Una vita per il karate: la brillante carriera di Salvatore Cioce

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Sport
28 gennaio 2017

Una vita per il karate: la brillante carriera di Salvatore Cioce

Due bronzi agli ultimi campionati nazionali universitari. Una passione condivisa con il fratello Fabrizio

Salvatore Cioce, 21 anni di Bitonto, scopre il karate all’età di 7 anni grazie a suo padre che gli trasmette fin da subito l’amore per lo sport.  La passione per l’arte marziale di origini giapponesi aumenta nel corso del tempo e, nove anni dopo, il giovane atleta decide di continuare a praticarla da agonista. 

La caparbietà e la crescente voglia di mettersi in gioco, valori che hanno da sempre caratterizzato Salvatore, gli permettono di non accontentarsi di esigui risultati, bensì di puntare sempre più in alto. La svolta della sua carriera agonistica arriva nel 2014 quando Cioce entra a far parte dell’A.S.D. Centro Sport Ruvo di Puglia, comincia ad allenarsi con il campione del mondo Giuseppe Di Domenico e vince il campionato regionale di karate conquistando una qualificazione alla fase nazionale del campionato italiano “Juniores”, dove, invece, ottiene il quinto posto. Lo stesso risultato viene conseguito anche nell’edizione successiva della competizione (2015, ndr), mentre, nel 2016, il bitontino viene sconfitto per 3-0 dal campione del mondo in carica nel campionato italiano “Seniores”. 

Nel frattempo, Salvatore si iscrive alla facoltà di Scienze Motorie a Bari e viene selezionato dal centro universitario per affrontare i campionati nazionali universitari di karate per le edizioni 2015 e 2016: nella prima, disputata nel maggio 2015 a Salsomaggiore Terme, Cioce raggiunge il terzo posto; nella seconda, che si è svolta a Modena nel giugno 2016, ottiene lo stesso rilevante risultato di caratura nazionale che gli è valso, per la seconda volta consecutiva, la medaglia di bronzo.

Nel gennaio 2017, l’atleta bitontino rappresenta ex novo la regione Puglia al “Campionato italiano a rappresentative regionali”, che si è svolto la scorsa settimana a Roma, e, dopo aver ben figurato durante tutto il corso della competizione, si aggiudica un’altra medaglia di bronzo.

La passione per il karate, tuttavia, è una peculiarità che contraddistingue l’intera famiglia Cioce; infatti, anche Fabrizio, fratello di Salvatore, che condivide la sua stessa passione per il karate, ha ottenuto importanti risultati in ambito nazionale: nel 2014 si è classificato secondo nel “Campionato nazionale per regioni” e quinto nel “Campionato italiano per categoria”. Nel 2016, invece, si è aggiudicato il quinto posto nel “Campionato nazionale per regioni”.

BitontoTV ha intervistato Salvatore Cioce a margine dell’ottimo piazzamento nel “Campionato italiano a rappresentative regionali” conseguito alcuni giorni fa. 

 

Come hai scoperto il karate e perché hai scelto proprio questo sport? 

Mi sono avvicinato al mondo del karate grazie a mio padre che ha preferito indirizzarmi verso questa attività piuttosto che ad un sport classico come il calcio. L'idea era quella di acquisire un metodo di autodifesa. A distanza di 15 anni, posso confermare che la scelta non è stata del tutto sbagliata perché il karate riesce ad aumentare la stima, la fiducia, la sicurezza in se stessi tutto grazie alle sfide quotidiane che si affrontano nel dojo (palestra, ndr) e in gara.

 

Cosa si prova quando si ottengono importanti risultati in campionati di così ampia rilevanza?

Trionfare in una gara nazionale dove c'è il massimo del karate non è un qualcosa che capita tutti i giorni e tutti gli anni. Questo obiettivo è stato rincorso da diversi anni e finalmente è arrivato. In tutti i casi, questo è solo a conferma del lavoro fatto grazie al mio maestro Giuseppe Di Domenico e al mio personal Training Enzo Cassano.

 

Che cosa hai imparato maggiormente sino ad ora dalla tua carriera sportiva?

Dalla mia carriera ho imparato che nulla è impossibile, nel verso senso della parola. Mai dar per scontato nulla perché, quando meno te lo aspetti, tutto arriva. E' importante però circondarsi di persone competenti che sanno di cosa stanno parlando e, purtroppo, non tutti ne sono all'altezza.

 

Hai particolari obiettivi per il futuro?

I miei obiettivi futuri sono tanti. In campo agonistico non ho ancora raggiunto tutto quello che volevo e di strada da percorrere ce ne è ancora tanta. Nel mese di aprile, ci saranno i campionati italiani seniores e il massimo del karate italiano è racchiuso tutto in una gara. Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma mi piacerebbe far bene anche li. Questo terzo posto mi sta ancora stretto, sento che posso dare ancora di più e farò di tutto pur di prendere il più possibile. Inoltre, nel 2020 ci saranno le prime Olimpiadi nelle quali il karate sarà considerato disciplina olimpica ed io ho solo 21 anni e non voglio arrendermi . Chi lo sa, per ora semino e se son rose… prima o poi fioriranno!