No, BitontoTV non è riuscita a raccontare le primarie

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, L'angolo del direttore
02 marzo 2017

No, BitontoTV non è riuscita a raccontare le primarie

Interviste mai concesse, comunicati vaghi. Se si ostacolano i giornalisti l'informazione politica è a rischio

Per comprendere il senso di questo editoriale è necessaria una premessa: BitontoTV non è riuscita a raccontare le primarie del centrosinistra come avrebbe voluto. La testata non è riuscita ad incontrare singolarmente i candidati alle consultazioni promosse da Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Sinistra Italiana, Laboratorio, Governare il Futuro e Insieme per la Città.

Pietro Battipede, Nicola Roberto Toscano e Lillino Sannicandro, dopo aver concordato con il giornale delle interviste, le hanno cancellate rimandandoci ad un responsabile della comunicazione che avrebbe dovuto concordarne di nuove, nel rispetto di non meglio precisate regole interne alla coalizione. Cosa che non è mai avvenuta. La decisione è arrivata nello scorso weekend e ha costretto la redazione a cancellare gli appuntamenti fissati con due dei tre candidati, che in un primo momento avevano accettato l’incontro con entusiasmo. 

Come scritto, le motivazioni di tale scelta ci risultano oscure, ma quanto avvenuto non sorprende. Anzi, appare l’ennesimo scontato episodio di un rapporto, quello tra politica e stampa, che sembra aver toccato vette di tensione inspiegabili. Nell’epoca della disintermediazione (ne avevamo già parlato qualche tempo fa), si vorrebbe che i giornalisti fossero ridotti a utili content manager di una politica che intende auto-produrre la propria narrazione. La cronaca, il lavoro critico dei redattori e le domande -  che per noi costituiscono gli elementi più importanti per approfondire la politica nel rispetto del bisogno di informazione dei lettori - in quest’ottica sono concepiti come una minaccia da evitare. Facilmente, aggiungeremmo, con gli strumenti della web-democracy.

Così accade che i lettori dei quotidiani online e cartacei siano costretti a leggere caroselli di dichiarazioni elaborate direttamente nelle segreterie dei partiti e il dibattito politico sia ridotto ad un ping pong che bombarda la cittadinanza con contenuti che non entrano nel merito delle questioni. È il senso, la misura complessiva delle cose a mancare nella grande fiction costruita da un’operazione di questo tipo. 

Delle primarie e, soprattutto, dei candidati possiamo dire ben poco. Non conosciamo i rapporti con le forze della coalizione, le visioni di città alternative che propongono i tre sfidanti e difficilmente riusciremmo a decifrare l’andamento di questa consultazione. Agli atti abbiamo i curricula di tre candidati, le dichiarazioni vaghe rese  (più o meno legittimamente) durante gli incontri promossi dai partiti e dai movimenti e il comizio mascherato da conferenza stampa dello scorso Febbraio. In sostanza risposte a domande che nessuno ha mai posto. Una comunicazione unidirezionale, senza possibilità di interlocuzione e contraddittorio.

Senza il contraddittorio sulla stampa, appunto, manca un tassello importante per far luce sull’effettiva portata delle primarie e darne il giusto riconoscimento. 

Un peccato, considerato il risalto iniziale ricevuto dal centrosinistra dem. Ma un precedente importante che rischia di compromettere il lavoro dei media durante la prossima campagna per le Amministrative. Proprio perchè crediamo in una narrazione politica complessa, di ampio respiro che può essere prodotta solo dai giornalisti - in questo senso, per professione, cittadini che godono di un osservatorio privilegiato -, BitontoTV non può prestarsi a giochi di questo tipo e non poteva rimanere in silenzio. Se le segreterie politiche continueranno ad impostare la comunicazione evitando gli incontri con i giornalisti, selezionando le redazioni da invitare alle conferenze stampa, non rispondendo alle chiamate (prima ancora che alle domande) dei redattori, ricorrendo esclusivamente a comunicati e note precompilate, la testata non si presterà a questo circo mediatico malsano.

Non siamo disponibili a trasformarci in contenitore a pieno usufrutto della politica, in un megafono utile ad amplificare la risonanza sul web. È forse arrivato il momento che tutto il mondo dell’informazione cittadina si interroghi seriamente e trovi se possibile delle linee condivise per tutelare la propria dignità – e di riflesso quella dei cittadini che ci leggono – di fronte alle gravi incognite sulla trasparenza che questa perdurante situazione rischia di lasciare aperte. In vista di un appuntamento troppo delicato e decisivo. La Politica, e la sua adeguata narrazione, prima di tutto.