Sud di Sergio Rubini al Traetta di Bitonto

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
20 febbraio 2017

L'attore: 'Il Meridione trova autenticità nelle sfumature'

È andato in scena al Teatro Traetta lo scorso sabato “Sud”, l’ultimo spettacolo teatrale di Sergio Rubini, inserito nella stagione di prosa organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Un recital che dipinge un Sud abbandonato e senza luce, dove però fiorisce la grande letteratura, da Eduardo De Filippo a Giacomo D’Angelo, passando per Matteo Salvatore.  

Suddiviso in tre parti, lo spettacolo racconta le vicende di Matteo, un ragazzo che oggi avrebbe l’età di un “nonno di tutti noi”, narra la storia di Eduardo, immerso in un Sud che riesce a tirarsi su e che anche sulla miseria riesce a costruire la propria dignità e cultura, che viene divulgata nel mondo e riprende, infine, stralci del libro di De Amicis.

“Siamo in un momento storico – ha spiegato Sergio Rubini – in cui bisogna tornare ad osservare gli anni ’70, quando ancora non avevamo incontrato i rovinosi anni ’80. Erano anni di passioni, erano anni in cui si dava molta importanza ai giovani e dalla gioventù che ci si aspettava i cambiamenti. Questi pensieri si sono guastati negli anni ‘80, facendo nascere le delusioni, nelle quali si radica la crisi che stiamo vivendo in questi giorni. Quindi ricominciamo dagli anni ’70 e questo spettacolo è una maniera per ricordarli”.

“Sono nato qua, in un Sud complesso che a volte viene descritto come un posto cattivo, altre come pieno di gente che balla e si diverte - ha raccontato l’attore ai nostri microfoni - io penso che, come tutte le zone, il Meridione è fatto di zone d’ombra e di luce, la nostra autenticità sta nelle sfumature”.

Sul palco Rubini è stato accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo dal maestro Michele Fazio al piano, Marco Loddo al contrabbasso ed Emanuele Smimmo alla batteria.