Ciminiello: “Non esistono destra e sinistra”. E sui temi: “Ripartire dalle periferie”

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Politica, Elezioni Amministrative 2017
30 marzo 2017

Ciminiello: “Non esistono destra e sinistra”. E sui temi: “Ripartire dalle periferie”

Intervista con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

Dino Ciminiello non siede dietro alla scrivania neanche per un’intervista. Niente gerarchie. Niente “chi sei tu – chi sono io”. Faccia a faccia. Semplicità, umiltà, disponibilità: la postura vale già uno schizzo della proposta politica di cui si fa portatore il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Trentaquattro anni d’età, spesi tra due vocazioni – confessa – apparentemente contraddittorie: il seminario prima e le forze armate poi – in particolare, un impiego in Aeronautica Militare, che lo ha portato in giro per lo Stivale, da Cesena a Piacenza, da Parma alla Sardegna. Ci tiene alla sua estrazione sociale umile e all’etica del lavoro che gli ha insegnato – “sono figlio di un agricoltore e di una casalinga”, dice. Si definisce anche un cittadino da sempre “socialmente attivo” – ricorda ad esempio l’esperienza di “Mariotto Libera” – e “critico”, dati i suoi “studi filosofici”. È – al momento – il più giovane candidato sindaco della campagna elettorale 2017.

 

Non crede che il dato anagrafico le possa essere rimproverato come sinonimo di inesperienza per un incarico impegnativo come quello a cui si candida? 

È innanzitutto un’opportunità. Guardate ad esempio il nostro Sindaco di Pomezia: da giovane, ha potuto lavorare con le mani libere. È il lavoro concreto con i cittadini – e non il curriculum – a fare un buon Sindaco.

 

Breve parentesi personale. I suoi trascorsi da seminarista sono senz’altro un unicum sulla scena politica di queste Amministrative. La vocazione religiosa della sua adolescenza ha in qualche modo inciso nella scelta, oggi, di impegnarsi politicamente nella città?

Assolutamente sì. Ha influenzato la mia maturazione. È un’esperienza di comunità, in cui impari a crescere da solo e al tempo stesso ad ascoltare gli altri, ad esercitarti nell’intermediazione e nel confronto continuo.

 

 Veniamo alla politica. Chi deve votare M5S, gli elettori di centrodestra o di centrosinistra?

Questa non me l’aspettavo – Sorride – I cittadini che vogliono cambiare la vecchia politica.

 

Insomma, anche lei è dell’idea che non abbia più senso parlare di destra e sinistra?

Assolutamente sì.

 

Cambiamo domanda, allora: prima del M5S, per chi votava il cittadino Ciminiello?

Alle politiche il Partito Democratico, ero di centro-sinistra. È evidente: vengo dalla campagna, mio padre lavorava la terra. Era normale credere in certi valori, che però poi sono stati tradìti.

 

Allora esistono dei “valori” – per quanto tradìti – di sinistra. In cui lei si riconosce.

Io mi riconosco in ogni idea buona per la città. Che sia di destra o di sinistra. Che venga da noi o da altre forze politiche. Il Movimento 5 Stelle di Bitonto è un luogo di confronto, senza assoggettamenti ideologici. C'è chi è di destra, chi di sinistra; persone che però in quei “partiti” non hanno visto tradotti i princìpi in cui credevano. 

 

Dunque il vostro target elettorale sono i delusi bipartisan.

Delusi ma non frustrati. Anzi, persone attive che vogliono dare responsabilmente il proprio contributo. 

 

La vostra nota politica è di rifiutare qualsiasi alleanza. Nel vostro governo ideale tutti i cittadini dovrebbero poter votare M5S. Non è un problema per la democrazia? Non si rischia il pensiero unico?

Non pretendo assolutamente che tutti quanti debbano aderire alla nostra visione di città, che d’altronde non abbiamo imposto dall’alto, ma costruito coi cittadini. Può piacere o non piacere. Ma noi non vogliamo scendere a compromessi con nessuno.

 

Però, siccome vi candidate – si suppone – per vincere, in un eventuale governo grillino o la si pensa come voi oppure si finisce all’opposizione, non rappresentati nel governo.

Con noi il problema di non essere rappresentati non si porrà. Saremo sempre pronti ad accogliere e tutti saranno ascoltati. Vogliamo anzi unire una comunità dilaniata. Le alleanze attuali, invece, non rappresentano affatto una diversità di opinione, ma nascondono soltanto una manovra per ottenere consenso e andare al potere. Se un amministratore ha concluso il suo primo mandato e dunque ha già una sua ben precisa visione politica, che senso ha continuare ad annettere listarelle? Non ha valore politico, è solo consenso elettorale.

 

A tal proposito, i nomi che spesso usate per definire le alleanze sono “compromessi” e “ricatti”. “Noi, a differenza degli altri, non saremo ricattabili”, avete dichiarato. È un’accusa seria. Da chi sarebbe stato ricattato, in questi anni, Michele Abbaticchio?

Basta guardare gli assessori iniziali e quelli con cui si conclude il mandato. Qualcuno evidentemente non è stato accontentato. Perché Scauro è uscito? Perché la rottura col PD in occasione dell’elezione di De Palma a Presidente del Consiglio? E la fuoriuscita di Daucelli? Hanno chiesto qualcosa in cambio perché portavano dei voti: "do ut des". 

 

È curioso: qualcuno potrebbe leggere questa sua dichiarazione – paradossalmente – come un assist ad Abbaticchio: stando a questo ragionamento, se i “ricattatori” sono andati via, vuol dire che lui non ha ceduto al ricatto. 

E infatti è rimasto un uomo solo al comando. Io credo che un Sindaco non debba essere questo. La nostra visione è di un cittadino che unisca una comunità.

 

Avete anche dichiarato che potreste ricopiare parola per parola il programma elettorale 2012 di Abbaticchio – con la differenza, però, che voi fareste veramente le cose promesse. Quali sono le promesse elettorali che Abbaticchio non ha mantenuto?

Era una provocazione. In ogni caso, io osservo delle periferie esistenziali a Bitonto: il giovane che scappa via per lavoro, il continuo senso di insicurezza, il turismo “toccata e fuga”…

 

La domanda, però, non riguardava in generale i problemi di Bitonto, ma le cose che Abbaticchio avrebbe promesso e non realizzato.

Penso innanzitutto alle periferie, dove ha sì intercettato fondi per orti sociali, scuole, il canale di guardia a Mariotto … ma la gente sente un senso di abbandono, sul profilo della sicurezza, dell’ambiente… la tassa sui rifiuti, ad esempio, in continuo aumento, senza alcuna forma di incentivo.

 

Lei è originario di Mariotto e vive a Palombaio. Qual è stata la sua posizione sulla vicenda del centro di accoglienza per migranti?

Bitonto ha già il suo SPRAR. È una città accogliente. E anche Palombaio non ha mai alzato muri, anzi. Ma in quel caso specifico secondo me la protesta dei cittadini era legittima e giusta. Quel gesto era solo un modo per rivendicare i propri diritti e lamentare lo stato di abbandono.

 

Un altro caso preciso di prassi amministrativa. Con un post Facebook lei ha denunciato lo sperpero di fondi europei per il Park&Ride – inutilizzato – dell’area Vecchio-Tram. Si tratta di un progetto partorito in epoca Valla, rispetto al quale l’attuale Amministrazione aveva due scelte: rinunciare al progetto, perdendo il finanziamento, o confermarlo con qualche rimodulazione, pur di non perdere i fondi. Lei al posto di Abbaticchio avrebbe rinunciato ai soldi?

Premettiamo che l’intera mobilità cittadina ha bisogno di una rivisitazione strategica che parta dallo studio dei flussi. Se dallo studio preliminare avessi capito che il progetto era fallimentare, certo che avrei preferito perdere i fondi europei, perché sono sempre soldi nostri. È vero, è stato realizzato il giardino adiacente, ma a quale prezzo? Ora, per riqualificare quel luogo morto, dovremo spendere due volte per una stessa opera! 

 

Il M5S si distingue per la sua attenzione alla tematica ambientale. Nonostante l’incremento degli ultimi anni, Bitonto continua ad essere fanalino di coda nell’ARO per percentuale di raccolta differenziata. Cosa non ha funzionato e cosa fare?

Il problema è la presenza del privato, perché in ogni cosa a Bitonto sono presenti dei privati. Se l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti non è totalmente pubblica, tenderà a fare sempre i propri interessi, piuttosto che investimenti.

 

Mi faccia capire: in che modo questo implica una bassa percentuale di differenziata? È ASV che ha sbagliato qualcosa in questi anni? Ci sono delle soluzioni di raccolta che avrebbe dovuto adottare e invece non ha adottato?

La stella polare dev’essere la strategia “rifiuti zero”.

 

Credo sia difficile trovare oggi qualcuno che dica il contrario. Il punto, mi ripeto, è: con quali azioni la si persegue?

Investimenti per fare isole ecologiche o estendere il “porta a porta”… o, se dovesse risultare insostenibile per l’assetto di Bitonto, realizzare eco-stazioni con codici identificativi, come a Parma – in modo da premiare con sconti fiscali chi più differenzia.

 

Domanda provocatoria: qual è l’eredità più positiva che Abbaticchio lascerebbe ad un’eventuale Amministrazione Ciminiello?

I comitati di quartiere.

 

Le priorità di Ciminiello Sindaco: quali sono le prime tre delibere che vorrebbe firmare?

Probabilmente le periferie… e quindi la sicurezza.

 

Ha dei progetti per la digitalizzazione dell’Amministrazione Comunale?

Sarebbe uno dei primi tagli alla spesa che produrremmo. Serve una struttura open source a cui i cittadini possano accedere. Gli atti non devono essere semplicemente visibili. Il punto è che il cittadino deve anche poter comprendere cosa dice, in sostanza, un Bilancio Comunale o un Documento Unico di Programmazione. E bisogna che i cittadini possano segnalare sulla rete le proprie esigenze.

 

Come selezionerebbe la Giunta Comunale?

Non abbiamo ancora concordato le modalità con il gruppo. Ma io vorrei aprire a tutti i cittadini la possibilità di presentare candidature in base alle proprie competenze.

 

E chi selezionerebbe gli assessori tra i candidati?

L’Assemblea del Movimento, collegialmente.

 

L’Assessorato a cui guarda con particolare attenzione?

L’Assessorato all’Agricoltura. Dobbiamo riscoprire le nostre radici. E ricordarci di quell’ulivo che campeggia nel nostro stemma.