Chi ha spento la luce?

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Politica, Esperia
14 novembre 2016

Chi ha spento la luce?

I chiaroscuri nei rapporti dell’amministrazione Abbaticchio con i giovani

Tra le voci da rubricare nella pagina di bilancio dell’amministrazione Abbaticchio un ruolo di primo piano spetta di diritto a quella dei giovani. E sarebbe prudente farlo oggi, prima che sia investita dalla retorica trasversale della propaganda elettorale, come accade puntualmente e come notammo già in occasione dell’ultima tornata di consultazioni comunali.

La centralità dei giovani risultò decisivamente caratterizzante per il progetto di Abbaticchio nel 2012. Non solo e non tanto per il loro coinvolgimento attivo e militante in gran numero nel movimento elettorale che ne segnò l’ascesa, ma anche e soprattutto per la posizione politica che in quel progetto i giovani promettevano di assumere. Si trattava di qualcosa di più - e di diverso - rispetto al solito formulario di proposte amministrative “per” i giovani - quelle che con orribile espressione si definiscono “politiche giovanili”: formulario rispetto al quale, peraltro, dopo quasi cinque anni è difficile contestare al Sindaco di non aver rispettato le promesse (al punto di lanciare l’idea di una candidatura nazionale a “Capitale dei giovani”). Si trattava di rischiare per la prima volta una politica che non dicesse dei giovani che sono “il futuro” (anche perché, a rigore, i giovani, nel futuro, non sono più giovani), ma consegnasse loro il presente: che fosse, cioè, veramente “dei” giovani. 

Dal genitivo oggettivo a quello soggettivo: era questa in fondo la promessa di Michele Abbaticchio, che stavolta la palla dovesse passare nelle mani di un’altra generazione. E per certi versi ciò è avvenuto, se si considera lo stesso Abbaticchio appartenente a quella schiera di non-vecchi con cui si suole intendere i non-professionisti della politica. Ma se si adotta un’interpretazione più radicale, ciò avrebbe dovuto significare che anche a quella fascia anagrafica giovane in senso stretto, solitamente considerata politicamente solo come terreno di razzia elettorale - gli “under 30”, per intenderci - sarebbe stata concessa l’opportunità di entrare nella stanza dei bottoni della città, di incidere sulle sue logiche di governo; di avere, insomma, un potere costituente.

L’atto concreto in cui tutto ciò sembrò emergere nel 2012 fu l’istituzione di un “governo luce”, una giunta parallela di giovani - con tanto di ripartizione politica interna - che avrebbe dovuto affiancare gli assessori e collaborare nella loro attività di indirizzo, acquisendo contemporaneamente un’expertise relativa alla macchina comunale. Una scelta brillante, di cui anche noi - nel quadro di un giudizio certamente non poco severo sui primi passi di Abbaticchio - non esitammo ad evidenziare il significato politico. 

A quattro anni dalla sua istituzione, che ne è stato di quel “governo luce”? Le sue promesse di protagonismo politico, ribadite dopo un anno di attività a fasi alterne, sembrano poi essere inesorabilmente scemate, fino a cadere nel dimenticatoio.

Così è stato anche per un’altra iniziativa elettorale di protagonismo giovanile targata Abbaticchio, il Centro di Aggregazione Giovanile, nato all’indomani dell’insediamento grazie all’autotassazione degli amministratori stessi. Il suo valore altamente simbolico era quello di essere un luogo infunzionale, ricettivo di una socialità giovanile non vincolata ad interessi di studio (come la Biblioteca o le Officine Culturali) o commerciali (i “locali”). La risposta concreta ai tanto vituperati “effetti collaterali” della movida che sarebbe venuta, insomma. Che ne è stato?

Si tratta di interrogativi rivolti, evidentemente, non solo all’iniziativa politica del primo cittadino, ma a quegli stessi giovani che di questi progetti, sull’onda emotiva elettorale, furono protagonisti. Uno spazio di vera sintesi giovanile - o, se si vuole, una “costituente per i giovani di Bitonto”, come proponemmo tre anni fa - sembra ancora e sempre all’ordine del giorno.

Cosa riempirà altrimenti di significato l’abusato slogan elettorale del “protagonismo dei giovani”? Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.