Ecco i miei gioielli: la Bitonto di Ghirri su un disco dei CCCP

di La Redazione
Cultura e Spettacoli, Inchieste, Le memorie bianche di Ghirri a Bitonto
17 febbraio 2017

Ecco i miei gioielli: la Bitonto di Ghirri su un disco dei CCCP

La copertina dell'album raffigura uno storico murales nei pressi dei Santi Medici, fotografato dal maestro modenese

A venticinque anni dalla morte di Luigi Ghirri, BitontoTV ripropone un articolo datato 4 agosto 2014 in cui viene narrata la storia del famoso tag dedicato ai CCCP comparso sul muro di cinta del santuario Santi Medici, apparso sullo storico album della band "Ecco i miei gioielli". La foto è stata scattata dallo stesso Ghirri durante il soggiorno a Bitonto nel 1990 e a confermare la paternità, oltre il chitarrista Massimo Zamboni (citato nell'articolo), c'è anche una noticina in "Niente di antico sotto il sole", una raccolta di testi e saggi dedicati al fotografo, a cura di Paolo Costantini e Giovanni Chiaramonte, conservata alla Biblioteca Reggiana.

 

È ormai quasi scomparso, ma per i cultori del rock rimane una manifesto della controcultura barese di fine anni Ottanta. Il tag dei CCCP - Fedeli Alla Linea impresso sulla facciata del muro di cinta alle spalle della Basilica dei Santi Medici continua ad affascinare chi gli anni della punk-new wave a ridosso del crollo del regime sovietico li ha vissuti e chi, al rock, per la prima volta si avvicina.

La storia del murales è avvolta da una nube di mistero, che ne aumenta a dismisura la leggenda. Tante sono le versioni che si rincorrono sul web, persino Wikipedia ha dedicato uno spazio alla scritta, scelta dai CCCP come copertina della raccolta "Ecco I Miei Gioielli", pubblicata nel 1992, a due anni dallo scioglimento della band di Giovanni Lindo Ferretti. Ancora più numerose, però, sono le storie raccontate dai protagonisti della Bitonto a cavallo tra gli anni Ottanta e i primi Novanta. Su un fatto sono tutti d'accordo: a realizzare il tag è stato un tale Giuseppe Tarantino - oggi pare guardia giurata, scherzo del destino - folgorato dalla musica del gruppo italiano.

"Successe tutto in una notte brava - racconta a BitontoTv un amico dell'autore - un lampo, un amore a prima vista per i CCCP e il giorno seguente Bitonto si ritrovò questo murales". Una scritta anonima, il cui significato per molti in quei giorni rimase oscuro, ma che presto sarebbe stata conosciuta in tutta Italia. Ma come arrivò l'opera sino ai CCCP? C'è chi narra che un fan abbia spedito la foto della scritta alla casa discografica della band, chi invece, arricchendo la storia di particolari "epici", sostiene che, al termine di un concerto del gruppo a Bari, Giovanni Lindo Ferretti, venuto a conoscenza dell'esistenza del tributo, si sia fatto accompagnare in piena notte a Bitonto per vederlo.

La verità, tuttavia, sarebbe meno romanzata. Massimo Zamboni, chitarrista della band, esibitosi ieri al Giovinazzo Rock Festival con lo spettacolo "30 anni di ortodossia", a domanda di un fan - immortalata da uno smartphone - ha spiegato come sia Luigi Ghirri l'autore della storica foto, che ritrae, tra l'altro, anche il campanile della Basilica, in un'immagine dallo stridente carattere ossimorico. Il fotografo, la cui collaborazione con i CCCP è stata fervente nel corso degli anni, avrebbe poi fatto vedere lo scatto alla band, che l'avrebbe scelto per la copertina della raccolta (Ghirri sarebbe scomparso proprio il 1992). Una versione, quella di Zamboni, molto attendibile, considerata l'attenzione che Ghirri ebbe per Bitonto, dopo il famosissimo shooting in città del 1990. Un'analisi dei colori e del taglio della foto può, inoltre, ricondurre facilmente al fotografo. Che, per di più, è riportato anche nel booklet dell'album, come autore delle fotografie (anche se non viene specificata la paternità della foto di copertina).

Intanto, però, il tag rischia presto di scomparire. Vuoi per l'usura del tempo, vuoi per la costruzione del sottopassaggio di via Pasquini che ne impedisce la vista, Bitonto rischia di perdere una parte di città che tanto ha suggestionato l'Italia nell'ultimo ventennio. E in tanti sui social network sono a chiedere di riportare la scritta all'antico splendore.

 

Articolo originariamente apparso su BitontoTV il 4 agosto 2014