'Ho studiato da avvocato. Adesso sono una imprenditrice agricola'

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Mismatching
29 novembre 2016

'Ho studiato da avvocato. Adesso sono una imprenditrice agricola'

La storia di Francesca Abbatantuono: 'Sogno di rilanciare una agricoltura sostenibile'

Mismatching è l’indagine di BitontoTV su formazione e mercato del lavoro. Sempre più giovani si realizzano in ambiti lavorativi estranei al percorso di studi affrontato negli istituti superiori e alle università. La testata ha raccolto le storie di alcuni giovani della città che hanno deciso di realizzarsi scegliendo una strada diversa da quella intrapresa sui banchi di scuola.

 

Nei primi mesi del 2016 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia segnava il 37,9%. A luglio, il dato è salito al 39%, portando l’Italia al terzo posto tra i paesi europei che faticano sul mercato del lavoro dei giovani tra i 15 e i 24 anni. 

Spesso, le nuove leve che si apprestano a cercare un’occupazione congrua al proprio futuro e alle proprie aspirazioni, non ottengono l’impiego che ambiscono e sono costrette – se possiedono le perizie adatte – a cercare fortuna in altri ambiti e a dotarsi di altre conoscenze lavorative pur di trovare un incarico che non li porti lontano dalla propria terra natale. 

Avere conoscenze in più settori lavorativi e non imperniarsi in un unico ambiente diventa sempre più indispensabile per riuscire a trovare un impiego adatto; la scelta di modificare il proprio ramo lavorativo, però, non è sempre facile, perché spesso comporta un impegno maggiore e non sempre garantisce un lieto risultato. 

Tuttavia, la caparbietà e la voglia di mettere in gioco tutte le proprie competenze e abilità, a volte, premia: a raccontarlo è Francesca Abbatantuono, bitontina di 24 anni, che pur avendo intrapreso, dopo il conseguimento del diploma di Liceo Classico, gli studi di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari, ha deciso di cambiare totalmente settore fondando nella nostra città, con l’ausilio della propria famiglia, una giovane azienda agricola che porta il suo cognome: Abbagrì. La start up, nata lo scorso anno, ha permesso alla giovane concittadina, con l’aiuto delle proprie capacità creative e alla propria abilità in materia accumulata nel tempo – seguendo corsi di primo insediamento e conseguendo certificazioni, ndr – di allestire da zero un proprio impiego lavorativo originale e produttivo. 

 

Cosa ti ha spinto ad intraprendere i tuoi studi di Giurisprudenza? 

A 19 anni si è abbastanza volubili e spesso non si hanno le idee chiare. Facendo un calcolo di opportunità e avendo mamma avvocato, ho operato questa scelta di intraprendere studi giuridici.

 

Perché hai deciso di cambiare completamente ambito avviandoti in un percorso lavorativo nel campo dell’agricoltura?

Col trascorrere del tempo ho compreso che quello intrapreso non era un percorso a me confacente, che avrei voluto fare "per la vita". Quindi, iniziando da zero e con le risorse disponibili (terreni e un piccolo capitale di investimento), ho costituito un' azienda agricola, dandole per nome il mio cognome: Abbagrì. Sono stata coadiuvata e sostenuta dalla mia famiglia in questo progetto ambizioso. Sono fortunata. Ho seguito i corsi di primo insediamento e conseguito certificazioni. Però bisogna essere professionali e, quindi, competenti. Le nozioni base non sono sufficienti, bisogna specializzarsi. Ho seguito uno short master inerente alle strategie produttive e di marketing per la valorizzazione dell'Olio Extra Vergine ad elevato valore salutistico. Ho anche partecipato alla fiera nazionale dell'olio extra vergine di oliva a Trieste. Adesso, sto seguendo un corso per assaggiatori di olio di secondo livello. È un mondo affascinante e non si smette mai di imparare, perché l'olio prima di essere un alimento è cultura. Il punto non è produrre olio ma capire quale olio si vuole produrre. Infatti, non tutti gli extra vergine sono uguali come non tutti gli olii vantano di pregi salutistici. 

 

Che cosa ne pensi dell’alto tasso di disoccupazione giovanile in Italia e della poche possibilità lavorative che spesso spingono ad orientare la propria carriera lavorativa in fronti diversi da quelli che ci si è prefissati? 

La disoccupazione giovanile è un dato di fatto. La situazione non è rosea, ma mi chiedo quanti giovani sono disposti a fare la gavetta e a restare qui ed accontentarsi anche di lavoretti poco gratificanti prima di realizzarsi in qualcosa che li soddisfi? Si preferisce andare altrove dove ci sono più opportunità piuttosto che cambiare l' andamento delle cose e magari crearsele qui le possibilità. Poi ognuno ha la sua storia e le sue ragioni, ma se si ama la propria terra bisogna restare qui e fare rete, cambiare le cose. Provarci almeno. In questo senso vorrei ringraziare l'assessore all'Agricoltura Domenico Incantalupo e il sindaco Michele Abbaticchio perché hanno fatto e stanno facendo un lavoro eccezionale

 

Cosa ti piace maggiormente del tuo lavoro e che obiettivi hai per il futuro?

Del mio lavoro adoro l'interazione con la gente, gli eventi a cui partecipo o di cui mi faccio promotrice. Mi piace imparare, fare corsi e avere confronti. È interessante la contrapposizione tra la mentalità del vecchio contadino e quella dell' imprenditore sostenibile, che pur si avvale della manodopera di agricoltori. Cambiano gli scenari storici, economici, climatici, le tecnologie, le competenze nonché i metodi di lavorazione. Poi c'è anche il lato più pratico, il periodo della raccolta: che si tratti di olive, di ciliegie o di mandorle.

Per il futuro mi sono prefissata due obiettivi: rilanciare un'agricoltura sostenibile e lavorare su un prodotto di qualità.