Il prezzo della gratuità

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
In evidenza, Esperia
21 novembre 2016

Il prezzo della gratuità

Alcune riflessioni sulle nomine di Lisa Nuzzo e Ventola

“Casa e bottega” titolammo qualche mese fa, a proposito di alcune furbe iniziative pubblicitarie dell’assessore Fioriello. Potrebbe essere invece “seggio e bottega” l’espressione più idonea per inquadrare le prime mosse della new entry di Palazzo Gentile, la dottoressa Lisa Nuzzo, insediatasi negli stessi giorni in cui l’Idv Ventola riceveva il seggio di spettanza comunale nel CdA dell’ASP “Maria Cristina di Savoia”.

La signora, che a titolo gratuito nei giorni scorsi ha ricevuto dal Sindaco una delega limitata ad alcuni specifici servizi del settore sociale – ma che talune fonti di stampa nelle scorse settimane hanno definito “la sostituta dell’assessore Scauro”, senza che peraltro alcuna smentita ufficiale sia mai arrivata da parte del Primo Cittadino – nelle scorse ore si è resa protagonista di una interessante iniziativa di promozione politica. Sulla pagina facebook di “Bitonto Solidale” (la formazione civica nata per scissione da Il Laboratorio, che ha come punto di riferimento l’assessore Incantalupo), di cui è coordinatrice cittadina (dopo esserlo stata della Lista Schittulli), la Nuzzo ha pubblicato un post per esprimere gratitudine per il doppio incarico politico e amministrativo, invitando i cittadini ad utilizzare la stessa pagina come strumento di interfaccia istituzionale per presentare richieste e sollecitare questioni.

Lasciamo per un momento da parte la questione – già vituperata a partire dallo sdoganamento di Michele Abbaticchio, e su cui si giocherà una parte essenziale della prossima campagna elettorale – della mutazione genetica dei social network in front office comunale. Sorvoliamo per un momento, cioè, sul fatto che una pagina pubblica fino a qualche mese fa intitolata al Movimento Schittulli e dedicata ad informazioni “di servizio” –dalle sanzioni penali  previste per gli schiamazzi notturni e le innaffiature delle fioriere sui balconi, giù fino alla pubblicità per inaugurazioni di palestre – diventi d’un colpo, oltre che vetrina di un movimento politico, anche luogo di “questua” istituzionale.

A lasciare interdetti, prima di ciò, è la sovrapposizione di interesse politico – e inevitabilmente elettorale, data la recente “discesa in campo” di Bitonto Solidale – e incarico amministrativo; la disinvoltura con cui si possa marchiare con un logo elettorale il servizio pubblico.

Aspetta un attimo – si risponde – lo fa gratis. 

Gratis: il mantra del grillorenzismo, la parola d’ordine nel mito del taglio ai costi della politica; l’intuizione di quel sentimento pop che Abbaticchio, dal canto suo, non ha mai avuto bisogno di farsi spiegare da un giglio magico o da un comico capopopolo, disponendo da solo dell’intelligenza per saper sostituire al denaro un’arma di seduzione molto più potente nei confronti dei suoi accoliti: l’ambizione.

La non onerosità suona ormai come un’assoluzione totale agli occhi degli elettori. D’altronde, a caval donato non si guarda in bocca. Ma è proprio così? Il via libera alla capitalizzazione elettorale di non meglio precisati incarichi amministrativi – assegnati “intuitu coalitionis”, perché tanto è gratis – è un prezzo accettabile per la gratuità di un ufficio? La rinuncia al compenso è un motivo valido per assegnare un nulla osta, una carta di franchigia per qualsiasi iniziativa elettorale si voglia condurre sul corpo dell’amministrazione della cosa pubblica? Peggio: a voler pensar male, è accettabile che incarichi gratuiti di non meglio specificata necessità siano distribuiti come strumento di capitalizzazione del consenso a sei mesi dalle elezioni?

Sono domande a cui è sempre meno scontato rispondere, in tempi di non più strisciante populismo. We’ll make Bitonto great again.