Francesca, dagli studi di cinema a The Young Pope

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli
11 novembre 2016
Photo Credits: SkyAtlantic

Francesca, dagli studi di cinema a The Young Pope

La giovane ha lavorato sul set della serie di Sorrentino con Jude Law

Francesca D’Ingillo ha 22 anni, vive a Roma e studia all’università di cinema D.A.M.S. di Roma Tre. Ha incominciato a studiare cinema all'età di 14 anni, all'istituto professionale di cinema Roberto Rossellini e egli ultimi due anni si è specializzata in produzione. Il suo talento cinematografico l’ha portata a lavorare sul set di The Young Pope, la serie tv scritta e diretta da Paolo Sorrentino, trasmessa su Sky Atlantic dallo scorso 21 ottobre e che vede come protagonista Jude Law nei panni di Papa Pio XIII. La serie televisiva è costata più di 40 milioni di euro ed è stata definita da Domenico Naso, giornalista de Il Fatto Quotidiano, una rivoluzione copernicana, “un prodotto così coraggioso, inusuale, ben scritto e magistralmente interpretato, è merce rarissima anche oltreoceano”. Un incredibile esperienza, fiore all’occhiello per il curriculum di Francesca, che si è raccontata in questa intervista.

 

Studi in una delle più prestigiose università italiane nel campo cinematografico. Come ti senti?

Sono contenta di aver intrapreso questo percorso anche se il mio lavoro è tecnico più che teorico, quindi non tralascio l'idea di provare ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia una volta finita l'università.

C’è un regista che ti piace particolarmente?

Non ho dei registi preferiti in particolare e nemmeno dei film, amo molte cose e faccio spesso fatica a rispondere a questa domanda. Sicuramente porto nel cuore David Lynch e Martin Scorsese con cui ho iniziato il mio approccio al mondo del cinema.

Cortometraggi, lungometraggi o serie tv?

Sicuramente tutt’e tre. Una cosa mi piace quando mi trasmette qualcosa, e devo dire di aver provato forti emozioni guardando sia cortometraggi che lungometraggi e serie tv.

La scena di un film che più ti ha emozionato?

Di solito le scene, ma anche i film, che mi rimangono più impressi ,sono quelli che mi fanno piangere. Non necessariamente perché si tratta di qualcosa di triste, anzi, a me piace definirlo forte. Sicuramente una delle scene più belle - per me e per il cinema in generale - è la scena della fontana di Trevi nella Dolce Vita di Federico Fellini, una bellissima scena che è entrata nel cuore di tutti, in particolar modo in quello degli italiani. Un’ altra scena in cui mi sono emozionata tantissimo è la scena finale di Mommy di Xavier Dolan, che ovviamente non spoilererò ,anzi che vi consiglio vivamente di guardare. Probabilmente però tutto il film per me è stata un'emozione e un brivido continuo. Ovviamente sono talmente tante le scene che mi hanno colpito che ora nemmeno mi vengono in mente, certo posso assicurare che amo così tanto il cinema che mi emoziono spesso.

Quando hai iniziato a fare esperienza nel campo cinematografico?

I miei primi lavoretti cinematografici sono iniziati quando avevo di 17 anni. Piccole cose e stage al Festival del Cinema di Roma tramite la mia scuola. Ho lavorato per cortometraggi e videoclip, quasi sempre come segretaria di produzione, ma ci sono stati lavori anche come assistente alla regia e segretaria di edizione. Poi nel 2015 il mio lavoro più importante: la serie tv The young Pope diretta da Paolo Sorrentino. Successivamente invece ho lavorato per lo spot dell'Amaro Lucano, con la regia di Milena Canonero - la costumista che vinse l'oscar qualche anno fa con il film Grand Budapest Hotel, e collaboratrice di Kubrick in molti dei suoi film.

Hai lavorato per la produzione di The Young Pope, una serie che sta facendo molto parlare. Che esperienza è stata?

Si come ho detto poco fa la serie "The Young Pope" è stata il mio lavoro più importante, e sicuramente in Italia, adesso era il massimo a cui potessi aspirare. Sono stata una stagista nel reparto di produzione, esperienza incredibile sia dal lato artistico sia da quello personale. Ho imparato molte cose nuove e non immaginavo che avrebbe spopolato così tanto. Nonostante le soddisfazioni che può darti un lavoro del genere è stata un'esperienza anche faticosa, a partire dagli orari stravaganti per le scene notturne fino alle richieste bizzarre da parte della produzione - come per esempio bloccare una strada di Roma come Via della Conciliazione. Ad alleggerire questi momenti un po’ più duri, è stato sicuramente il rapporto con il resto della troupe. In fondo quando fai questo tipo di lavoro il set diventa una seconda famiglia perché passi anche 12 ore al giorno sul posto di lavoro. Professionalità e qualità erano le parole chiave. A mio parere Sorrentino rimane uno dei migliori registi in circolazione e questo durante le riprese si notava. Anche il cast spiccava per la qualità. Attori così capaci e soprattutto umili e pazienti come Jude Law non si trovano spesso.

La laurea è vicina. Cosa ti aspetti dopo?

Vorrei sicuramente continuare questo lavoro. Ho capito che volevo fare cinema all'età di 14 anni e non abbandonerò per pigrizia o per varie difficoltà questa mia strada. Da una parte mi sento anche privilegiata perché vedo ragazzi della mia età ma anche più grandi che non hanno ancora capito cosa vorranno fare nella vita. Io forse ho avuto "la chiamata" prima degli altri. Tra un anno al massimo dovrei laurearmi e quello che mi aspetto dopo e sicuramente lavorare più frequentemente. Non abbandono nemmeno l'idea di provare ad entrare al Centro sperimentale di Cinematografia" qui a Roma. Nonostante veda la mia vita proiettata nel mondo della produzione cinematografica, sto preparando anche dei miei progetti personali, in modo da non limitarmi solo all’ambito della produzione e avere uno sguardo più ampio su i vari reparti del cinema.