Ricci: 'Primarie snaturate. Ci vuole coerenza e dignità'

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Politica, Elezioni Amministrative 2017
28 febbraio 2017

Ricci: 'Primarie snaturate. Ci vuole coerenza e dignità'

Il capogruppo dem spiega il suo passo indietro e rilancia: 'Al PD serve fase nuova'

Quarantanove anni, sposato, due figlie, l’avvocato Francesco Paolo Ricci è una personalità politica nota ai bitontini. Militante tra le fila prima del Partito Popolare, quindi della Margherita e del Partito Democratico, siede nel Consiglio Comunale a partire dalla Giunta Pice-bis (2003), nella quale ha ricoperto per tre anni anche l’incarico di Assessore ai Servizi Sociali. È attualmente capogruppo del PD nell’emiciclo di Palazzo Gentile.

Ricci è anche il grande assente delle consultazioni primarie che domenica prossima incoroneranno il candidato sindaco della coalizione a guida dem, dunque il maggiore competitor di Michele Abbaticchio per le prossime elezioni amministrative. Non è un segreto, infatti, che il suo nome fosse circolato insistentemente nella fase preparatoria, in particolar modo negli ultimissimi giorni, dopo il clamoroso ritorno in campo dell’ex dissidente Lillino Sannicandro. Eppure, alla fine Ricci non ha presentato la propria candidatura – “perché – dice – ho capito che il mio partito, ad eccezione di pochi, aveva già scelto un’altra strada, quella di un ‘nuovismo’ di facciata”. Non solo: oggi fa sapere che, per la prima volta dopo quasi quindici anni di impegno, non è intenzionato neanche a candidarsi nella lista del suo partito – né di altri – alle prossime elezioni.

“Quelle che stiamo per celebrare non sono le primarie che abbiamo tanto invocato – afferma Ricci, senza nascondere tutta la sua amarezza – perché non sono funzionali a convergere su una leadership politica veramente alternativa ad Abbaticchio – che cioè faccia quel che Abbaticchio non ha saputo fare in questi anni: porre le condizioni per ricostituire un forte centrosinistra a Bitonto, un centrosinistra unito in grado di garantire a questa città un progetto amministrativo duraturo e di lungo periodo, che vada oltre i singoli e i personalismi”

La presa di distanze del capogruppo dem rispetto al modo in cui la segreteria del suo partito “ha gestito – o si è lasciata trascinare nella gestione?” della fase istruttoria delle primarie è netta: “L’indebolimento elettorale di Abbaticchio doveva avere un limite, quello della coerenza politica. Ed è un limite che si è ampiamente oltrepassato accettando, come se nulla fosse, senza alcuna discussione e spiegazione nel merito, la candidatura last minute di Sannicandro, titolare di una forza politica che fino a poche ore prima sosteneva Abbaticchio, criticava il PD e si opponeva ad ogni tentativo di ricomposizione del centrosinistra tutto”. “Incomprensibile” definisce Ricci il passaggio all’ultimo momento di “Insieme per la Città” alla coalizione tessuta da PD, Socialisti, Laboratorio, Governare il Futuro e Sinistra Italiana: “Le primarie non sono una farsa, un mercato delle vacche in cui scambiare pacchetti di voti. Se volevano rientrare (gli esponenti di “Insieme per la città”, ndr), allora si sarebbe dovuta fermare la fase istruttoria delle primarie e riaprire la discussione politica all’interno della coalizione, alla luce di questa ‘novità’. Paradossalmente, avremmo potuto assistere anche ad ampliamenti ulteriori della coalizione. Invece, si è preferito chiudere la partita nottetempo, pur di mettere in cassaforte lo ‘sgambetto’ elettorale ad Abbaticchio. A quale prezzo per la dignità politica del progetto amministrativo che da mesi andavamo faticosamente costruendo?”. Un monito, questo, che l’avvocato dice di aver comunicato anche agli organi sovracomunali del PD ad al Comitato Promotore delle Primarie (rappresentato dai segretari di partito della coalizione), “affinché restasse agli atti la mia presa di distanze”.

“Come dovremmo spiegare alla città l’aver preso in carico, senza alcun chiarimento, quel Michele Daucelli che, da assessore al Bilancio di Abbaticchio, per cinque anni abbiamo aspramente criticato, per le nomine di alcuni revisori dei conti dell’Asv, per i rincari fiscali, per l’improvvisazione in Consiglio sui documenti di Bilancio, per la gestione delle partecipate, per il conflitto di interessi nella vicenda Cerin e per la nota storia di EuroProgea? E con quale faccia Daucelli può oggi pretendere di stare dalla nostra parte, mentre sui giornali rivendica orgogliosamente quanto noi abbiamo puntualmente contestato? Le parole hanno o no un peso? I cittadini meritano rispetto, non si può raccontare loro tutto e il contrario di tutto”.

Per tutte queste ragioni Ricci rivendica la propria scelta “di coerenza e dignità”: fare un passo indietro in questo momento. “Non contro il Partito – precisa – ma per esso: chiunque creda nel valore della politica e nelle ragioni fondanti del PD non può non accorgersi di come sia indispensabile, urgente, restituire al partito una vera linea politica, quella che è evidentemente mancata in questa occasione: ne è dimostrazione il fatto che, dei due candidati in corsa dal primo momento, il nostro tesserato, Roberto Toscano, stia concorrendo praticamente da outsider, mentre Pietro Battipede fosse già dall’inizio sponsorizzato da gran parte del gruppo dirigente del PD – il dott. Lonardelli & Co. – come quel candidato della società civile, che non è”.

Il rammarico di Ricci, nonostante il “passo indietro”, suona in effetti tutt’altro che come disimpegno: “Da oggi sono a disposizione per un ripensamento radicale di quel partito in cui credo strenuamente. Una nuova fase che, indipendentemente dalle scadenze elettorali, rispetto alle quali mi ritengo ormai libero, ricostruisca un PD finalmente svincolato da quella logica del tesseramento e delle cordate che ne ha sempre affossato la forza propulsiva. Il PD non deve più avere capibastone. Il PD appartiene alle persone. Il PD bitontino va restituito al suo significato di casa comune per tutti quei cittadini che si riconoscono nei valori democratici e progressisti e hanno voglia di sporcarsi le mani per sentirsi protagonisti della crescita di questa città”.