L'onorevole Cariello replica all'ultimo Esperia di Sabino Paparella

di La Redazione
Politica
10 dicembre 2016

L'onorevole Cariello replica all'ultimo Esperia di Sabino Paparella

Per il Cinque Stelle 'si traggono conclusione prive di fondamento'

L’onorevole del Movimento Cinque Stelle Francesco Cariello ha replicato con una nota all’ultimo Esperia di Sabino Paparella, intitolato “aNOnymous. Il Grillo che canta vittoria”. Il pentastellato non ha condiviso l’analisi del voto fatta dal giornalista di BitontoTV all’indomani del referendum dello scorso 4 dicembre, incentrata sul contributo dato alla campagna referendaria dai Cinque Stelle. Di seguito la replica integrale inoltrata alla testata dal deputato.

 

“L’articolo di Sabino Paparella, “aNOnymous. Il Grillo che canta vittoria” pubblicato sul sito di BitontoTV.it  il 6 dicembre, rappresenta un esempio preoccupante di disinformazione. Nell’articolo si parla di cose che non si conoscono e si traggono conclusioni - prive di fondamento – in base ad una lettura inadeguata (e contraddittoria) del voto referendario a Bitonto.

L’articolo parte con l’intenzione di dimostrare che questo voto sulla riforma costituzionale solo apparentemente è stato un esercizio di democrazia diretta (tesi più o meno opinabile) ma poi scade in attacchi gratuiti contro il sottoscritto e gli attivisti del M5s. 

Nell’ordine:

1) "A Bitonto i grillini capitalizzano più di tutti la vittoria del No pur essendo stati meno di tutti fra-la-gente”. Falso: per tre mesi il M5s, in tutti i week-end, ha allestito dei gazebo in piazza e ha organizzato diversi dibattiti per chi avesse voluto approfondire il merito del quesito referendario.

2) “I grillini non hanno un vero radicamento nel territorio: non hanno una sede fisica riconosciuta come punto di riferimento, con persone in carne ed ossa, dove quotidianamente ci si incontra per discutere e confrontarsi con i cittadini”. Falso: come facilmente verificabile, nella sede di via Perrese, oltre alle iniziative legate alla vita del Movimento, periodicamente si organizzano eventi aperti al pubblico su temi di grande interesse (fra i più recenti quello sulle best practice degli altri comuni nella gestione amministrativa e quello sulle potenzialità dell’open source per la Pubblica Amministrazione. L’elenco è lungo e basta informarsi). Per inciso, l’esistenza della sede è ben nota agli esponenti politici degli altri partiti citati nell’articolo come anche alla redazione di BitontoTv.it. 

3) “I grillini hanno identificato con 63 clic un deputato della Repubblica”. L’autore dimentica che i parlamentari (tutti) di questa legislatura sono stati eletti con la legge Calderoli in cui i nomi dei candidati erano inseriti in un listino bloccato. Pertanto i militanti del M5s, seppur con pochi “clic”, hanno potuto scegliere il proprio candidato mentre gli elettori degli altri partiti non hanno potuto fare nemmeno quello (tranne il Pd che organizzò delle primarie fra i candidati ma non senza polemiche). 

4) Surreale la tesi secondo cui “il bitontino medio” è “stato spinto a votare No perché ha ascoltato e letto Grillo, non certo Giuseppe Cannito o Francesco Cariello” mentre chi ha votato Sì “è stato spinto per aver ascoltato un comizio organizzato da Marco Tribuzio (e indirettamente per la fiducia personale nei confronti  dei democratici bitontini)”. E Matteo Renzi dove lo mettiamo? Ruota di scorta di Marco Tribuzio? E inoltre, di grazia, quale sarebbe il prototipo del “bitontino medio”?   

È necessario che giudizi su una materia cosi delicata, come l’analisi del voto di una comunità, muovano sempre da un esame obiettivo, completo e documentato della realtà, ciò che in questa circostanza non è avvenuto".