Cerin. Richiesto il rinvio a giudizio per i Colapinto e Noviello

di La Redazione
Cronaca
06 febbraio 2017

Cerin. Richiesto il rinvio a giudizio per i Colapinto e Noviello

L'accusa è di peculato. Il ragioniere avrebbe redatto perizie false

La Procura di Bari ha richiesto il rinvio a giudizio Giuseppe e Mario Colapinto e Grazia Fiore, per lo scandalo legato all’attività di riscossione tributi della Cerin. A riportare l’edizione domenicale della Gazzetta del Mezzogiorno, che fa un riepilogo delle accuse contestate ai patron della società, che avrebbe distratto circa 2,5 milioni di euro dalle casse pubblicherei investirli in immobili attraverso l’utilizzo di una seconda compagine societaria. 

Le accuse ricalcano grosso modo quanto portato alla luce esattamente un anno fa dalla Guardia di Finanza, che in conferenza stampa presentò i risultati dell’operazione Cornucopia, che portò al fermo dei Colapinto (poi tornati in libertà) e al sequestro di numerosi immobili. Secondo quanto scritto dal quotidiano barese l’accusa avrebbe parlato, nella richiesta di rinvio a giudizio, di un “progressivo sostanziale azzeramento del patrimonio immobiliare e delle risorse finanziarie della Cerin srl, con conseguente grave pregiudizio per i Comuni convenzionati con la predetta società per l’attività di riscossione ed accertamento dei tributi locali e l’appropriazione delle corrispondenti risorse pubbliche da parte di Colapinto Mario e Colapinto Giuseppe Donato”

I due Colapinto e la Fiore (diventata amministratore unico della società nel 2013) sono accusati di peculato, perchè avrebbero effettuato operazioni di compravendita immobiliare con i proventi della riscossione. Tra cui rientrano il compendio immobiliare "Istituto Pontificio delle Maestre Pie Filippini" a Santo Spirito, "Villa Longo" a Palese e due fabbricati in via Rogadeo a Bitonto e a Statte, su cui sono stati posti i sigilli da dodici mesi. 

Per la prima volta compare il nome di Francesco Paolo Noviello, per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio per falsa perizia e falso ideologico (assieme agli altri tre). Noviello, il cui nome è da sempre legato al calcio locale, avrebbe redatto una perizia fraudolenta per consentire alla Tributi Service srl (un’altra società della galassia Colapinto) di avere il capitale sociale minimo per l’iscrizione all’albo dei riscossori.

Sarà ora il gup Alessandra Susca a stabilire se si dovrà andare a processo. L’udienza preliminare partirà il prossimo 12 maggio e vedrà come enti offesi il Comune di Bitonto e i ministeri dell’Economia e della Giustizia.