Arrigo Ghi: 'Ghirri amava l'analisi della ripetitività'

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli, Inchieste, Le memorie bianche di Ghirri a Bitonto
17 febbraio 2017

Arrigo Ghi: 'Ghirri amava l'analisi della ripetitività'

BitontoTV ha incontrato lo storico stampatore del fotografo modenese

A venticinque anni dalla morte di Luigi Ghirri, BitontoTV ha incontrato Arrigo Ghi, storico stampatore del fotografo modenese, tra i più importanti e attivi negli anni Settanta, per parlare del lavoro assieme al maestro.

 

A Modena viene definito lo "stampatore del clic" perché negli anni Settanta divenne lo stampatore di riferimento degli artisti italiani di spicco. Stiamo parlando di Arrigo Ghi, colui che in un periodo di grande fermento per l’arte della fotografia, ha servito grandi nomi fra cui Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaromonte, Beppe Zagaglia. Ma il suo primo cliente, insieme a Franco Fontana fu proprio Luigi Ghirri. In un’intervista rilasciata a BitontoTV, Arrigo Ghi racconta il suo incontro con il noto fotografo italiano.

 

Come ha conosciuto il fotografo Luigi Ghirri e quando è iniziata la vostra collaborazione? Ricorda l’anno?

Nel 1968 ho aperto un piccolo laboratorio fotografico a Modena ed ho iniziato a stampare per i negozianti della zona.  Intorno al 1970/71 si è presentato, presso il mio studio, Franco Fontana, già noto artista, in compagnia di un giovane fotografo di nome Luigi Ghirri. Mi commissionarono, per curiosità, qualche lavoretto, e da li è nata la nostra collaborazione, che nel caso di Luigi Ghirri si è protratta fino alla sua prematura morte avvenuta nel ’92.

Dunque, una collaborazione lunga vent’anni. Che tipo di rapporto avevate?

Il nostro era un rapporto fraterno e di stima reciproca.

Qual’era la caratteristica principale delle sue fotografie?

Il trasformare in pensiero visivo la percezione emotiva e razionale del suo guardare.

Quali colori prediligeva Ghirri? 

I colori prediletti da Luigi Ghirri erano quelli tenui e leggermente azzurrati.

Qual’era il soggetto maggiormente da lui ritratto?

Tutto quello che suscitava in lui un interesse, che poteva essere un manifesto, una vetrina, una saracinesca, un muro, un giardino, una villetta, un paesaggio, compiendo un'analisi della ripetitività che spesso caratterizza la cultura contemporanea.

C’è qualche fotografia scattata da Ghirri che lei ricorda in modo particolare?

C'è una fotografia che mi ha sempre emozionato, ritrae Versailles. 

Ha notizie dei viaggi in Puglia di Ghirri, sa dirmi qualcosa? Lei ha stampato qualche sua foto scattata in Puglia?

Non ricordo molto dei viaggi di Luigi Ghirri in Puglia, daltronde sono passati più di 35 anni. Ricordo, se non vado errato, che iniziò a percorrere la Puglia verso gli anni '80 con Mario Cresci, e fu li che incontrò e divenne grande amico dell'ottimo Gianni Leone. Era un periodo di grande fermento per la fotografia italiana. In quegli anni, nei quali la personalità di Luigi Ghirri stava evidenziandosi, era sommerso dai lavori di ricerca di tanti giovani fotografi che in seguito sarebbero diventati importantissimi nel panorama artistico della fotografia italiana, tra i tanti possiamo citare: Olivo Barbieri, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Walter Niedermayr ecc... Per quanto riguarda il servizio fotografico di Luigi Ghirri in quel di Bitonto, non so se le fotografie esposte furono realizzate tutte nel mio laboratorio visto che Luigi Ghirri usava anche diapositive che, per mancanza di tempo, non ho mai trattato. Comunque le mie stampe sono riconoscibili, perché sono le uniche ad avere la superficie opaca (trattamento artigianale che nessun laboratorio in quel tempo faceva). 

Può darmi indicazioni tecniche sulla stampa delle foto di Ghirri: il tipo di carta su cui stampava e la procedura? Si avvaleva di tecniche in particolare per la stampa? 

La procedura di stampa era la classica usata da tutti i laboratori, ossia stampa analogica da ingranditore su carta fotografica a colori, tipo Agfa, Kodak o 3M, a seconda della qualità delle carte nei vari periodi.

Luigi Ghirri scattò numerose fotografie al centro antico della città di Bitonto. Oggi purtroppo queste fotografie sono rinchiuse in una cassaforte presso gli archivi della Biblioteca Comunale di Bitonto da diversi anni. Poiché l’obiettivo di “Bitonto Tv” è quello di riconsegnare alla città queste opere, le chiedo: quali sono i rischi che tali fotografie stampate su carta corrono restando chiuse al buio senz’aria per anni? Ed in quali condizioni, affinchè non si rovinino, dovrebbero essere custodite?

Per la conservazione è importante che le fotografie non siano tenute in un luogo umido, non siano esposte ad una luce troppo forte e non siano conservate faccia contro faccia ma faccia contro dorso.