Quello che Insieme per la Città (non) dice

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Politica, Elezioni Amministrative 2017
15 febbraio 2017

Quello che Insieme per la Città (non) dice

'Le ragioni di una scelta' in realtà non sono del tutto spiegate

A qualche ora di distanza dalla candidatura di Emanuele Sannicandro alle primarie del centrosinistra a guida dem, in vista delle prossime consultazioni amministrative, è arrivata la prima nota ufficiale del gruppo che riunisce l’esperienza di Progresso Democratico e gli ex SEL in seno a Daucelli. Nella giornata di ieri infatti Insieme per la Città ha voluto motivare con un suo comunicato stampa “la sua adesione alla coalizione di Centrosinistra”, rispondendo così alle richieste di chiarezza giunte in questi giorni da più parti, non ultimo nel Consiglio Comunale celebrato lunedì.

Le “ragioni di una scelta” sarebbero presto dette: nel comunicato si legge che il sindaco Michele Abbaticchio avrebbe sostanzialmente tradito l’accordo che aveva sancito, lo scorso ottobre, la formazione della coalizione politica favorevole al rinnovo del suo mandato, basata “su un’idea alta della politica, intesa come proficua operatività al servizio della città, nata dal confronto delle idee nel rispetto reciproco delle posizioni, delle idealità e dei ruoli”. Il Primo Cittadino, infatti, sarebbe stato il “protagonista” di un “cambiamento di rotta”, “attraverso una serie di iniziative assolutamente arbitrarie, dettate da una visione “personalissima” della politica e dell’intendere il rapporto fiduciario con le forze a suo sostegno”, facendo venir meno i “principi di lealtà e rispetto tra partners, espressi in quell’assise fondativa”. Di qui la doppia decisione: “ritirare la nostra adesione al progetto politico iniziale” e la partecipazione alle primarie del centrosinistra, quale “conseguenza logica di tale premessa”.

Si aggiungerebbe così un tassello nuovo al mosaico già problematico della coalizione che sostiene Abbaticchio. Se era già evidente che l’uscita di Insieme per la Città fosse dovuta a uno contrasto tra il movimento e la persona di Abbaticchio, il comunicato lascia intendere qualcosa di più, parlando dell’esaurimento dei “principi di lealtà e rispetto tra partners”. Non si tratterebbe, quindi, di un semplice caso personale, ma di una situazione che coinvolgerebbe tutta quanta la coalizione, chiamata in causa indirettamente nel comunicato, in cui non si parla mai al singolare, ma sempre di “partners”. Cosa può voler dire questo? Che Abbaticchio, secondo il comunicato, avrebbe creato degli scompensi nell’equilibrio tra le sue forze di coalizione. In che modo i partner di coalizione avrebbero preso il sopravvento? In che modo il “peso” di IpC sarebbe stato misconosciuto? Si fa riferimento a promesse di spartizioni di potere e/o di incarichi? Perché IpC è solo allusiva a riguardo?

“Le ragioni di una scelta”, quindi, non solo non sono esplicitate, ma non informano in nessun modo sulle presunte colpe del Sindaco, imputato semplicemente di avere una “personalissima” visione politica. Frase troppo generica per giustificare questo enorme giro di walzer. Quali sono allora le vere cause della rottura con Abbaticchio? Quali sarebbero gli errori politici che IpC tanto gli imputa e condanna? Queste domande rimangono, allo stato attuale, inspiegabilmente senza risposta. E perché IpC, nonostante le varie occasioni, rimane reticente al riguardo?

Tuttavia ad essere massimamente interessante non è tanto quello che il comunicato dice, ma quello che omette di dire. Oltre ad accusare fortemente Abbaticchio, il movimento non riesce affatto a spiegare in che senso la “conseguenza” del proprio sostegno al progetto targato PD sarebbe “logica”, visti gli ultimi anni di disastrosi rapporti con il partito di centrosinistra e il documento della coalizione di Abbaticchio inoltrato nell’estate del 2016 alla segreteria provinciale del PD, in cui Lillino Sannicandro e gli altri firmatari dichiaravano ogni trattativa tra Abbaticchio e il partito nazionale di fatto impossibile. 

Quali sarebbero le motivazioni di questo cambio repentino di rotta? L’aver spiegato, se di spiegazione si tratta, la rottura con Abbaticchio non corrisponde affatto al giustificare uno sposalizio tanto inaspettato e contradditorio con il PD. IpC, invece di defilarsi dall’intero centrosinistra, ha scelto di firmare con PD, Socialisti, Laboratorio, SI e lista Desantis. Quale logica, oltre il paradosso, presiede ad una decisione del genere?