Dalla Regione arriva un'opportunità per recuperare le cave dismesse

di La Redazione
Cronaca
15 dicembre 2016

Dalla Regione arriva un'opportunità per recuperare le cave dismesse

Saranno utili per il riuso delle acque reflue. In Puglia 2579 siti abbandonati

Nelle scorse settimane è stato pubblicato un avviso pubblico per la selezione di Comuni interessati al recupero delle cave dismesse, che spesso diventano discariche a cielo aperto. Il provvedimento segue l’emendamento presentato, durante i lavori per l’assestamento di bilancio regionale di Novembre, dal consigliere regionale Cinque Stelle Cristian Casili. 

Nel dettaglio da via Capruzzi è stata stanziata una posta finanziaria finalizzata alle spese di studio e progettazione  per la realizzazione di programmi di intervento che consentirebbero il recupero di cave dismesse per l’utilizzazione delle stesse ai fini del riuso delle acque reflue depurate trasformando le stesse in veri e propri biolaghi. 

La questione cave, nel territorio pugliese, è drammatica. Solo per citare qualche numero, il Rapporto Cave 2014 spiega come la Puglia sia la seconda regione in Italia per numero di impianti di estrazione, attivi ed esauriti. Sul territorio sono presenti 415 cave attive e 2.579 dismesse. Un dato che si lega fortemente al circuito delle Ecomafie. Amianto, materiali di risulta, RSU sono solo alcuni dei rifiuti che vengono riversati anche nelle cave bitontine, su tutte quelle che costeggiano via Appia, a ridosso del territorio di Terlizzi. La situazione, per di più, è aggravata da messe in sicurezza frettolose, che permettono il passaggio e l'accesso a mezzi pesanti, e una normativa locale lacunosa. 

Proprio una delle cave presenti sul territorio di Bitonto è stata al centro di una lunga querelle amministrativa legata ad un progetto di discarica, al momento naufragato dopo una recente sentenza del TAR. Il Comune di Bitonto, dal canto suo, a marzo scorso ha dato il via libera alle modifiche dell'articolo 22 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Regolatore, che consentivano la realizzazione di discariche proprio in cave dismesse, recependo la proposta dell’associazione Colibrì che aveva raccolto oltre ottocento firme tra i cittadini. 

“Trasformare queste aree degradate in biolaghi - ha spiegato Casili - permetterà ai Comuni di recuperare grandi quantità di acqua  che oggi spesso finiscono a mare sprecando una risorsa che può essere reimpiegata in agricoltura, nel verde pubblico e residenziale e in attività artigianali. Sappiamo quanto sia problematica la gestione dei reflui urbani e l’inquinamento che gli stessi generano a causa di inefficienti sistemi di depurazione e affinamento, ragion per cui ho sempre creduto nella possibilità di un utilizzo alternativo delle cave. Questa progettualità ci darà la possibilità di ristabilire un equilibrio ecosistemico e contrastare la semplificazione della nostra biodiversità a causa dell’impatto antropico delle attività industriali ed agricole che hanno in questi anni depauperato la Puglia un tempo ricca di aree umide e di specie vegetali ed animali.”

Il prossimo passo della Regione sarà procedere a selezionare uno o più soggetti interessati a proporre lo studio e la progettazione di un programma territoriale di intervento e di specifiche iniziative pilota di recupero di una o più cave.