Caso Devanna. Gli acquirenti privati mettono a disposizione i locali per creare un bookshop

di La Redazione
Cronaca, Cultura e Spettacoli
23 gennaio 2017

Caso Devanna. Gli acquirenti privati mettono a disposizione i locali per creare un bookshop

La soluzione proposta da Palazzo Gentile mette d'accordo tutti

La Galleria Devanna continuerà ad essere aperta ai visitatori e a rappresentare il bigliettino da visita del centro antico di Bitonto. La famiglia del collezionista d’arte e l’Amministrazione Comunale hanno sbrogliato i nodi legati alla vendita di due locali adiacenti al polo museale, stringendo accordi direttamente con gli acquirenti privati.

I nuovi locali, dopo essere stati rimessi a nuovo, verranno messi a disposizione dai titolari per attività coerenti con quelle della Galleria Nazionale. L’idea lanciata dal Municipio è quella di creare un bookshop dedicato all’arte e alle collezioni ospitate dal museo, che verrà gestito da un’associazione intitolata proprio a Girolamo e Rosaria Devanna. I proprietari dei locali, dunque, rinunceranno ad affittare gli immobili a imprenditori, bensì metteranno i beni a disposizione dell’ente che nascerà (e che dovrebbe raccogliere le forze più attive in campo culturale della città, nonché alcune personalità fidate di Mino Devanna) e che dovrà mantenersi in auto-sostenibilità, attraverso le vendite del bookshop. 

La soluzione scelta da Palazzo Gentile, che ha trovato d’accordo la famiglia Devanna (in un primo momento rimasta sconvolta dalla vicenda), è sembrata l’unica strada percorribile per salvare il polo. Per diverse ragioni: la notifica dell’avvenuta vendita (con conseguente richiesta di diritto di prelazione) è arrivata all’Ufficio Patrimonio del Comune, ma il funzionario, in accordo con il decreto legislativo 2014 che impone l’acquisto di immobili sono in caso di estrema necessità per l’ente, l’ha archiviata di diritto; il segretariato del Mibact ha smentito la presenza di fondi destinati all’acquisto dei locali; gli immobili non sarebbero sufficientemente grandi per l’attività espositiva. 

Si conclude così una vicenda iniziata la scorsa settimana con una infuocata conferenza stampa dei donatori della collezione e che ha messo in luce le negligenze (o disinteresse) degli enti preposti a seguire le vicende della Galleria Nazionale. Per dirne una: i locali acquistati nel 2014 dal Ministero per ampliare l’area espositiva non sarebbero stati ancora ristrutturati. Nel frattempo ottantaquattro opere, facente parte della donazione originaria di Devanna, sono ancora costrette in deposito.