Alessandra Minervini: dalla Holden a Rigenera per presentare il suo “Overlove”

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli, Video
11 marzo 2017

La scrittrice pugliese ha parlato del suo esordio letterario. Ecco l'intervista con Alessandra Savino

“Una delle bellezze di questo luogo dopo quelle abusate, i trulli, le chiese, le frise, le spiagge, la pizzica, è la cava di bauxite. La bauxite è il materiale da cui nasce l’alluminio. La cava non è segnalata sulle guide ufficiali”. È questo l’incipit di “Overlove”, esordio letterario della pugliese Alessandra Minervini, che sin dalle prime righe non lascia dubbi sul profondo legame con la sua terra d’origine. Una terra che, nonostante i suoi studi a Torino, presso la nota scuola di scrittura “Holden” di Alessandro Baricco, è rimasta nel cuore della dinamica e frizzante scrittrice.  

Entusiasmo da vendere e grandi occhi da cui traspare un sentimento per la scrittura che va oltre ogni amore, una dipendenza, nel senso positivo del termine, dalla penna che non l’abbandona ormai da tempo. Difficile pensare diversamente Alessandra Minervini che, lo scorso giovedì, nell’accogliente sala del Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle ha presentato il suo libro accompagnata dall’attrice bitontina Rossella Giugliano che ha dialogato con l’autrice in qualità di moderatrice dell’evento. Quest’ultimo inserito all’interno della rassegna di incontri letterari dal titolo “Park&Read” organizzata dallo stesso laboratorio urbano nell’intento di fornire uno spazio, un’occasione di confronto con personalità emergenti dell’editoria nazionale ed internazionale. 

“Overlove” è un libro che parla d’amore, ma partendo dalla fine di un sentimento piuttosto che dal suo inizio. Un testo che affronta il tema della mancanza attraverso una vicenda ambientata nella Puglia dalle mille sfaccettature, regione dai colori vivaci ma pervasa da un’ironica malinconia. Protagonisti Anna e Carmine che vivono una tormentata storia d’amore fra la passione di lei ed i sensi di colpa di lui, già sposato e padre di una figlia. Un cantautore le cui frustrazioni non gli consentono di avere il coraggio di cambiar vita finchè Anna, lasciandolo, non gli fornirà l’occasione per farlo. È a questo punto che la mancanza diviene la vera protagonista manifestandosi non come dolore per qualcosa che abbiamo perso ma per qualcosa che è avanzato e non è abbastanza. Una scrittura fatta di frammenti in cui metafora della mancanza è quel procedere per sottrazioni che la Minervini mette in atto nel suo libro. 

Se l’intento è quello di creare nel lettore un senso di dipendenza non ci sarebbe da stupirsi. A chi prova a chiederle come sarebbe la sua vita senza la scrittura ecco cosa risponde Alessandra: “Provaci a lasciare la scrittura e ti mancherà un pezzo di braccio, un occhio, una mano, una vita”.