Referendum. Bitonto sceglie di mandare a casa Renzi

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Referendum Costituzionale 2016
05 dicembre 2016

Referendum. Bitonto sceglie di mandare a casa Renzi

Il fronte del 'no' raggiunge il 69,94%. Per la prima volta dopo tre anni l'affluenza supera il 60%

Si sarebbe dovuto votare per la riforma della Costituzione, si è votato per far cadere il governo Renzi. Con un sonoro 69,94%, Bitonto segue il trend nazionale e consegna la vittoria al fronte del “No”, in una tornata elettorale che registra l’affluenza “record” (di questi tempi) del 62,89%.

In città ha vinto la fazione del Movimento Cinque Stelle, della sinistra radicale e di Forza Italia, per la seconda volta in pochi mesi (dopo il referendum delle trivelle) coalizzati - anche se non ufficialmente - contro l’esecutivo nazionale. 

Il “Sì”, sostenuto da un isolato Partito Democratico e da qualche battitore sparso dei movimenti civici cittadini (che hanno lasciato libertà di voto ai propri simpatizzanti), ha raccolto solo il 30,15% dei voti. 

 

A contribuire l’elevata affluenza: con percentuali che non si vedevano dalle politiche del 2013, Bitonto si attesta poco più in basso del dato nazionale (68,48%) e in media con quelli regionali (61,71&) e dell’area metropolitana di Bari (63,79%).

 

Il voto a Bitonto sezione per sezione

 

Si è trattato di un referendum straordinario, ed è impossibile fare un’analisi del voto comparata con le altre consultazioni. Certo è, però, che la forte personalizzazione della campagna voluta da Renzi, che nella notte ha annunciato che rassegnerà le dimissioni, ha sortito un effetto boomerang. E gli umori nelle 51 sezioni in cui si è votato ieri a Bitonto lo hanno confermato.

 

 

I due mesi di confronto faranno probabilmente scuola sul ruolo dei social network nella vita politica - considerato che la campagna nelle piazze a Bitonto è stata davvero ridotta all'osso. Complice l’”effetto Trump”, per la prima volta la campagna social è stata “drogata” da false informazioni e allarmismi. Da ultimo, la querelle sulle matite copiative (riprese anche da personaggi del mondo dello spettacolo, come Piero Pelù), che hanno reso l’elettorato insicuro e spinto molti cittadini (anche a Bitonto) a recarsi alle urne con le proprie penne (invalidando di fatto il voto). “Certo le notizie infondate circolate a dismisura, il livore se non il turpiloquio, la fomentazione della rabbia mi preoccupano - ha scritto su Facebook Marco Tribuzio, del “Comitato per il Sì” - È stata una corsa tesa più a bloccare qualcosa che finalizzata a proporre un'alternativa”.

 

 

Al netto del comportamento social, il risultato del referendum può dare indicazioni sulle prossime elezioni Amministrative? No, o, perlomeno, davvero poche. Si è detto del carattere eterogeneo dei due schieramenti e del silenzio delle civiche, che, unite al fattore prossimità tipico delle comunali, rendono difficile qualsiasi stima. Con le dovute astrazioni, però, si può concludere che il Partito Democratico conserva un bacino di voti importante (anche se in calo rispetto a diversi anni fa). Dall’altra parte un Movimento Cinque Stelle, che esce rafforzato dalle urne, ma che nel 2017 dovrà dimostrare di essere diventato adulto, superando lo scoglio delle elezioni locali. 

 

 

Grillini che assieme alla sinistra e alla destra hanno esultato in città quando a notte fonda Renzi ha pronunciato il commiato. Il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli è intervenuto questa mattina sui social per commentare il risultato: "Abbiamo dato un chiaro segnale a Renzi, la gente è intelligente e non si fa ingannare dai tranelli né comprare da regalie e prebende. Ha finalmente prevalso il voto libero dei cittadini".

 

 

“Il Presidente del Consiglio ha ringraziato chi si è speso per sostenere questa riforma. Io, nel mio piccolo, ringrazio lui per averci messo la faccia e per essersene assunto la responsabilità annunciando le sue dimissioni - ha commentato invece il segretario PD, Biagio Vaccaro - Nonostante tutto oggi l’Italia diventa un Paese un pò più normale”.  Per il presidente della Regione, Michele Emiliano "È la Costituzione che con i suoi contrappesi corregge l’arroganza di chi esercita il potere per se stesso e non nell’interesse di tutti. E dalla Costituzione definitivamente rafforzata dal plebiscito in suo favore di ieri che dobbiamo ricominciare".

 

 

"Alla fine non ha vinto nessuno. È stata una sconfitta di tutti. Ha perso la politica vera. Non si imiti Renzi che, con la sua ormai proverbiale spocchia ed arroganza, si dimette e rilancia la palla nel campo del 'no'. Non ha vinto nessuno di quelli che lui ha chiamato 'accozzaglia'. Hanno vinto quei circa 20 milioni di cittadini che hanno scelto liberamente il 'no' e che meritano rispetto qualunque sia stata la motivazione della loro scelta. Renzi deve imparare a rispettare i cittadini che non sono soldatini di piombo - ha dichiarato Raffaele Picciotti, referente cittadino del movimento che fa capo ad Antonio Nunziante - Ora ci sono le macerie di una campagna elettorale becera (mai ho visto niente di simile in mezzo secolo). Per costruire su queste macerie serve il contributo di tutti gli uomini di buona volontà che si trovano in entrambi gli schieramenti. Non si è giocata una partita di pallone. Sono in gioco le sorti del Paese".

Questa mattina, per la prima volta, il sindaco Michele Abbaticchio è intervenuto pubblicamente sulla questione referendaria, dopo che molti hanno letto nel suo silenzio la volontà di non inimicarsi alcuni movimenti in vista delle Amministrative. Il primo cittadino ha provato a spiegare proprio la linea adottata in queste settimane: “Valutare una riforma costituzionale attraverso un referendum significa chiedere al Paese una volontà che va aldilà dei colori politici. Significa entrare nell'anima della Storia di un popolo e, per questo motivo, sottrarla alle ragioni di servizio di un partito o movimento politico. Abbiamo provato a spiegare tutto in questo senso, trattandosi proprio di un referendum. Ma l'irresistibile desiderio di mettere una bandiera su qualsiasi espressione di voto porta ad una foto che gira su Facebook in cui Berlusconi e Salvini festeggiano con il Movimento 5 Stelle e la Sinistra. Sono certo che i nostri stessi alleati non vorrebbero ammirare questa immagine”.