Una exit strategy per evitare di rispondere

Sabino Paparella, Savino Carbone
di Sabino Paparella, Savino Carbone
Politica
24 gennaio 2017

Una exit strategy per evitare di rispondere

Le domande ancora aperte dopo l''autosospensione' dell'assessore Fioriello

AGGIORNAMENTO ORE 16:00
Dopo la pubblicazione dell'articolo il sindaco Michele Abbaticchio ha rilasciato una breve dichiarazione sulle vicende legate alla presunta condanna dell'ormai ex assessore Giuseppe Fioriello. "Non ero a conoscenza perché non sono mai stato messo in condizione di conoscere, considerato tutti gli atti depositati al momento della elezione e dell'incarico - ha scritto il primo cittadino in una missiva inviata a BitontoTV - A tutt'oggi non risulta nulla ai nostri atti, così come certificato dal nostro segretario generale. Ringrazio Giuseppe per l'impegno profuso e la sua vicinanza al progetto politico ribadita all'atto della dimissioni".

 

Qualcuno dalle parti di Palazzo Gentile ritiene evidentemente che cittadini e pubblica opinione siano una platea acritica cui propalare qualsiasi verità. È l’amara constatazione che si ha il dovere di trarre da quello che si vorrebbe l’ultimo atto dell’affaire Fioriello.  

Breve résumè per i meno informati: un mese fa, dopo qualche avvisaglia in Consiglio Comunale, il consigliere dell’Italia dei Valori Franco Pafetta si dimette dal proprio incarico in segno di sfiducia nei confronti del rappresentante espresso in Giunta dalla propria forza politica: Giuseppe Fioriello, titolare delle deleghe al lavoro e formazione professionale, Servizio Civile, servizi demografici e cimiteriali. 

A qualche giorno di distanza, dalle nostre colonne è lo stesso responsabile regionale del partito, Massimo Colia, ad esprimere “disappunto per l'operato dell'assessore Fioriello”, disconoscendolo politicamente e confermando a Pafetta il ruolo di luogotenente dell’IdV. Inoltre, il 4 Gennaio BitontoTV dà notizia di una presunta vecchia condanna penale per “commercio di prodotti con segni falsi” che, pur non pregiudicando la legittimità dell’incarico assessorile di Fioriello, paradossalmente avrebbe dovuto essere sanzionata proprio dal Codice Etico, particolarmente rigoroso, della stessa Italia dei Valori, fino ad escluderne eventualmente l’indicazione per un incarico amministrativo. 

Il giorno stesso la duplice questione viene ripresa nella seduta del Consiglio Comunale – per la verità, su iniziativa del solo dem Franco Natilla – con relativa richiesta di chiarimenti rivolta al diretto interessato ed al Sindaco: il primo si riserva di chiarire pubblicamente la propria posizione, in forma scritta, a distanza di qualche giorno; il Primo Cittadino, dal canto suo, spiega che la maggioranza discuterà il caso e si esprimerà a proposito.

Da allora sono trascorsi venti giorni. Venti giorni in cui, complice il clamore mediatico dell’emergenza neve e l’effetto di diversivo scaturitone, la faccenda è sembrata finire nel dimenticatoio della politica bitontina. Fino ad oggi, e all’exit strategy di Fioriello che, nella sua lettera di “autosospensione” si limita ad accennare vagamente a “problematiche” e “gravi incomprensioni politiche interne al mio partito”, dicendosi peraltro ancora “in attesa di chiarimenti politici” non meglio precisati.

Si bussa a fiori, si risponde picche. Come d’altronde avvenuto anche nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione della notizia, cui Fioriello aveva reagito pubblicando il proprio casellario giudiziale – limpido – datato 2016.

Contrariamente a quanto annunciato in Aula di Consiglio, infatti, nessun chiarimento rispetto alle questioni da noi sollevate – a nostro avviso di interesse pubblico – è stato fornito. Né dal diretto interessato nella sua lettera, né tanto meno da tutti gli altri protagonisti politici della vicenda, muti.

È forse utile allora ribadirle, queste questioni, esplicitandone meglio contenuti e destinatari.

Al (non più) assessore Fioriello chiediamo: è vero o falso che ha subito in passato condanne penali in via definitiva per un “reato contro la fede pubblica”, nello specifico per fatti concernenti attività di commercio di merce contraffatta? E di conseguenza: BitontoTv ha scritto il vero o il falso, come è stato da taluni insinuato evocando addirittura la diffamazione?

Ai responsabili locali, regionali, nazionali dell’Italia dei Valori chiediamo: la dirigenza del partito era a conoscenza di tali pregressi giudiziari? E, nell’eventualità in cui fossero confermati, ai sensi del vostro Codice Etico, essi avrebbero potuto mettere in discussione l’indicazione di Fioriello per incarichi amministrativi quale vostra emanazione politica?

Al Sindaco chiediamo: era a conoscenza di tali pregressi giudiziari? E, nell’eventualità in cui fossero confermati, ritiene fosse politicamente ed eticamente opportuno attribuire a Fioriello la delega assessorile al lavoro e all’orientamento professionale?

Ai rappresentanti politici della maggioranza chiediamo: erano a conoscenza di tali pregressi giudiziari? E, nell’eventualità in cui fossero confermati, ritengono di dover esprimere un giudizio politico in merito? E inoltre: a prescindere dal suo passo indietro, l’assessore Fioriello, che nella sua lettera afferma di essere interessato a “rafforzare il progetto avviato da questa nuova stagione politica”, dopo il disconoscimento di IdV sarebbe potuto rimanere in Giunta?

A tutte queste questioni, in tre settimane, non solo non si è risposto, ma – quel che è peggio – si è fatto finta di rispondere, con una exit strategy che suona come una offensiva presa in giro. Da quel Palazzo, le cui pareti si professano di vetro cristallino, è forse legittimo attendersi di più.