soprattutto una vittoria che riabilita (almeno numericamente) la figura del già leader di Progresso Democratico (poi Insieme per la Città), protagonista di un clamoroso cambio di casacca che lo ha portato dal tavolo della coalizione Abbaticchio alla candidatura per le consultazioni promosse da PD, Socialisti, Sinistra Italiana, Governare il Futuro e Laboratorio.

Alla fine della giornata di ieri Sannicandro si è imposto su Roberto Toscano con un totale di 1468 voti - frutto di un gran lavoro della flotta di Insieme per la Città, che ha presidiato il centro per tutta la giornata. L’avvocato, l’unico in grado di avvicinarsi al risultato dell’ex Margherita, ha raccolto 1342 voti complessivi. Più distante Battipede, che ha dovuto accontentarsi di 1153 voti, nonostante sia stato il più attivo durante i venti giorni di campagna. 

Altra storia nelle frazioni dove Sannicandro è arrivato ultimo con 84 voti, preceduto dai 177 voti di Battipede e dai 219 di Toscano. L’affluenza è certo andata oltre le aspettative degli stessi protagonisti delle Primarie e complessivamente ha registrato la partecipazione di 4005 cittadini, con un picco tra l'una e le cinque del pomeriggio (quando è andato a votare più di un quarto dei partecipanti). Tra i votanti anche diversi stranieri, principalmente albanesi e romeni, in ossequio al regolamento che permetteva il voto a chi era in possesso di permesso di soggiorno e residenza in città. 40 le schede nulle, in cui si è concentrato il voto di protesta: molti infatti hanno segnato sulla scheda il nome di Michele Abbaticchio e c’è stato chi ha fatto il nome del capogruppo Pd Francesco Ricci, che ha espresso nei giorni scorsi diverse perplessità sulla consultazione.

Al netto della situazione in cui versa attualmente il centrosinistra cittadino, il risultato resta importante, non molto distante dai 5254 voti delle scorse primarie del 2008 (all’epoca Sannicandro arrivò secondo, sconfitto da Giovanni Rossiello) e che però riguardavano solo il neonato Partito Democratico, senza dimenticare che nove anni fa fu previsto il versamento di un gettone di due euro, mentre ieri il voto era assolutamente gratuito. 

La coalizione ha fatto dietrofront anche sul secondo comma dell’articolo 4 del regolamento delle primarie, che obbligava i votanti a riconoscersi “nella proposta politico-amministrativa della coalizione di centrosinistra” e ad essere inseriti nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori del centrosinistra di Bitonto, Palombaio e Mariotto. La sottoscrizione a questo Albo è stata resa facoltativa poco prima del voto, secondo i bene informati per non dispendere una grossa fetta di elettorato.

Non sono mancate, però, tensioni, soprattutto all’approssimarsi della chiusura dello storico seggio dell’ex convento dei paolotti. Con Battipede assente giustificato perché a letto con la febbre, Toscano e Sannicandro sono stati visti discutere animatamente a più riprese. Va aggiunto che, a seggio chiuso, alcuni uomini hanno tentato di entrare per votare, creando un po’ di scompiglio e chiedendo di Sannicandro a chi gli impediva di passare. 

Si inaugura dunque la campagna elettorale del centrosinistra, ma anche la partita che riguarda il futuro Partito Democratico: non è escluso che l’exploit di Sannicandro, e la conseguente sconfitta della cordata Vaccaro, apra a nuovi scenari e ad ulteriori (e insanabili) spaccature all’interno di un partito la cui segreteria è stata messa ai margini. Con un Congresso che verrà celebrato appena prima delle Amministrative, il futuro prossimo dei democratici è tutt’altro che certo.