L'ossessione per la pornografia: Desiati presenta il suo 'Candore' a Rigenera

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli, Video
23 marzo 2017

L'ex finalista del Premio Strega ha partecipato alla rassegna 'Park & Read'

Dopo una notte di erotismo nascono i bambini, la specie si ingrossa, le famiglie si espandono, i condomini si rafforzano, lo Stato si gonfia. Si ricade nel sociale. La pornografia è il solo antidoto a tutto questo”. Era il 1995, a pronunciare queste parole fu il grande Carmelo Bene. "L’ultimo pornografo", come lo definì “La Repubblica” nel novembre di quello stesso anno, in un’intervista a cura di Antonio Gnoli all’indiscusso artista delle tante provocazioni a cui il Salento diede i natali.

La Puglia, una terra che sforna talenti come Mario Desiati, preziosa penna del nostro territorio, finalista del Premio Strega nel 2011 con “Ternitti”, che martedì 21 marzo ha incontrato i suoi affezionati lettori presso il Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle. Una sala gremita di gente giunta anche dai paesi vicini per assistere alla presentazione del suo ultimo romanzo, “Candore”, inserita nella rassegna di incontri letterari, “Park & Read”, organizzata da Rigenera. 

Ed è su questo libro che, sfogliando la prima pagina, troviamo la citazione di Carmelo Bene, in apertura ad un’opera letteraria che affronta il tema della dipendenza dalla pornografia. E se il lettore pensa di imbattersi in descrizioni "a luci rosse" incorre in un grosso errore, ci tiene a sottolineare Desiati che ha voluto proporre un viaggio, a tratti ironico, nell’universo dell’erotismo senza, però, mostrarlo da vicino. Un romanzo in cui il porno, infatti, non è il soggetto posto sotto la lente di ingrandimento ma l’oggetto dell’ossessione del protagonista. È l’innocenza di quest’ultimo che, innamorandosi dell’immagine di attrici hard, non sarà mai ricambiato, a finire sotto i riflettori dello scrittore pugliese. E, dunque, “Candore” di primo impatto potrebbe risultare titolo ossimorico per un libro in cui l’unico bianco, seppur non immacolato, che appare sotto gli occhi del lettori è quello delle sue pagine. In realtà in quelle stesse pagine ci si rende conto che non vi fu’ titolo più azzeccato da Desiati che racconta l’ingenuità di Martino, questo il nome del protagonista del romanzo. Quella stessa ingenuità di un bambino che guarda senza poter toccare, che vorrebbe giocare ma non riesce a prender l’iniziativa. 

Per presentare al pubblico di Rigenera questo libro, Desiati ha scelto la strada del sorriso regalando ai presenti un’ora di simpatici aneddoti della sua vita e che sono stati la materia prima del romanzo. D’altra parte, si sa’, come lui stesso ha suggerito, uno scrittore “ruba” tutto ciò che osserva e ascolta per farne un ricco bottino a cui attingere per poi restituirlo in forma di emozioni attraverso la penna. Dirompente ed accattivante, Desiati ha affrontato un tema “piccante” con leggerezza e simpatia senza mai perdere quell’eleganza e savoir-faire che lo contraddistinguono. Così, passando da descrizioni di sexy shop della periferia romana alla rievocazione di celebri scene letterarie, come l’indimenticabile tradimento di Madame Bovary consumato in un carrozza, lo scrittore pugliese ha mostrato al pubblico il volto “candido” della pornografia.