Il referendum che non c'è

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Referendum Costituzionale 2016
14 novembre 2016

Il referendum che non c'è

Le posizioni di partiti e movimenti in vista della consultazioni

A guardare gli spazi per la propaganda elettorale, allestiti nelle piazze cittadine ormai da diverso tempo, sorge spontanea una domanda: a qualcuno interessa davvero la campagna per il referendum costituzionale? L’assenza quasi totale di manifesti e comunicazioni politiche è sintomatica dell’approccio scelto dai partiti e dai movimenti civici. 

Quasi tutti gli schieramenti hanno preferito seguire un profilo basso. Le cause, ovviamente, sono da ricercare nella quasi imminente consultazione per le comunali: si risparmiano energie e fondi, ma soprattutto tempo, da destinare ai tavoli di concertazione delle liste e delle nascenti coalizioni. Se si aggiunge il fatto che, a differenza del referendum dello scorso Aprile incentrato sulla tematica dell’ambiente - decisamente più di impatto (qualcuno direbbe “di cuore” o “di pancia”, considerato che ad essere interessati dalle trivellazioni erano anche i “nostri” mari) -, la consultazione questa volta è decisamente più “tecnica”, si comprende bene come gli sforzi siano blandi.

Niente a che vedere con le storiche battaglie per il “bene comune” del 2011, dunque. Ma le analogie con il referendum sulle trivelle sono almeno due. L’appuntamento elettorale, volutamente caricato di una valenza “personale” dal premier Matteo Renzi, è stato ridotto ad un voto sull’operato (meglio, sulla persona del Presidente del Consiglio) del governo. Di qui il carattere eterogeneo della compagine per il “no”, che a Bitonto (come in tutta Italia) riunisce la sinistra più radicale, Rifondazione in testa, e Forza Italia, passando per il Movimento Cinque Stelle. Come ad Aprile, l’obiettivo (?) dei sostenitori del “no” è portare alle urne quanti più elettori possibile. Per le trivelle serviva raggiungere il quorum, a Dicembre (quando non ci sarà alcuna soglia per stabilire la validità del referendum, ndr) il numero dei votanti potrebbe incidere positivamente sui contrari alla riforma. Peccato però che le iniziative politiche in città siano veramente poche e spesso relegate ai piccoli circoli (solo qualche giorno fa Forza Italia ha allestito il Comitato per il “No) o a qualche post sui social network.

Il fronte per il “Sì”, decisamente più attivo, trova la sua sintesi ufficiosa nella sezione locale del Partito Democratico. Già, ufficiosa, perchè il partito non ha espresso pubblicamente la propria linea. Nonostante alla Pescara siano state pubblicizzate tutte le iniziative del “Comitato per il Sì” (coordinato da Marco Tribuzio) e il segretario Biagio Vaccaro sia molto impegnato nelle iniziative pubbliche a sostegno della riforma. Ad incidere, probabilmente, le posizioni diverse all’interno del partito, come quella di Franco Natilla, protagonista indiscusso della vita comunale dei democratici, che si è dichiarato a favore del “no”. Alla pari di Sinistra Italiana, che, secondo i bene informati, alle prossime comunali molto probabilmente sarà vicina alla coalizione capeggiata dal PD.

Più scivoloso è il terreno delle civiche e dei movimenti che sostengono Michele Abbaticchio. Dalla coalizione, per loro stessa recente ammissione, non è arrivata una indicazione univoca. O, meglio, alcuna indicazione. Non si conoscono le intenzioni di voto dei movimenti. E lo stesso primo cittadino, inconsapevole sintesi anche su questo tema, è rimasto in silenzio. Forse per scampare al fuoco incrociato dei sostenitori del “no” (come Rifondazione) e del Partito Democratico provinciale e regionale. L’unica lista intervenuta nel dibattito è Città Democratica che ha promosso alcuni incontri di approfondimento sulla riforma costituzionale e che, secondo alcuni, potrebbe ufficializzare presto una posizione. 

Poca, troppo poca discussione politica, insomma, che probabilmente sarà seguita da una scarsa affluenza alle urne. In attesa del prossimo Aprile, quando gli spazi per l’affissione torneranno a ospitare un mare di volti e sigle.