Scienza e fede, quale rapporto? L'Accademia Vitale Giordano a colloquio con Borzacchini

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
14 gennaio 2017

Lo studioso ha presentato ieri il libro 'La scienza di Francesco'

Si è tenuta ieri sera, presso Biblioteca Comunale “Eustachio Rogadeo” di Bitonto, la presentazione del libro “La scienza di Francesco. Dal Santo di Assisi al Papa argentino”, di Luigi Borzacchini. L'evento è stato organizzato dall’Accademia Vitale Giordano nell’ambito dell’omonimo concorso e rientra nelle iniziative divulgative promosse dall’associazione bitontina.

L'incontro è stato mediato dal giornalista Marino Pagano che ha spiegato: "Questo libro raggiunge i meandri del pensiero, è albergato da coraggi che permettono il dialogo tra fede e scienza. Una fede che racconta la scienza e una scienza che abbraccia la fede. Non solo convergono, ma coesistono. Un libro che dimostra una chiara apertura, fa luce sul Medioevo e sulla sua metafisica, riconoscendone l'importanza". L'autore del libro - già docente del Dipartimento di Matematica dell'Università degli Studi di Bari, e reduce da numerose pubblicazioni sulle origini del pensiero scientifico, dall'antichità all'evo moderno- ha riconosciuto la complessità della materia trattata, "non è un libro semplice, perché il Medioevo non è semplice. Suggerirei prima di leggere il mio libro, di rileggere Nel nome della rosa di Umberto Eco, perché pur essendo un romanzo, è un' opera che dà un'idea esatta di quello che fu il Medioevo. Il Medioevo è un po' come la nostra adolescenza, l'abbiamo dimenticata, ma ci ha formati". 

Ha inciso sulla scrittura la lettura del Laudato Sii di Papa Francesco. Infatti, grazie a questo Borzacchini ha scoperto una serie di autori francescani che hanno preparato il terreno alla scienza moderna. "Per un certo tempo la scienza rimase legata alla visione aristotelica, mentre la Chiesa conservò la visione tomista della scienza, che era l'esperienza comune più la logica. Quello che passò per la mente dell'uomo di quel tempo fu probabilmente: 'Dio ci ha lasciato due opere, la Bibbia e la terra - i famosi due soli - se hanno lo stesso autore devono dire le stesse cose. Per i francescani invece esisteva una sola verità, la scienza semplicemente non doveva entrare nella spiritualità, la scienza, semplicemente interveniva nel rapporto tra l'uomo e la natura", ha poi affermato il matematico.

Ha partecipato al dibattito anche don Vincenzo Cozzella. Uomo illuminato da una fede intelligente che sempre scardina le vecchie, (im)popolari credenze religiose. "Sono qui, non come antagonista, parlare di questo argomento mi rende felice. Tutta la parte centrale del libro è una serissima esposizione filosofica. Luigi fa un excursus da Platone a San Tommaso, che è affascinante, coinvolgente. Io non vedo nessuna contrapposizione tra Fede e Scienza. La contrapposizione nacque soltanto quando la Chiesa Cattolica - che si ritiene depositaria di verità - monopolizzò molte cose. Vi siete mai chiesti quanto è fuorviante pensare all'onnipotenza di Dio? Il termine onnipotente è in netta contrapposizione con il termine amore. Mi chiedo sempre perché non si faccia chiarezza su queste cose, su queste discrepanze, su queste contraddizioni. La Chiesa nella sua ignoranza dell'epoca, senza strumenti per comprendere, ha condannato Galileo perché nella Bibbia era scritto diversamente. La scienza e la fede sono in sincronia, perché semplicemente trattano materie diverse", ha dichiarato il prete.