Lotto marzo di Io sono mia

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli
08 marzo 2017

Lotto marzo di Io sono mia

L'associazione aderisce allo sciopero internazionale di 'Non una di meno'

Un 8 marzo all’insegna della lotta, e non di mimose o altri fiori, è quello pensato dall‘Associazione bitontina Io sono mia – attiva ormai da 4 anni nel campo della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere – che ha aderito allo sciopero internazionale indetto dal movimento italiano femminista Non una di meno. Oggi le donne di 40 paesi in tutto il mondo incroceranno le braccia interrompendo ogni attività produttiva, in segno di protesta verso tutte le forme di violenza di genere.

Uno sciopero per ribaltare i rapporti di forza, per mettere al centro tutte le rivendicazioni, la necessità di trasformare relazioni, rapporti sociali e narrazioni. In casa, a scuola, sui luoghi di lavoro, nelle istituzioni. Uno sciopero che ha nel piano femminista antiviolenza la sua piattaforma e il suo programma di lotta e di trasformazione scritto dal basso“  ha dichiarato Claudia Abbatantuono, socia dell’Associazione, “lo sciopero coinvolgerà lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, casalinghe. Indipendentemente dal nostro profilo, siamo coinvolte in molteplici attività produttive e riproduttive che sfruttano le nostre capacità e ribadiscono la nostra subalternità“ ha poi continuato.

Le attiviste chiederanno al governo più importanza ai Centri Antiviolenza, l‘attuazione concreta della Convenzione Istanbul, l‘aborto gratuito libero e sicuro e l’eliminazione della violenza ostetrica, un welfare che sia a misura di donna e un reddito di autodeterminazione per tutte e tutti, più diritti e tutele per le donne immigrate vittime di violenza, estensione della cultura di genere e nelle scuole, più spazi e centri sociali contro sessismo e maschilismo, abbattimento della violenza di genere nei mass media, dalle immagini in televisione al linguaggio utilizzato dai giornali. Queste le 8 richieste del movimento.

Tutte le donne possono scioperare, astenendosi dal lavoro essendo protette dai sindacati di base  sciopero, oppure si possono indossare abiti neri con una fascia o un accessorio fucsia. “È importante astenersi anche dai dai lavori di cura, dal lavoro domestico, da tutte quelle attività che ogni giorno noi donne ci sentiamo costrette. Tenete spente lavatrici e lavostoviglie, domani non usatele. Appendete alle finestre striscioni. Donne, fate sentire la vostra voce“ è stato l’appello lanciato dalla portavoce dell’associazione bitontina“.

Io sono mia, non è nuova a questo genere di manifestazioni, anzi è da sempre attiva nel campo sociale. Impossibile dimenticare la fiaccolata silenziosa per le vie di Bitonto dopo il femminicio di Mariagrazia Cutrone.  Ha sempre aderito ai percorsi nazionali e internazionali che puntano alla costruzione di un paese attento alla parità di genere, e per questo si è inserita nel Movimento nazionale e internazionale Non una di meno. Anche per questa manifestazione ha organizzato sul territorio di Bitonto uno stand informativo  il 5 Marzo in Piazza Marconi, per informare  e sensibilizzare la cittadinanza allo sciopero globale delle donne dell’8 marzo e sui punti fondanti del movimento. A conclusione della giornata organizzerrà un buffet culturale presso Trinciabue, il pub sito in Via Amedeo, in cui attraverso giochi e teatro si analizzeranno gli 8 punti dello sciopero riflettendo sulla tematica della violenza di genere. 

È possibile affacciarsi allo sportello dell’associazione Io Sono Mia il lunedi, il martedi e il mercoledi dalle 16 alle 18, previo appuntamento ottenibile chiamando il numero 3807458616. Lo sportello è attivo sul territorio da 2 anni e le richieste di aiuto giunte sono tantissime e  riguardano donne, che abbracciano un’ età compresa tra i 20, a volte anche le minorenni e i 70 anni.  “Ma la maggior parte di esse sono donne con alle spalle oltre 10 anni di matrimonio, dalla nostra esperienza confermiamo  che il fenomeno della violenza sia davvero trasversale, si tratta di  donne spesso sole che non possono contare sulla rete amicale e parentale. Sono donne che subiscono violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica ed alcune di loro tutte le predette tipologie contemporaneamente“ ha dichiarato Claudia.

L’associazione Io Sono Mia ha a disposizione un equipe multidisciplinare che supporta e informa le donne sui loro diritti, ascoltandole e incoraggionadole a intraprendere, attraverso il rinvio a un centro antiviolenza, un percorso di ricostruzione di se stesse. Dal punto di vista psicologico, legale, educativo, socio-assistenziale. Il principio su cui è basata l’intera associazione è quello dell’autoderminazione, “le donne vanno ascoltate, non bisogna imporgli nulla. Crediamo fortemente che la donna debba riprendersi in mano la sua vita pian piano partendo dalla ricostruzione di se stessa, dall’elaborazione della violenza subita che avviene solo l’acquisizione della consapevolezza. Bisogna riconoscere il male“.