DDA: Bitonto territorio dei Conte, Cassano e Cipriano

Savino Carbone
di Savino Carbone
Cronaca
08 novembre 2016

DDA: Bitonto territorio dei Conte, Cassano e Cipriano

L'ultima relazione avverte: 'Allarme nel tessuto socio economico'

Nulla è cambiato. L’ultima relazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari sulle attività criminali in provincia (relativa all’anno appena trascorso) disegna un quadro della situazione di Bitonto sostanzialmente identico a quello tracciato negli ultimi due documenti semestrali diffusi dalla sezione Investigativa nazionale.

Secondo la relazione la città sarebbe contesa dai clan “Cassano”, operante su tutto il territorio bitontino, “Cipriano”, le cui attività si concentrano nel centro storico della città, e “Conte”, particolarmente attivo nella zona “167” e nelle periferie del nucleo urbano. 

I sodalizi sarebbero quasi esclusivamente dediti alle attività di traffico e spaccio di stupefacenti. Ma, si legge nella relazione, “la gestione della piazza ed il tentativo da parte dei gruppi criminali di attestarsi sul territorio bitontino si manifesta attraverso la recrudescenza di reati particolarmente gravi, spesso commessi con l’uso delle armi, che determinano particolare allarme nel tessuto socio economico di quel territorio”.

Tra gli episodi citati dalla Direzione Distrettuale di Bari ci sono i “tentati omicidi verificatisi il 15 ed il 18 ottobre 2015: nel primo episodio, è stato attinto da colpi d’arma da fuoco Antuofermo Giuseppe, 24enne, mentre, nel secondo episodio, sono rimasti feriti Tarullo Vito, 47enne, e Vitariello Arcangelo, 19enne, entrambi pregiudicati del luogo”.

Tensioni dovute, appunto, alla presenza di tre grandi clan che si contendono un territorio relativamente piccolo. Per questo la stabilità della geografia criminale (che perdura da più di un anno) è da considerarsi molto precaria. Basti pensare all’estate di fuoco del 2015, che segnò il punto di non ritorno per la scissione tra i gruppi Conte e Cassano, e alla crescita dei Cipriano, con cui i sodalizi della periferia prima o poi dovranno fare i conti.