Vecchioni sul palco del Teatro Traetta

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
12 novembre 2016

Il cantautore ha presentato il suo nuovo libro conversando con Cosimo Damiano Damato

Il professore Roberto Vecchioni ha inaugurato la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Traetta con la presentazione del suo nuovo libro "La vita che si ama". Un lavoro sulla felicità e sul tempo, che secondo il cantautore sono in stretta correlazione. "Il tempo orizzontale ci inganna, perché i ricordi che se ne vanno ci fanno soffrire e il futuro ci fa paura. Il tempo verticale ci salva, presente passato e futuro sono incolonnati. Alla mia ultima partecipazione straordinaria Sanremo ho sognato per i 90 giorni precedenti la mia vittoria, ad un certo punto anche il destino si è stancato ed è successo davvero. Il futuro è immaginazione per me" ha affermato sorridendo, ricordando la vittoria ottenuta a Sanremo nel 2011 con Chiamami ancora amore.

"La letteratura è parola, la parola bella può essere letteratura, anche in musica. In quest'ottica le canzoni di Dylan, per esempio, sono una testimonianza meravigliosa di poesia novecentesca" ha dichiarato durante il dialogo con il regista Cosimo Damiano Damato. Quest'ultimo, oltre ad aver lanciato un parallelismo con Leonard Cohen, ha anche ricordato la candidatura al premio Nobel del cantante. Vecchioni con ironia ha aggiunto che se succedesse davvero andrebbe a Stroccolma anche a piedi. La sua ultima fatica letteraria è un concentrato di purezza, un agglomerato di avvenimenti realmente successi: 12 storie di felicità. "La felicità non arriva, è l' inquietudine stessa, la sua attesa. La felicità non è un mare calmo, è un vento contrario. Nel mio modo di pensare esiste una sola equazione felicità= vita. Noi siamo sempre dentro la felicità, la felicità è vivere, combattere, non essere mai contenti. Chi è apatico, ci soffre di atarassia non è felice. Io la felicità la voglio addosso come una febbre. Questo ho tentato di scrivere nel libro".

La conversazione è stata alternata con alcuni - forse pochi - dei suoi brani più famosi nella soluzione acustica con l'accompagnamento della chitarra. Le sue interpretazioni hanno avuto uno straordinario carico di pathos, che ha commosso i presenti. All'apice della serata l'esecuzione di Sogna, ragazzo sogna. Un messaggio di speranza ai giovani studenti che seguiva, poco prima di andare in pensione. Vecchioni infatti ha insegnato nel licei latino e greco per ben 46 anni, ora invece tiene dei corsi presso le università italiane.