L'assessore Fioriello sarebbe stato condannato per commercio di merce contraffatta

Sabino Paparella, Savino Carbone
di Sabino Paparella, Savino Carbone
Politica, Cronaca
04 gennaio 2017

L'assessore Fioriello sarebbe stato condannato per commercio di merce contraffatta

I fatti risalirebbero a prima delle Amministrative. Problemi con il codice etico di IdV?

Sembrerebbe farsi sempre più complicata la situazione dell’assessore Giuseppe Fioriello. Solo ieri, su queste stesse colonne, avevamo riportato le dichiarazioni ufficiali del responsabile regionale dell’Italia dei Valori, Massimo Colia, che non riconosceva il suo ruolo di rappresentante locale del partito, restituendo invece piena legittimità all’ormai ex consigliere Franco Pafetta, dimessosi dall’incarico proprio in segno di sfiducia verso il delegato comunale

Un nuovo e presunto caso, stavolta di natura giudiziaria, potrebbe ulteriormente compromettere il rapporto del titolare della delega al lavoro con il partito fondato da Antonio Di Pietro. Sembrerebbe, infatti, che Fioriello alcuni anni prima delle ultime elezioni Amministrative abbia subito una condanna in via definitiva per “commercio di prodotti con segni falsi”, un reato che, ai sensi dell’articolo 474 del Codice Penale, è punibile con la reclusione fino a due anni e una multa fino a 20mila euro. In sostanza avrebbe messo in circolazione abbigliamento sportivo contraffatto per trarne profitto.

Un reato minore, certamente, che in ogni caso – è bene sottolinearlo – secondo i dettami del TUEL non costituisce motivo di incompatibilità con l’incarico assessorile di Fioriello, che è pertanto pienamente legittimo. Né si tratta di una fattispecie sanzionata dalla Carta di Avviso Pubblico, il codice etico per gli amministratori (ex Carta di Pisa), di cui Michele Abbaticchio, in quanto vicepresidente nazionale di AP, dovrebbe essere tra i principali garanti. 

Tuttavia, se questa ipotesi dovesse essere confermata, Fioriello potrebbe avere alcuni problemi all’interno del partito a cui è stato legato nell’ultimo lustro. Ad adottare una disposizione fortemente censoria verso i cosiddetti “delitti contro la fede pubblica” sanzionati al Capo II del Titolo VII del Codice Penale – in cui rientra appunto la contraffazione e il commercio di prodotti contraffatti – è infatti proprio il Codice Etico dell’Italia dei Valori. L’articolo 2 di tale codice di autoregolamentazione, infatti, arriva ad imporre persino le dimissioni da incarichi assessorili qualora per un simile reato ricorrano determinate condizioni, e in ogni caso impone che l’amministratore di IdV - anche solo indagato per simili fattispecie - debba darne comunicazione all’Ufficio di Presidenza, che procederà alla sua sospensione. 

Una linea dura, “giustizialista” se si vuole, ma di certo coerente per un partito che si vanta di aver presentato da quasi due anni una proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi parlamentari ai condannati in via definitiva per qualsiasi fattispecie di reato.

In ogni caso sembra che Fioriello, se fosse confermata questa ipotesi, stando al Codice Etico del partito di cui si ribadisce orgogliosamente luogotenente, non sarebbe mai potuto essere nominato assessore di Italia dei Valori, a meno di una esplicita eccezione concessa dal partito. La segreteria regionale, però, sarebbe all’oscuro della vicenda, nonostante l’assessore bitontino sia l’unico eletto della provincia di Bari tra le fila del partito. 

Al di là dei casi formali o interni ai regolamenti di partito, tuttavia, potrebbero sussistere anche questioni di opportunità politica. Se la notizia di tale condanna fosse confermata, infatti, sarebbe lecito chiedersi se sia stata adeguata la scelta del Sindaco – che difficilmente poteva essere all’oscuro di una simile condanna, essendo i casellari giudiziali degli amministratori (nella loro forma completa) a disposizione del Segretario Generale – di confermare, tra le altre, una delega delicata come quella al lavoro.

La prima occasione utile perché l’assessore chiarisca direttamente la propria situazione sarà certamente la seduta di Consiglio prevista per questo pomeriggio, convocata per la surroga di Pafetta, che, tra le altre cose, ha avanzato il sospetto secondo cui l'assessore starebbe lavorando alla costituzione di un nuovo movimento.