L'Amleto di Shakespeare riletto da 'Malo et malo' al Traetta

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
25 marzo 2017
Photo Credits: Facebook - Malo et malo

L'Amleto di Shakespeare riletto da 'Malo et malo' al Traetta

Lo spettacolo è una versione postmoderna dell'opera più famosa del Bardo

Il celebre “Amleto” di William Shakespeare non è mai stato così attuale, come dimostrato dallo spettacolo “Malo et Malo”, andato in scena lo scorso 23 marzo al Teatro Traetta di Bitonto. 

Il protagonista assoluto dell’opera teatrale è il “male”, rappresentato in tutte le sue sfaccettature. 

La pièce si apre con Amleto, giovane principe di Danimarca, che ostenta tutto il turbamento dovuto alla recente morte di suo padre e al tempestivo matrimonio che sua madre ha celebrato con suo zio Claudio, nuovo re di Danimarca. Amleto riesce, grazie all’intercessione del suo caro amico Orazio, ad avere un colloquio segreto con il fantasma di suo padre che gli rivela il movente della sua morte: è stato avvelenato da Claudio, assetato di potere e desideroso di poter avere la corona tutta per se.

Così, il giovane decide di vendicare l’assassinio di suo padre e inizia ad assumere un atteggiamento tetro che subito sbigottisce il re Claudio. Quest’ultimo, infatti, chiede a Guildenstern – amico di Amleto – di indagare sulle cause che turbano il principe. Tuttavia, Guildenstern approfitterà dell’ospitalità offertagli dal re Claudio per poter violentare Ofelia – fidanzata di Amleto – persuadendola a non perder tempo nel manifestare il suo amore per il principe, perché ogni sforzo sarebbe risultato vano. La giovane, abusata gravemente da Guildensternz e disperata a causa del rifiuto da parte di Amleto, decide di suicidarsi. Nel frattempo, Amleto – sconvolto per la perdita della sua amata – accetta la sfida a duello rivoltagli da Guildensternz e, nello scontro finale, si assiste alla morte di (quasi) tutti i personaggi in scena: la regina Gertrude – madre di Amleto – beve una coppa di vino avvelenata; lo sfidante di Amleto perisce a causa di uno stratagemma da lui ideato per sconfiggere il principe; il re Claudio viene trafitto dalla spada di Amleto; mentre, quest’ultimo muore tra le braccia del suo amico Orazio pregandogli – poco prima di spirare per l’ultima volta – di raccontare al mondo la sua storia. 

“Malo et malo”, anagramma di Amleto che in latino significa “al male e per il male”, nasce dall’idea di ambientare la celebre opera di Shakespeare in chiave post-moderna. In particolare, il dramma di Amleto e, parallelamente, quello degli altri personaggi viene esaltato dalla singolare scenografia, dai costumi post-moderni e dall’utilizzo di musiche molto attuali. Il testo, invece, rimane inalterato, con espressioni e linguaggio medievale e con l’utilizzo del classico “Voi”. Infatti, l’intento dell’autore è proprio quello di far percepire il tempo in senso ciclico, poiché se il mondo fisico per questa nuova società non è più lo stesso di prima, una cosa rimane e rimarrà invariata: l’animo umano, i suoi drammi, i suoi più ardenti desideri e le sue più oscure perversioni.

La regia dello spettacolo è a cura di Giordano Cozzoli, mentre la scenografia è stata affidata a Riccardo Mastrapasqua e i costumi realizzati da Angela Varvara. Gli attori saliti sul palcoscenico sono: Giordano Cozzoli, Claudia Lerro, Caterina Firinu, Dario Diana, Elio Colasanto, Ivan Dell’Edera, Alessia Garofalo.