Michele Daucelli ha riconsegnato le deleghe al Bilancio

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Elezioni Amministrative 2017
14 febbraio 2017

Michele Daucelli ha riconsegnato le deleghe al Bilancio

La revoca del Sindaco arriverà a breve, dopo un consulto con la maggioranza. Per l'opposizione un grave atto di incoerenza

In un Consiglio ridotto a palcoscenico per una messinscena di Ionesco, l’assessore Michele Daucelli ha rimesso le deleghe nelle mani del Sindaco, mettendo nero su bianco lo strappo di Insieme per la Città con la coalizione di governo quasi in contemporanea all’ufficializzazione della candidatura di Lillino Sannicandro alle primarie indette dal PD&Co.

Nonostante l’assessore non abbia propriamente dato le dimissioni - scegliendo di lasciare la decisione a Michele Abbaticchio, che si è ripromesso di sentire l’intera coalizione (la firma della revoca sarà con tutta probabilità una formalità che verrà licenziata in queste ore) - l’uscita di scena non ha sorpreso l’assise. Le frattura tra Insieme per la Città, il movimento nato dalla fusione di Progresso Democratico e i fedeli di Daucelli all’interno dell’ex Sinistra Ecologia e ibertà, era diventata insanabile già a metà della scorsa settimana, quando si è cominciato a lavorare alla candidatura di Sannicandro alle consultazioni di PD, PSI, SI, Laboratorio e Governare il Futuro per la scelta del candidato sindaco che sfiderà Abbaticchio alle Amministrative di primavera. 

Eppure, considerato il silenzio dietro cui il movimento si è trincerato in questi giorni, in pochi si aspettavano che Daucelli si presentasse in aula. “Lo faccio per senso di responsabilità” ha dichiarato in apertura di seduta, spiegando di voler relazionare sul primo punto all’ordine del giorno, dedicato all’assegnazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata ad una associazione di volontariato. Non ne ha avuto l’occasione perchè la maggioranza gli ha chiesto di allontanarsi dopo un lungo confronto con Matteo Masciale, in cui Daucelli ha preferito non dare spiegazioni, aspettando che il movimento  (presente nell’uditorio) comunichi una nota ufficiale, dopo, a suo dire, il “linciaggio mediatico” a cui sarebbe stato sottoposto.

L’assessore, tuttavia, ha consegnato agli atti del Consiglio una lunga relazione con cui ha rivendicato l’operato come delegato al Bilancio e alle Finanze: dal regolamento per le attività del centro antico, alla internalizzazione del servizio tributi. Per molti, tra maggioranza e opposizione (su tutti il forzista Domenico Damascelli) un atto in palese contraddizione con la scelta di lasciare le deleghe. Per altri, invece, l’ennesima riprova che le frizioni siano di natura squisitamente personale, e non programmatica.

“Qualcuno dovrebbe vergognarsi della sceneggiata che sta avvenendo in Consiglio - è stato il j’accuse del capogruppo dem Francesco Ricci - come è possibile accettare la presenza di un assessore il cui movimento ha firmato un accordo con la coalizione avversa al Sindaco?”. Parole dure, che hanno suonato come un attacco su più fronti e che trovano d’accordo il primo cittadino. Come “l’incoerenza” di cui ha parlato Damascelli: “Perchè state insieme? Per raggiungere il potere? […] Si sta sì sfaldando la maggioranza, ma soprattutto la politica. Queste cose vanno comunicate alla città”. 

L’uscita di scena di Daucelli, accompagnato dai consiglieri Ricatti e Valeriano (Modugno è rimasto in aula) rigorosamente rimasti in silenzio (e di cui non si comprende la posizione in assemblea), ha segnato la chiusura del sipario sul primo atto di un’opera che già da ora alterna i caratteri del dramma a quelli della commedia. Il secondo tempo arriverà sicuramente sui palchi della prossima campagna elettorale.