Azzardo: nella provincia di Bari si giocano quasi due miliardi di euro l'anno

di La Redazione
Cronaca
17 novembre 2016

Azzardo: nella provincia di Bari si giocano quasi due miliardi di euro l'anno

Un anno fa a Bitonto l'ordinanza anti-slot e l'inaugurazione del centro di ascolto

Secondo il recente report dell’Osservatorio “Insieme contro l’azzardo” in tutta la provincia di Bari il volume di entrate legate all’azzardo si attestano attorno al miliardo e ottocento milioni di euro l’anno. Numeri da paura, che fanno della ludopatia una delle piaghe più importanti degli ultimi anni.

Slot machine, gratta e vinci, scommesse sportive. L’azzardo cresce tra la popolazione dell’hinterland barese e colpisce le fasce più deboli, quelle più esposte alla crisi e al disagio sociale. Non solo adulti e anziani, i nuovi ludopatici sono i minori.  "Il 23% degli studenti di una scuola superiore di Bitonto ritiene che il gioco d'azzardo possa contribuire al reddito familiare" - aveva dichiarato l’avvocato Attilio Simone, collaboratore della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici un anno fa - Questi numeri sono il segno di un cambiamento della società, che spesso è poco consapevole della portata di tale problematica". Il riferimento era allo studio condotto da Acogi su 230 studenti degli istituti superiori bitontini. Il 7% degli intervenuti aveva ammesso di puntare anche più di 30 euro a giocata.

Nel 2015 BitontoTV aveva dedicato uno speciale al rapporto tra minori e scommesse, ascoltando mons. D’Urso della Fondazione, che aveva rincarato la dose: “Almeno 6 minori su 10 giocano". D’altronde l’esperimento condotto dalla testata aveva dimostrato che a Bitonto su dieci centri, sette permettono ad un adolescente di scommettere e non si assicurano che abbia l'età minima per poter scommettere, ovvero diciotto anni.

Gli affari legati al gioco continuano a crescere nonostante anche a Bitonto siano state approvate misure per contenere il fenomeno e cercare di fare prevenzione. A Novembre 2015 è stato inaugurato un nuovo centro di ascolto presso la Fondazione Santi Medici, mentre a fine dello scorso anno l’Amministrazione Comunale ha emanato una ordinanza che obbliga gli esercenti dotati di slot machine a poter aprire solo dalle 10 alle 22 e a dover dichiarare allo Sportello unico delle attività produttive l'orario di esercizio praticato. 

Provvedimenti che hanno inasprito la regolamentazione del business del gioco (da Palazzo Gentile fanno sapere che nel corso dell’anno sono almeno tre le attività legate al circuito dell’azzardo ad aver chiuso i battenti), ma che non hanno frenato l’utenza ludopatica. Che spesso vede nel gioco una speranza di riscatto sociale.