Grande successo per la tre giorni 'Nonsoloassolo' di Marco Grossi a Bitonto

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli, Video
20 dicembre 2016

Aspiranti attori del territorio in scena con gli insegnamenti del regista romano

Cos’è una prova d’attore? A spiegarlo al pubblico bitontino è stata la tre giorni, “Nonsoloassolo”, organizzata e diretta dal regista romano Marco Grossi, dal 17 al 19 dicembre presso la sede di ACU – Associazione Compagnia Urbana, in via Cesare Cantù. Una sala teatro dove a regnare sono un piccolo palcoscenico e luci teatrali incorniciati da tende nere il cui scopo è quello di aiutare giovani aspiranti attori a familiarizzare con gli elementi principali di un teatro e portandoli non solo in scena ma anche fra le quinte. È qui che il regista ha deciso, circa due mesi fa, di avviare dei laboratori accademici di recitazione e dizione con lo scopo di valorizzare talenti pugliesi trasmettendo loro gli insegnamenti appresi durante una decennale esperienza nella nota compagnia Mauri-Sturno.

Il teatro come palestra per l’attore cinematografico, il principio alla base dei corsi condotti da Marco Grossi con l’intento di dimostrare come esercitarsi su un palcoscenico dinnanzi ad una platea è un elemento imprescindibile per chi ambisce a recitare davanti ad una macchina da presa. Frutto dei primi mesi di insegnamento, le tre serate hanno visto protagonisti gli allievi di Grossi esibitisi, dunque, per la prima volta difronte ad un pubblico. Così, la Prova d’Attore è giunta a Bitonto il 17 dicembre aprendo una tre giorni all’insegna della pura recitazione cha ha accompagnato il pubblico in un viaggio fra i testi teatrali più amati. Non spettacoli ma momenti in cui a salire su un palcoscenico nudo, volutamente privo di scenografia, sono stati aspiranti attori professionisti esibitisi non solo in monologhi, ma anche in brevi scene con più personaggi, tratti dalle opere dei più celebri drammaturghi.

Ed ecco che Euripide, Shakespeare, Molière sono approdati a Bitonto attraverso le performance dei corsisti per i quali il testo teatrale era l’unico strumento per dimostrare il proprio talento. Un abbigliamento neutro, costituito da pantaloni e camicia nera, caratterizzava ognuno di loro. Infatti, gli aspiranti attori, come in un vero casting, non indossavano costumi teatrali ma dovevano catturare il pubblico soltanto con la propria voce e gestualità catapultando gli spettatori in una scena del “Don Giovanni” o dell’ ”Amleto”. Dopo le prime due serate, intitolate rispettivamente “Futurattori”, dedicata ai giovanissimi, e “Nonsoloassolo-Prova d’attore professionista”, che ha visto adulti in palcoscenico, la tre giorni si è conclusa, lunedì 19 dicembre, con l’evento “Dizioneazione”. Una vera prova tecnica di dizione che ha coinvolto ragazzi appartenenti ad altri settori professionali ma interessati ad affacciarsi a tale disciplina, utile non solo ad attori ma a quanti svolgono un mestiere che li pone costantemente difronte ad una platea a cui rivolgersi. Una vera e propria dimostrazione di come le tecniche attoriali divengono strumento di comunicazione del quotidiano tra letture che spaziano dall’Inferno dantesco ai testi degli Articolo 31.

La prova d’attore è un procedimento che serve a mettere in evidenza le capacità primarie dell’allievo e la preparazione a confrontarsi con il pubblico”, spiega Marco Grossi, “il progetto formativo prevede anche lo studio sull’attenzione e la cura dei messaggi, in veste di testi, da inviare agli spettatori, sovrani osservatori, della messa in scena. Pertanto questa prova d’attore avrà il compito, oltre la performance personale, di creare empatia con gli spettatori”.