Mattarella nomina cavaliere della Repubblica Yvan Sagnet

di La Redazione
Cronaca
15 novembre 2016
Photo Credits: PeaceLink

Mattarella nomina cavaliere della Repubblica Yvan Sagnet

Il giovane camerunense è stato protagonista della lotta al caporalato agricolo

Lo scorso 12 Novembre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Cavaliere dell’Ordine della Repubblica italiana Yvan Sagnet, il ragazzo camerunese da anni impegnato nella lotta contro il caporalato e lo sfruttamento agricolo. 

Il Capo dello Stato ha conferito quaranta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a donne e uomini che si sono distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nell'integrazione, nel soccorso, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Sagnet è stato insignito “per il suo contributo all’emersione e al contrasto dello sfruttamento dei braccianti agricoli”.

La storia del 31enne camerunense, raccontata nel libro “Ama il tuo sogno” (seguito dal reportage scritto a quattro mani con Leonardo Palmisano, "Ghetto Italia"), è di quelle da film: nel 2007 giunge in Italia, con un permesso di soggiorno per studio e si iscrive all'università di Torino perché vuole diventare ingegnere. Ma quando terminano i soldi della borsa di studio, Yvan decide di trasferirsi nelle campagne salentine, a Nardò. Qui conosce i caporali e si fa promotore di una sollevazione collettiva contro gli stessi diventando il leader del primo sciopero dei braccianti stranieri nelle campagne di Nardò in Puglia nell’agosto 2011. A seguito dell’azione di Sagnet, la magistratura fa arrestare 16 persone appartenenti a un'organizzazione criminale attiva tra Rosarno, Nardò e altre città della Puglia. Il suo contributo è stato fondamentale al disvelamento delle condizioni di grave sfruttamento dei lavoratori.

“Sono molto onorato. Ringrazio il presidente per questo importante riconoscimento” ha commentato Sagnet sui social network. Secondo il rapporto “Agromafie e caporalato" diramato in primavera dall'osservatorio "Placido Rizzotto" della Flai Cgil negli ottanta distretti agricoli sparsi in tutta Italia il caporalato agricolo genera un volume di traffico stimato tra i 14 e i 17 milioni di euro all'anno. Nei mesi scorsi BitontoTV ha pubblicato un lungo reportage-inchiesta sulla situazione in Puglia, entrando direttamente nei ghetti di Rignano Garganico e Nardò.

Ad Ottobre la Camera dei Deputati ha approvato la prima legge che punisce i caporali. Il testo prevede fino a sei anni di carcere per chi è giudicato colpevole del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.