Diàlett Story: i cantastorie bitontini

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
14 febbraio 2017

Federica Monte ha incontrato la band che scrive brani esclusivamente in dialetto

Il dialetto è spesso considerato la lingua degli emarginati, relegata ad una dimensione circoscritta e frequentemente confusa con quella abitata dallo strato più basso della popolazione. Eppure in Italia esistono numerosissime varietà dialettali presenti, piccoli patrimoni da conservare, che raccontano la storia di un popolo e i suoi costumi.

Questo è l’obiettivo dei Diàlett Story, un gruppo folk popolare bitontino, formatosi circa un anno fa, che ha oggi all’attivo circa 30 brani inediti, tutti rigorosamente scritti in dialetto bitontino, e in rima – impresa non facilissima. 

“L’idea è nata quando abbiamo intuito che attraverso la nostra passione per la musica, potevamo ridare decoro al nostro dialetto, spesso così bistrattato. Sappiamo di non essere più giovanissimi, ma questo non ci ha fermati” ha affermato Donato Cappiello, chitarrista e compositore dei testi delle canzoni “siamo amanti della storia di questo paese e spesso ripeschiamo aneddoti dimenticati e nel giro di qualche giorno, o meglio dire, di qualche notte insonne, la canzone è fatta”. Ma quando cantante in altri paesi, vi capiscono? “Certo, perché Leonardo si fa capire benissimo, lui non solo suona chitarra e tamburello, è un vero e proprio cantastorie”. 

Leonardo Salierno scrive gli arrangiamenti, simpatici e mai banali, dal sound coinvolgente arricchiti dalla presenza del mandolino suonato da Francesco Tritto, dal ritmo di Antonio Antonino e dalla voce di Raffaele Petta.

Le storie raccontate nelle loro canzoni, prendono vita sia da fatti storici realmente accaduti, - come per esempio l’omicidio di un esattore delle tasse, bruciato vivo a Bitonto – sia da episodi immaginari. Anche un inno alla città di Bitonto che racconta del nostro olio come segno distintivo: “Bitonto è il paese dell’olio/ è troppo buono e senza imbrogli/ Bitonto è il paese delle olive/e si fa sentire, si fa sentire”, rigorosa traduzione.