Don Vito Piccinonna: 'Contro la povertà serve una risposta corale, non battitori liberi'

di La Redazione
Cronaca
05 gennaio 2017

Don Vito Piccinonna: 'Contro la povertà serve una risposta corale, non battitori liberi'

Il direttore della Caritas Diocesana interviene nel dibattito nato dopo la morte di un senzatetto a Bari

La morte del senzatetto Viorel-Stefan, deceduto a seguito di un arresto cardiaco in piazza Cesare Battisti nella notte tra il primo e il 2 Gennaio, ha sconvolto l’intera comunità barese. Tra gli interventi apparsi sui giornali questi giorni spicca quello di don Vito Piccinonna, direttore della Caritas Diocesana di Bari-Bitonto.  

L’ente è da anni attivo nel settore dell’assistenza ai senza fissa dimora e a quelle persone che vivono in situazioni di indigenza. “La morte di un uomo, una persona senza dimora, avvenuta in solitudine, in una piazza comunque centrale della nostra Città, ci interroga come ogni vita vissuta nella solitudine e ci spinge, da credenti, a continuare e intensificare quell’opera di carità che  ci rende prossimi e vicini a tante situazioni umane di fragilità e di vulnerabilità - si legge nella nota di don Vito, che racconta l’esperienza del dormitorio, clicca qui per leggere il report per il 2016 - Tra queste spicca l’opera di accoglienza notturna che la Caritas mette in campo ormai da otto anni ospitando nel Dormitorio “don Vito Diana” ben 44 persone senza dimora. Un posto letto, la possibilità della doccia, di una frugale colazione mattutina, il servizio lavanderia e soprattutto la possibilità di una relazione con gli operatori e i volontari non sono un aiuto da poco. È un servizio offerto in totale gratuità, finanziato unicamente dalla Diocesi, dalle parrocchie e in collaborazione con Caritas Italiana. Non ci pare secondario, per amore della verità, richiamare quella silenziosa opera che nelle comunità parrocchiali i sacerdoti con le caritas pongono in essere davanti a tante storie drammatiche di famiglie, spesso segnate dal dramma della mancanza di lavoro, dalla mancanza di un alloggio o dalla separazione dei coniugi e che si ritrovano ridotte in povertà. Anche qui si pensi all’impegno delle mense che insistono sulla Città, portate avanti dalle comunità parrocchiali e dalle suore di Madre Teresa. Un’opera fatta “in silenzio” e per quasi tutti i giorni dell’anno. Ai tanti cittadini che ci chiedono costantemente cosa fare ribadiamo la possibilità di rivolgersi alle parrocchie presenti sul proprio territorio e di interagire con i sacerdoti e le caritas lì presenti. Si può fare molto di più!”. 

Secondo don Vito, però, è importante che le realtà attive nel mondo dell’assistenza agiscano secondo un programma che prevede la concertazione tra i vari attori. “Certo la povertà urbana presenta tratti difficili che hanno bisogno sempre più di risposte concrete contro la indigenza e il disagio sociale, incanalando la vitalità che la Città comunque possiede in percorsi possibili e condivisi di fuoriuscita dalla povertà. Oggi più che mai non servono battitori liberi né autoreferenziali”. Serve, dunque, “una risposta corale in cui Istituzioni, Welfare, organizzazioni del Terzo settore, volontariato laico e cattolico, associazioni e cittadini di buona volontà, guardando oltre il proprio naso, possano concertare risposte sempre più organiche  anche per quelle povertà che normalmente non rientrano nei servizi ordinari che pure questa Città dispone e può potenziare per il bene di tutti e di ciascuno”.

“Ci auguriamo che insieme e solo insieme, nel dialogo costruttivo, ciascuno per la propria parte, non resti indifferente e che dia cuore, mente e mani all’edificazione di una Città sempre più a misura d’uomo, mettendo al centro i soggetti più fragili” è l’auspicio del direttore della Caritas Diocesana.