Trentatré anni fa Giovanni Paolo II a Bitonto per incontrare gli agricoltori

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Video, Inchieste
27 febbraio 2017

Trentatré anni fa Giovanni Paolo II a Bitonto per incontrare gli agricoltori

La storia e le immagini della visita storica del pontefice in città

“Il mio viaggio a Bari sarebbe stato incompleto senza questo incontro con voi, uomini e donne di Bitonto, che con la vostra quotidiana fatica rendete feconda questa terra, traendone prodotti abbondanti e universalmente apprezzati”. Il 26 febbraio 1984, ben trentatré anni fa, Giovanni Paolo II, il papa delle genti, il santo dei giovani e delle famiglie, visitava Bitonto in occasione della sua visita pastorale a Bari, per un incontro con gli agricoltori della Puglia, in una giornata che per la nostra città è entrata nella storia. 

Erano ben otto secoli che Bitonto non ospitava un papa (qui la storia dell’incontro tra papa Callisto II e Suger di Saint-Denis, che nel 1122 discussero dei rapporti tra Papato e Francia nei locali del convento di San Leone Magno) e quel giorno una folla di circa ottanta mila persone - alcuni dicono anche cento mila - festante e con i rami d’ulivo a Porta Baresana ha atteso il pontefice polacco, e il suo ritardo di un’ora e mezza non fece altro che aumentare l’emozione e l’impazienza dei presenti. Tutto era stato preparato nei minimi dettagli: con una concertazione di due comitati, uno civico rappresentato dal Sindaco dell’epoca, il socialista Girolamo Larovere, e uno ecclesiale presieduto da mons. Mariano Magrassi, da poco arcivescovo della diocesi Bari - Bitonto, la città, anche con l’aiuto dei vigili urbani bitontini e dei comuni limitrofi, era ben pronta ad accogliere il papa durante la sua visita nella provincia, degna sede dell’incontro con gli agricoltori pugliesi. Il Municipio predispose un piano di spesa di circa 150 milioni di lire. 

 

Il video della visita

 

Anche l’opera degli artisti bitontini non è mancata, con l’allestimento del palco di Giuseppe Maggio e lo scranno completamente d’ulivo, opera di Aldo Citelli, oggi in Cattedrale, assieme alle due mostre, una nella badia di San Leone e l’altra a Palazzo Gentile, che raccoglievano opere e contributi di diversi talenti pugliesi. Assai pregevoli furono anche la piastra d’argento, regalo per il pontefice, con l’immagine del papa che abbraccia la folla, anche’essa disegnata da Citelli, e la medaglia del sesto anno di pontificato che Giovanni Paolo II ha donato al Sindaco, oggi conservata nella Biblioteca Comunale.

L’incontro si aprì con il saluto del Sindaco e di Michele Cannito, portavoce in quella sede dei contadini bitontini e pugliesi, che emozionati diedero il loro ben venuto al papa. Larovere salutò il santo padre come il “successore di Pietro e di Cristo”, ma anche come “l’uomo Karol, l’uomo di Wadovice, che ha conosciuto il duro e faticoso lavoro in una terra e in una nazione martirizzata nella sua storia, ma salda nella sua unità”, evidenziando tutto il legame, seppur lontano, tra Wojtila e Bitonto. Cannito invece, in un affidamento filiale e spirituale, consegnava al papa la vita e le preoccupazioni degli agricoltori, “minacciati dai nuovi interessi della società contemporanea”, in cui i figli “non condividono più i valori e non si sentono più di continuare il lavoro dei padri”

L’intervento di Giovanni Paolo II (clicca qui per leggere l'integrale) racchiuse in pochi minuti lo spirito del suo pontificato. In questo discorso fatto in una città di provincia, l’ultimo in ordine di importanza forse fra le migliaia che ha tenuto nel suo lungo pontificato, troviamo la stessa intensità, la stessa attenzione e la stessa grandezza di pensiero delle parole delle grandi occasioni dell’ultimo papa del XX secolo. Si nota una parola su tutte che con veemenza e reiterazione percorre tutto il testo: solidarietà. Quella nei confronti dei lavoratori agricoli tutti, perché nella loro responsabilità siano contraccambiati dalle istituzioni e dalla comunità intera, la solidarietà verso “le categorie più disagiate dei lavoratori della terra, come quella dei braccianti”, verso le aziende agricole su base familiare, nucleo della società pugliese, “tra i giovani e a vantaggio dei giovani”, “quella che si esplica in una rinnovata accoglienza e tutela della donna”, protagonista della famiglia, nel lavoro e nella collettività. 

E ancora tra gli obiettivi che il papa auspicò per la comunità rurale “la solidarietà sindacale e nel movimento cooperativo agricolo”, la buona politica contro la disoccupazione, l’impegno per “un’adeguata formazione della coscienza civile”. In questo discorso non si trovano riassunte solo le idee di Giovanni Paolo II, rivoluzionarie e importanti per una società che attraversava ancora lo spettro della guerra fredda, della pressione tra capitalismo e comunismo, all’interno dell’annoso problema sul lavoro e la sua dignità nel mondo contemporaneo. Si vedono ben riassunte le basi della dottrina sociale stessa della Chiesa, per cui le parole di Wojtila sono state fondamentali, tanto da aver influenzato la storia internazionale degli anni a seguire. 

Con queste parole poi il santo dei giovani salutò Bitonto: “che da sempre ha nell’ulivo il suo simbolo prestigioso e il suo impegnativo programma: fatevi paladini della causa della solidarietà e della pace; offrite a tutti la testimonianza di una comunità che sa collaborare in spirito di costruttiva e lungimirante concordia; operate con fiducia per lo sviluppo pieno della vostra terra; valorizzate ogni possibilità positiva, superando le difficoltà dell’oggi e del domani”. Nel tardo pomeriggio il corteo che accompagnava il papa si diresse verso l’aerostazione, da dove incontrò un gruppo di giovani e, dopo una giornata divisa tra Quartiere San Paolo di Bari, Stadio, Fiera del Levante, Cattedrale di Bari, Policlinico e Bitonto, fece ritorno in Vaticano.

 

Fonti:

Archivio del Vaticano 

26 febbraio 1984. Visita del Papa a Bitonto, raccolta documentaria a cura di Pasquale Cioce