La storia dei bitontini alla corte del Principe di Malta

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli, Inchieste
26 gennaio 2017
Photo Credits: Mimmo Latilla

La storia dei bitontini alla corte del Principe di Malta

Laura Fano e Michele Muschitiello hanno dedicato un libro a Labini, Rogadeo, Planelli e Sylos

Grande occasione di riscoperta della storia bitontina è l’ultimo prezioso lavoro di ricerca storica dell’avvocato bitontino Laura Fano e del dott. Michele Muschitiello, entrambi appassionati di Bitonto e del suo passato, pubblicato nel volume “Bitontini alla corte del Principe di Malta”, edito da Raffaello e presentato lo scorso 20 gennaio presso il Sancti Nicolai Convivium. 

È bastata l’osservazione di un’iscrizione su una lastra marmorea per far partire una indagine sulle vite di quattro illustri bitontini, l’arcivescovo di Malta Vincenzo Labini, il giurista Giandonato Rogadeo, il progressista Antonio Planelli, autore del Codice di San Leucio, e l’erudito Carmine Sylos, poi sindaco di Bitonto. Tutti erano membri dell’Ordine di Malta e ognuno di loro ha lasciato un segno nella storia di quest’Ordine e dell’isola. BitontoTV ha incontrato Laura Fano, coautrice del libro, il terzo della sua carriera dato alle stampe.

 

Come è nata questa ricerca? Come è stato il lavoro con il dott. Muschitiello?  

La ricerca nasce da un input del dott. Muschitiello relativamente alla figura di Antonio Planelli e a quella totalmente sconosciuta a Bitonto di Vincenzo Labini, arcivescovo di Malta. Lavorare con il dott. Muschitiello è stato, come al solito, divertentissimo, una gara a chi trova di più, anche per la complicità e la sintonia di pensiero. È il secondo libro che scriviamo insieme, quindi, ormai siamo collaudati.

Avete scelto di raccontare solo le storie di alcuni bitontini entrati in relazione con Malta. Perché avete scelto proprio questi? 

Abbiamo scelto di raccontare la storia di questi quattro bitontini per l'intrecciarsi delle loro vite tra Bitonto, Malta e Napoli, che all'epoca era una delle più grandi capitali europee. La scelta è stata dettata dal fatto che i nostri personaggi hanno vissuto tutti nella seconda metà del '700, provenivano tutti dal ceto nobiliare bitontino ed erano tutti Cavalieri di Malta. Alcuni di loro, mi riferisco in particolare a Vincenzo Labini, Giandonato Rogadeo e Carmine Sylos sono entrati direttamente a contatto con l'Isola di Malta e il Principe.

Quanto hanno influito questi bitontini nella vita della corte di Malta e quanto questa ha influito sulla storia di Bitonto?                    

Indubbiamente figure come l'arcivescovo Labini e Giandonato Rogadeo hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia di Malta. Ancora oggi è possibile rinvenire sull'isola tracce del passaggio di Vincenzo Labini nelle chieste e per le strade, come pure è incontrovertibile il contributo del giurista Rogadeo al Codice di Malta. Per altro verso, l'essersi portati prima nella Napoli capitale del Regno e poi a Malta ha consentito ai nostri concittadini di forgiarsi, di entrare in contatto con l'aristocrazia dell'epoca, di viaggiare e arricchire il proprio sapere, tanto da permettere loro di poter ragionare in termini, programmi e prospettive. Basti pensare alla vasta esperienza maturata da Carmine Sylos che, rientrato a Bitonto, mise mano alla riqualificazione della propria città.

Qual è l'insegnamento che possiamo trarre dalle storie che raccontate?

Il nostro libro racconta una storia, che non è solo quella dei nostri personaggi, ma è la storia di un'epoca. Le loro vite e le numerose opere che ci hanno lasciato ci consentono di guardare con orgoglio al Meridione e alla Puglia. E questo penso sia l'insegnamento migliore che si possa trarre dalla lettura delle loro biografie.

Come sono cambiati i rapporti dei bitontini con la realtà maltese nel tempo e al giorno d'oggi?

Ancora oggi molti bitontini si portano a Malta per motivi di lavoro e di studio. Certo i tempi sono cambiati, i Cavalieri non ci sono più, ma credo che il legame tra l'Italia e Malta sia ancora molto forte.