'Le Rane' di Aristofane portate in scena dagli studenti del classico Sylos

Federica Monte, Filippo Lovascio
di Federica Monte, Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli, Video
16 febbraio 2017

Lo spettacolo è stato realizzato durante il laboratorio teatrale SMART promosso da Ulixes

Grande serata dedicata alla classicità quella dello scorso 15 febbraio, in cui gli studenti del Liceo Classico “C. Sylos” di Bitonto hanno portato in scena al Traetta una versione rivisitata delle “Rane” di Aristofane, una delle commedie più conosciute dell’autore della Grecia del V secolo. Alla rappresentazione erano presenti la prof. Antonia Speranza, dirigente scolastica del liceo, Nicola Mercurio, presidente di Ulixes, la cooperativa che ha sostenuto il progetto teatrale, e la vicesindaco Rosa Calò per i saluti istituzionali.

La rappresentazione rientra nell’ambito di S.M.A.R.T., progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che con il partenariato dell’associazione Ulixes ha condotto un laboratorio teatrale dedicato agli studenti, il cui culmine è stata l’eccellente performance, in cui l’intera macchina teatrale ha visto protagonisti proprio i ragazzi. Un risultato assai gradito dal pubblico numeroso in sala, arrivato grazie al lavoro in regia di Raffaele Romita, al coordinamento nel laboratorio di Mariantonia Capriglione, la sceneggiatura di Franco Colamorea, la revisione del prof. Francesco Brandi e il trucco e le acconciature di Alessandro D’Onofrio.

La commedia, composta nel clima della guerra del Peloponneso, mostra un Dioniso, interpretato da Leonardo Capaldi, travestito dal fratellastro Eracle (Pietro Valla), che scende nell’Ade, accompagnato dal suo servo Xantia (Enrico Morea e Francesco Scaraggi), alla ricerca di un poeta che salvi Atene dal caos regnante a causa del grave momento politico, fatto di lotte intestine, colpi di stato e carestie. Tra i primi testi al mondo di critica letteraria, le Rane di Aristofane sono state reinterpretate magistralmente, con un testo che conserva le scene e le battute del teatro greco classico, pur presentando una gradevole commistione con il moderno. 

La pregevole interpretazione degli attori, anche se amatori, e il lavoro dietro le quinte del regista e degli altri professionisti rivelano un grande impegno e un incoraggiante segno che la cultura, come Aristofane ci ricorda, può e deve, con le capacità e gli ammonimenti dei poeti, “rendere migliori i cittadini nelle loro città”.